Buon compleanno Radio Fiume!

ANNIVERSARI L’amata emittente fiumana festeggia oggi i suoi primi 75 anni di vita

La splendida sede di Radio Fiume in Corso

Era il 16 settembre del 1945 quando, da una piccola redazione radiofonica situata in via Štanger 9 a Volosca, andò in onda la prima trasmissione. “Ovdje Radio Rijeka – Qui Radio Fiume”, annunciarono rispettivamente Barbarina Ožegović e Ida Modica Milković. L’emittente era stata istituita per gli ascoltatori delle Liburnia e delle piccole località del Golfo del Quarnero. Un anno dopo la redazione si trasferì nel quartiere di Cosala a Fiume. All’epoca le trasmissioni potevano venire seguite anche dagli ascoltatori dell’Istria e del Litorale. Alcune testimonianze di marittimi affermano che le onde di Radio Fiume arrivavano addirittura fino al Cairo e Alessandria d’Egitto. Attualmente Radio Fiume s’affaccia sul Corso dove è ospitata da uno dei palazzi più rappresentativi del capoluogo quarnerino, monumento della cultura, costruito nel 1848 e recentemente ristrutturato del tutto.

Oggi l’amata radio festeggia i primi 75 anni di vita, un anniversario importante per un’istituzione che ne ha passate davvero tante e che attualmente conta sull’operato di un collettivo giovane, suddiviso in due redazioni, quella croata e quella italiana, su sedi dislocate ad Abbazia, Crikvenica, Arbe e Delnice, un reparto tecnico, una redazione musicale e un reparto marketing, che le consentono di guardare al futuro con grande ottimismo. Ad affermarlo è il redattore Alen Čemeljić.

Alen Čemeljić

“Quello che festeggiamo oggi è un gran bel traguardo; 75 anni non sono pochi. Alcuni colleghi sono qui da oltre trent’anni, come Branka Malnar, Neva Funčić, Pero Hržić, che sono i pilastri della redazione croata. Io sono giunto a Radio Fiume nel 1990, quando del team facevamo parte Olivera, Tajči, Hana e Ferlin. Poi si sono aggiunti Vlado, Lucijan, Albert, Neno, Nina, Goran, Lea, Joso. Sicuramente avrò dimenticato qualcuno, ma in quest’importante anniversario il messaggio che voglio lanciare è che sono le persone ad aver fatto di Radio Fiume l’emittente più ascoltata del nostro territorio, ma anche oltre. Non soltanto i nomi e le voci note agli ascoltatori, ma anche coloro che lavorano ‘dietro le quinte’, come Gordana, Meri e Sanja. Tutti loro hanno dato e continuano a dare una parte di sé per la radio”, ci ha detto Čemeljić, che abbiamo interpellato per trasmettere i nostri auguri. “Negli ultimi anni la redazione si è rinvigorita grazie all’arrivo di un gruppo di giovani leve piene di energia e voglia di fare: le due Ive, Matea, Fiš (Ribarić), Sajo, Anamarija, Domagoj, Linda (la nostra nuova redattrice musicale), nonché Selina e Gianfranco nella redazione italiana. Tanta energia nuova per il futuro”, ha proseguito. “Siamo al primo posto in quanto ad ascolti, nonostante il fatto di essere un servizio pubblico e alla presenza di numerose emittenti commerciali che immancabilmente fanno concorrenza. Il nostro obiettivo è continuare così anche negli anni a venire. In quest’importante anniversario il pensiero va ai colleghi che ci hanno lasciato prematuramente: Ljubica Stipančić, Ivica Vrkić, Korado Vujnović e Kristijan Smokvina. Una grande perdita”, ha concluso Čemeljić, annunciando per oggi un programma celebrativo un po’ diverso del solito, causa la pandemia in corso. S’inizierà alle ore 10.30 per proseguire fino alle 14, quando sulla terrazza di Radio Fiume si esibiranno Damir Halilić – Hal, Sandra e Nikolina e Robert Funčić. Seguiranno, dalle 16.30 alle 19 Duško Jeličić-Dule e il complesso Bonaca per concludere in tarda serata con Damir Urban.

Andrea Marsanich

Le sfide della redazione italiana
Radio Fiume è senz’altro una delle emittenti più interessanti e particolari in assoluto grazie al suo valore aggiunto, la redazione italiana. Un collettivo compatto del quale ha fatto parte per 29 lunghissimi anni, gran parte dei quali alla guida, il giornalista Andrea Marsanich, da poco pensionato. “Tanti auguri a Radio Fiume per quest’importante anniversario, e soprattutto alla redazione italiana. Mi piace dire che per me Radio Fiume è come una moglie, mentre la Voce del popolo la considero una mamma, in quanto ho iniziato la mia carriera giornalistica proprio lì. La redazione italiana svolge un ruolo fondamentale d’informazione in lingua italiana, che entra in tutte le case, anche in quelle della maggioranza ed è pertanto d’importanza strategica. Ultimamente ci sono stati cambiamenti rivoluzionari, un totale ringiovanimento della redazione. Mi sembra che se la stiano cavando egregiamente. Non è facile svolgere questo mestiere, soprattutto facendo informazione in una lingua minoritaria, è una lotta continua. Io ho avuto la fortuna di avere due grandi maestri: Franco Rocchi e la compianta Agnese Superina. Spero di avere trasmesso ai giovani che oggi guidano la redazione quanto imparato da loro. Sono molto bravi e sono sicuro che miglioreranno ancora nel tempo”, ci ha detto. Tra questi giovani c’è Selina Sciucca, che potremmo definire una delle “new entry” della redazione italiana. “Sono arrivata alla fine di novembre 2018, dove ho lavorato con contratto onorario per circa sei mesi. Non appena il collega Andrea Marsanich è andato in pensione, ho partecipato al concorso e sono stata assunta a tempo indeterminato, nel giugno 2019. Sono in pianta stabile quindi da poco più di un anno. Sono tante le cose avvenute in questo periodo, che a me pare lunghissimo. È stato un anno molto dinamico e intenso. Lavorare come giornalista radiofonico è per me il più bel lavoro del mondo. Ti prende completamente. Sembra quasi una relazione fatta di amore e odio, e mi sento come a casa mia. Purtroppo ci sono stati anche tanti cambiamenti, poiché la redazione italiana in effetti non esiste più. È cambiata la veste e la struttura. Abbiamo visto 3 giornalisti, che erano i pilastri della redazione, ‘abbandonare’ la nave. Una perdita per me inaspettata dato che mi piaceva tanto lavorare con loro. Ora abbiamo nuove forze lavoro, giovani pieni d’entusiasmo che cercano di dare il loro meglio. Manca però un giornalista di maggiore esperienza che ci faccia da mentore. La radio si è modernizzata, ma manca il redattore ‘saggio’, che ci indirizzi. Stiamo combattendo per ottenere almeno un giornalista in pianta stabile perché siamo in pochi ed è difficile lavorare così. Mi piacerebbe fare tante cose, affrontare temi diversi, però siamo in pochi e serve gente. Con i colleghi della redazione croata siamo in ottimi rapporti e credo che questa multiculturalità ci arricchisca. Quando penso che la radio celebra oggi il suo 75º, mi rendo conto che in fondo siamo un po’ una grande famiglia. Oltre a fare gli auguri a tutti i miei colleghi, spero che in un prossimo futuro possano arrivare altri giovani, con il nostro stesso entusiasmo. Questo è un lavoro che consente di fare tantissime cose belle, mantenendo alta la qualità dei programmi. Auguri Radio Fiume”, ha esclamato infine.

Selina Sciucca

Tra i giornalisti che per un periodo della loro vita hanno fatto parte della redazione italiana, c’è anche Sandro Vrancich, che ricorda i giorni trascorsi alla radio con grande piacere. “Ho fatto i miei primi passi nel mondo del giornalismo radiofonico negli anni ‘70 e per sei anni ho lavorato assieme alla compianta Agnese Superina, a Flavio Bonita e a Franco Rocchi. Eravamo una grande squadra e ho avuto tantissime soddisfazioni. Ci sono stati programmi bellissimi, interviste, reportage. Ogni proposta veniva accolta a braccia aperte e potevo svolgere il mio lavoro con entusiasmo. È stato un periodo bellissimo, quando Radio Fiume era molto ascoltata. Quando, dopo un periodo d’assenza, sono rientrato, nei miei ultimi sette anni alla radio ho trovato un ambiente del tutto diverso, molto restrittivo. Ci sono state tante proposte rimaste nel cassetto perché non accolte da chi di dovere. In occasione di questo bellissimo anniversario, auguro, anche se so che sarà difficilmente realizzabile, che ritorni una soggettività e autonomia della nostra redazione italiana, che ora non c’è più. Mi farebbe piacere sentire quattro giornalisti bravi che facciano parte solo della nostra redazione e che propongano programmi di qualità, senza che vengano trasferiti nella redazione croata. I responsabili del centro fiumano della Radio-televisione croata, non sono purtroppo interessati ai programmi in lingua italiana. Lo dimostra anche il fatto che il notiziario delle 14.30 è stato eliminato”, ha osservato.

Sandro Vrancich

Per concludere, abbiamo interpellato Virna Baraba, oggi giornalista del nostro quotidiano dopo aver trascorso tre decenni al servizio della redazione italiana di Radio Fiume. Con la sua voce calda e piacevole è riuscita a farsi amare dagli ascoltatori. Ha ricordato con gioia gli anni trascorsi “in onda”. “Le mie prime esperienze a Radio Fiume risalgono al 1987. Ero alunna dell’ex Liceo e dovevo eseguire la pratica professionale in quanto avevo scelto l’indirizzo giornalistico perché avevo deciso che da grande avrei fatto la giornalista. E così è stato. Dopo due anni di pratica venni assunta in pianta stabile. All’epoca la redazione italiana era composta da Franco Rocchi e Agnese Superina, le due colonne dell’emittente. Mi hanno trasmesso tanto e li ringrazio infinitamente. Poi arrivò Andrea Marsanich a completare la ‘squadra’ che quotidianamente realizzava trasmissioni informative in lingua italiana bene accolte dagli ascoltatori sia connazionali che non, il che ci spronava a fare sempre meglio il nostro lavoro. Un lavoro davvero interessante: venivi al mattino in redazione e non sapevi dove saresti dovuto andare, cosa sarebbe accaduto, chi avresti dovuto intervistare… A proposito di interviste, mi ha fatto davvero piacere poter chiacchierare al telefono con il grande Renzo Arbore, ma anche con persone comuni come ad esempio il primo e l’ultimo comandante della nave Concordia, Giovanni Lettich di Genova i cui genitori erano originari di Lussingrande. Ricordo ancora le notizie scritte con la macchina da scrivere e il suo ticchettio che riempiva la stanza e poi l’arrivo dei primi computer. ‘Gò fracà qualcosa e guarda cossa me xe vegnudo. Ti me pol aiutar?’ Era la frase che molto spesso agli inizi dell’era dell’informatica veniva pronunciata dai miei colleghi Franco e Andrea. Quante risate ci siamo fatti! Bei tempi e tanti ricordi mi legano a Radio Fiume, dove ho trascorso 30 anni di servizio per poi chiudere il capitolo radiofonico e aprirne uno nuovo dedicato alla carta stampata”.

Virna Baraba

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