Brodokomerc nova. Un marchio alla deriva?

Come rilanciare un negozio e sbaragliare la concorrenza, uscire dal trend negativo dovuto all’avvento dei grandi colossi alimentari, che offrono anche acquisti online? Che cosa fare quando diminuisce il flusso della clientela? In che modo farla tornare, acquisirne nuova, ma soprattutto differenziarsi dagli altri in modo innovativo? Nell’ultimo decennio il mondo è cambiato radicalmente e con esso anche i consumatori, che sembrano essere molto più esigenti, attenti, diffidenti. È impensabile, al giorno d’oggi, gestire un negozio usando le stesse tecniche di una volta. Al contempo, è altrettanto inconcepibile attrarre e fidelizzare i clienti puntando solo e unicamente sulla leva del prezzo. È necessario, in questo contesto, avviare un aggiornamento del punto vendita, che spesso significa introdurre determinati cambiamenti e trasformare sé stessi e il proprio modo di vedere e gestire il negozio. Perché è soprattutto la motivazione che sta alla base del successi. Ma non basta. Bisogna fare molto, ma molto di più. Lo avranno pensato anche i vertici dell’azienda “Brodokomerc”, vero e proprio brand fiumano, nel momento in cui, dopo avere presentato istanza di fallimento, decidevano nel 2001 di istituire una nuova catena di botteghe alimentari cambiando il nome in “Brodokomerc nova”? Con tutta probabilità sì, ma le cose oggi come oggi apparentemente non funzionano. O così almeno sembra. Da tempo circolano voci su una presunta crisi che avrebbe investito in pieno quello che nei tempi d’oro dell’industria di Fiume era uno degli indiscussi colossi cittadini. Indiscrezioni parlano addirittura di un probabile acquisto dell’azienda da parte di uno dei giganti alimentari nazionali. Dopo la recente chiusura nel capoluogo quarnerino di alcuni punti vendita della “Brodokomerc nova”, precisamente quello in via Ivan Zajc, nell’ambito del Mercato cittadino, quello in via Rudolf Tomšić nel rione di Montegrappa e quello di via Frane Brentini, a Sušak, ci siamo rivolti alla direzione per chiedere spiegazioni in merito.

“Abbiamo tentato in tutti i modi di rilanciare l’attività dei nostri negozi aspettando di vedere se funzionerà, ma purtroppo la mancata redditività ha giocato a loro sfavore”, ci ha detto il direttore Dragomir Perušić, smentendo però categoricamente ogni indiscrezione su una presunta crisi dell’azienda. Anzi, secondo il nostro interlocutore, la “Brodokomerc nova” starebbe operando con buoni risultati. “Abbiamo chiuso il 2018 in positivo, nonostante tutti i problemi che gran parte delle grandi aziende, e così pure la nostra, si vedono costrette ad affrontare quotidianamente. Certo, non sono tutto rose e fiori, ma lavoriamo bene e non vedo motivo di preoccupazione”, ha spiegato, aggiungendo che la difficoltà più grande è rappresentata non dalla mancanza di clientela, bensì di personale. “Molte delle commesse sono assenti per malattia, il che ci vede costretti a limitare l’orario d’apertura per determinati punti vendita. In alternativa, non è facile però trovare nuova forza lavorativa, che comunque oggi è rivolta ad altri tipi di occupazioni. Fare il commesso non è assolutamente facile, per cui nel nostro campo l’insufficienza di forza lavoro è diventata ormai cronica”, ha detto ancora Dragomir Perušić, secondo il quale il punto di forza delle botteghe della “Brodokomerc nova” sono stati e saranno sempre l’affezione e l’attaccamento dei suoi clienti. “Una fedeltà, la loro, che nonostante i prezzi leggermente più elevati che altrove, non ci ha mai abbandonati, con tutta la concorrenza che c’è in giro”. Perché, allora, la sensazione che qualcosa ultimamente non funzioni troppo bene è così forte, ogniqualvolta ci ritroviamo a fare la spesa in uno dei negozi del vecchio marchio fiumano?

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