Brajdica verso navi giganti di nuova generazione

Lavori in corso all’AGCT in procinto di tagliare il traguardo dei 300.000 container manipolati in un anno. Capace d’accogliere finora unità da 15.000 TEU, in futuro potrà ospitare anche quelle da 24.000

Il terminal di Brajdica è in continua crescita

Al giorno d’oggi, buona parte delle merci viaggia da un punto all’altro del mondo, attraversando gli oceani, chiusa dentro container caricati su navi sempre più gigantesche. Il terminal in Brajdica, per forza di cose, deve pertanto sapersi adeguare. Oggi vi approdano portacontainer da 15.000 unità TEU, mentre le linee ordinarie dall’Estremo Oriente vengono coperte con unità capaci di trasportare intorno ai 10.000 container. Nei prossimi due anni i cantieri vareranno in mare in prevalenza portacontainer in grado di trasportare da 18.000 a 24.000 TEU. Per questo motivo, il terminal fiumano dovrà consentire anche alle unità più grandi di approdare, motivo per cui è necessario assicurare sin d’ora i presupposti tecnici per farlo, a partire dall’area operativa alla profondità dei fondali.

Lavori in corso per ampliare le capacità d’attracco

Interventi di vitale importanza
Emmanuel Papagiannakis, direttore dell’Adriatic Gate Container Terminal, azienda concessionaria dello scalo di Brajdica, e Denis Vukorepa, direttore dell’Ente portuale fiumano, hanno ricevuto ieri, in molo Kostrena, i rappresentanti dei media, in un luogo appunto in cui, a sei mesi esatti dalla firma del contratto per la realizzazione dell’opera, sono in pieno svolgimento i lavori di adattamento della banchina meridionale. L’operazione interessa 100 metri del molo in questione, che a lavori conclusi disporrà della profondità richiesta lungo tutti i suoi 428 metri di lunghezza. “Si tratta di interventi di vitale importanza per il terminal – ha sottolineato il direttore Papagiannakis –, perché siamo testimoni del fatto che, di anno in anno, le navi portacontainer diventano sempre più grandi”. Le linee tra l’Asia e il Mediterraneo e quelle tra l’Asia e l’Adriatico hanno ridotto i costi, scesi ai livelli del Nord Europa, per cui vale la pena di dare agli armatori la possibilità di fruire dei servizi anche a Fiume. I 328 metri disponibili oggi sul molo Kostrena rappresentano un limite potendo accogliere soltanto portacontainer fino a 15.000 TEU.

Denis Vukorepa ed Emmanuel Papagiannakis

Maggiori capacità
A sostegno di quest’opera, c’è quella già portata a termine e che riguarda l’area intermodale che ha sensibilmente snellito la manipolazione e aumentato la capacità per quanto riguarda il trasporto su rotaia. Inoltre, disponendo di maggiore spazio, anche attraccare sarà più semplice e veloce. La profondità verrà portata a 16,5 metri, che consentirà di accogliere le navi di nuova generazione facilitando il traffico della merci tra Asia ed Europa. Importante sottolineare anche il fatto che con il 42 p.c. delle merci che proseguono il loro percorso su ferrovia, si dà un contributo importante alla tutela dell’ambiente. Uno degli obiettivi è incrementare il trasporto su rotaia con un ulteriore sviluppo logistico nel Paese. Il 2019, come ha precisato Papagiannakis, è stato un ottimo anno, contrassegnato da una crescita pari al 20 p.c. rispetto a quello precedente. Il 2020, nonostante la pandemia di Covid-19, ha portato un’aumento della movimentazione del 12 p.c. in rapporto al 2019. Nel mese di maggio c’è stato il record assoluto raggiunto dal terminal e a novembre un altro traguardo importantissimo per quanto riguarda l’impiego della ferrovia con il 47 p.c. dei container che hanno proseguito il loro viaggio sui convogli. “La prossima settimana raggiungeremo i 300.000 TEU, un altro record”, ha concluso Papagiannakis. La soglia che verrà raggiunta consentirà, inoltre, al terminal fiumano di essere promosso ufficialmente a scalo di medie dimensioni.

Il valore dell’opera è di 17,5 milioni di euro

Fondi Ue
Il direttore della Port authority, Vukorepa, ha aggiunto che l’intervento al molo Kostrena renderà più concorrenziale lo scalo di Brajdica potendosi aspettare un futuro da 600.000 TEU all’anno e la presenza di navi portacontainer giganti 24 ore su 24 in seno alla struttura. Per questa fase dei lavori verranno impiegati 17,5 milioni di euro di cui il 20 p.c. sono mezzi a fondo perduto dell’Ue. “Non c’era altra possibilità per accedere ai Fondi europei per cui abbiamo accettato le cose così come stanno, con il rimanente 80 p.c. che verrà finanziato direttamente dall’Ente portuale, il quale ha affidato i lavori all’italiana Co. Ed. Mar impegnata, tra l’altro, nel cantiere di molo Zagabria. “La conclusione dei lavori è prevista per la fine del 2021. Con quest’operazione portiamo a termine il ciclo 2014-2020 per quanto riguarda i finanziamenti europei. Si tratta di sette progetti del valore complessivo di 135 milioni di euro”.

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