Brajdica. Comincia la rincorsa

Proseguono a ritmi serrati i lavori di ampliamento della galleria Sušak in modo da fare spazio a un secondo binario. L’obiettivo è arrivare a un milione di TEU entro il 2026 e colmare il gap con Capodistria

L’interno della galleria Sušak a Pećine

Lo scorso marzo, in occasione delle celebrazioni del 300º anniversario della proclamazione del porto franco, il direttore dell’Autorità portuale, Denis Vukorepa, era stato categorico: entro il 2026 lo scalo fiumano dovrà arrivare a movimentare 1 milione di TEU all’anno. In altre parole, raggiungere gli attuali numeri di Capodistria e quindi giocarsi il titolo di terminal container numero uno dell’Alto Adriatico. Una prospettiva troppo ottimistica? Forse. Ad ogni modo, il dado è tratto e non ci si può più tirare indietro. E Fiume sta facendo sul serio, basti vedere la mole d’investimenti infrastrutturali effettuati nell’ultimo periodo, a partire dall’inaugurazione del molo Zagabria, dall’ampliamento del terminal di Brajdica, passando per la costruzione della strada D403 e fino ad arrivare alla realizzazione del nuovo binario ferroviario Zagabria-Fiume. Sebbene gran parte di queste opere non siano ancora state completate (altre nemmeno iniziate), i primi frutti del rilancio iniziano già a intravedersi, tant’è che nel corso di quest’anno Brajdica ha ritoccato per ben quattro volte il record di movimentazione mensile, arrivando a quota 26.586 TEU nel mese di ottobre, mentre le proiezioni per quella annua parlano di 240/250mila TEU, ben oltre i 227.375 del 2018.
E sempre a Brajdica c’è un gran fermento, non solamente per le operazioni di carico e di scarico delle navi, ma anche perché operai e mezzi pesanti lavorano a ritmi serrati sugli interventi di ampliamento e di ricostruzione dell’infastruttura ferroviaria del terminal. Si tratta di un progetto congiunto tra l’Autorità portuale la società HŽ Infrastruktura (Ferrovie dello Stato), del valore complessivo di 35,6 milioni di euro e finanziato in larga misura (circa l’85%) con i fondi europei attraverso il programma Connecting Europe Facility (CEF). L’operazione più importante riguarda l’allargamento della galleria Sušak a Pećine.
Intervento delicato
“Per noi è una grande sfida – confessa il responsabile del team progettuale, Marko Kukić, mentre ci guida nelle viscere del tunnel –, dal momento che la galleria passa sotto una zona residenziale dove ci sono una scuola e alcuni grattacieli, tra cui uno di 17 piani, il che rende l’intervento molto delicato, oltre che rischioso, per cui solitamente si tende a evitare interventi del genere. Chiaramente non siamo degli sprovveduti e i lavori vengono eseguiti in totale sicurezza. Il progetto in sé prevede l’allargamento dei primi 400 metri dell’ingresso occidentale (la lunghezza complessiva del traforo è di 1.827 metri, nda) in modo da fare spazio a un secondo binario parallelo a quello già esistente. Quanto invece alle tempistiche, abbiamo accumulato un piccolo ritardo di circa un mese, ma comunque entro la prossima estate i lavori dovrebbero venire ultimati”.

Al binario già esistente verrà affiancato un secondo

Nuovi binari
Il progetto non si limita però solamente alla galleria. “Nel terminal – prosegue l’ingegnere –, verranno ricostruiti 8 binari, di cui la metà è stata già portata a termine, nonché realizzati altri quattro per arrivare così a un totale di 12 binari all’interno dello scalo. Inoltre, è previsto anche uno per la gru mobile, che permetterà di accelerare le operazioni di carico e di scarico delle merci. Una volta completato il tutto, Brajdica potrà contare su un nuovo e moderno sistema di sicurezza e di segnalamento, oltre a un migliore rete di trasmissione che favorirà il collegamento tra lo scalo e l’Autorità portuale”.
Capodistria ambiziosa
L’obiettivo è duplice: rendere più rapido il flusso delle merci e trasferire la maggior parte del traffico container dalla gomma alla rotaia, aumentando così la competitività del porto fiumano. Ad oggi, i numeri di Capodistria (988.499 TEU nel 2018), Trieste (725.500) e Venezia (632.250) sembrano irraggiungibili, ma in riva al Quarnero possono contare su un asso nella manica rispetto ai diretti competitor, ossia su un maggiore margine di ampliamento dato dal molo Zagabria. “È vero, ma Capodistria non starà certamente lì a guardare”, osserva Kukić. E in effetti ha perfettamente ragione visto che lo scorso maggio sono iniziati i lavori di allargamento della banchina del Molo I, il cui termine è previsto nel 2021. L’obiettivo è ambizioso, e cioè arrivare a 1,5 milioni di TEU. Insomma, la sfida per il dominio sull’Adriatico non è che all’inizio.

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