Bersezio. La bellezza dei castellieri preistorici

L’archeologo connazionale Mario Zaccaria ha fatto da guida in un percorso impegnativo, nell’ambito del quale sono stati visitati i resti di queste antichissime costruzioni

Nell’ambito del progetto Kaštelir, incentrato sui castellieri e sull’etnobotanica per lo sviluppo sostenibile e quello rurale del Quarnero e dell’Istria, che si svolge dal 2018, ha avuto luogo sabato mattina il laboratorio “La vita nei castellieri”, nell’ambito del quale sono stati visitati i resti di queste costruzioni preistoriche, risalenti all’età del bronzo e del ferro, che costellano la zona di Bersezio e Draga di Moschiena. A fare da guida in questo interessante, seppure impegnativo, percorso è stato l’archeologo connazionale Mario Zaccaria.
Il giro è iniziato a Bersezio, dove si è radunato un gruppo di 23 persone, e si è concluso al castelliere Vela Ozida, una torre d’avvistamento preistorica, riassettata e presentata dal Comune di Draga di Moschiena nell’ambito del progetto Kaštelir. Da questo importante punto geostrategico si apre un’ampia vista sul Quarnero, Moschiena, sul castelliere Marinov Breg e Bersezio. Da Vela Ozida le tribù dei Liburni facevano segnali in caso di attacchi dal mare comunicando tramite fuochi e altri mezzi con i castellieri di Apriano, Castua, Grobnico, Tarsatica e Castelmuschio affinché potessero prepararsi ad affrontare il pericolo.
Collaborazione transfrontaliera
“Al centro di questo progetto di collaborazione transfrontaliera Slovenia-Croazia sono i castellieri preistorici, ma durante l’escursione ho accennato anche a costruzioni più recenti, come per esempio ai muri a secco del campo di Bersezio – ci ha spiegato l’archeologo Mario Zaccaria –. Vela Ozida è una torre d’avvistamento circondata da una cinta muraria composta da muri a secco, larga circa otto metri, dove gli agenti atmosferici e quelli umani hanno sfaldato gran parte della cinta, ma è ancora possibile seguire la sua pianta a forma di lettera ‘q’. Questa torre faceva parte del castelliere Marinov Breg e si trova a mezz’ora, 40 minuti circa, di salita da Bersezio. Anche se questa costruzione non è stata mai sottoposta a ricerche archeologiche, è probabile che la cinta muraria risalga al periodo che va dall’età del bronzo (3500 a.C.) alla conquista romana nel primo secolo a.C.. Ai tempi della Pax romana, che durava circa due secoli, gli abitanti delle tribù dei Liburni scesero verso il mare”, ha precisato l’archeologo.
La storia del borgo
Durante il percorso, Zaccaria ha parlato anche di Bersezio, l’affascinante borgo adagiato su uno scoglio, la cui storia inizia già nella preistoria. “Bersezio è, infatti, un antico castelliere abitato fin dall’età preistorica e ha sopravvissuto grazie al fatto di sorgere nelle vicinanze di 80 ettari di terreno molto fertile. Da un castelliere, Bersezio si è trasformata in una cittadina tardoantica e in seguito in un borgo medievale”, ha puntualizzato Zaccaria, aggiungendo che da Vela Ozida si capisce molto bene per quale motivo quel punto fu scelto per il controllo delle zone circostanti. “Da quel punto non si vedono soltanto Marinov Breg, Moschiena e Bersezio, ma anche la zona di Tramontana a Cherso, l’isola di Sansego, l’isola di Veglia con l’antica Castelmuschio, i castellieri di Santa Croce e Tersatto a Fiume e via dicendo. Sono contento per il fatto che al giro abbiano preso parte 23 persone, perché il percorso non è facile, è molto ripido, e inoltre sabato mattina faceva molto caldo. Del gruppo facevano parte appassionati di storia, guide turistiche che desiderano integrare anche questa località nei loro tour e via dicendo. A noi si è unito anche un signore 86.enne che, nonostante la sua età avanzata e la difficoltà del percorso, è riuscito a completare il giro”, ha concluso Zaccaria.
Agricoltura ecologica
Mario Zaccaria è un archeologo freelance che presta i suoi servizi a progetti specifici, ma lavora pure come guida turistica e coltiva l’aglio di Bersezio. Il prossimo evento nell’ambito del progetto Kaštelir sarà legato all’agricoltura ecologica e sarà guidato dall’agronoma Ivana Keller. “Vorrei pure ringraziare il Comune di Draga di Moschiena, che è uno dei comuni in Croazia che investe maggiormente nella conservazione del patrimonio storico-culturale”, ha concluso l’archeologo.

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