Autotrolej. Giovani e malconci

L’azienda dispone oggi di un parco macchine moderno, con una delle flotte meno anziane in Croazia, ma al momento un autobus su due risulta indisponibile per problemi tecnici

0
Autotrolej. Giovani e malconci
Nonostante la giovane età, un autobus su due è costretto a rimanere in rimessa. Foto: IVOR HRELJANOVIĆ

Mentre un anno fa, in questo periodo, ci chiedevamo se vi sarebbe stato un numero minimo di conducenti per assicurare un servizio soddisfacente per l’inizio dell’anno scolastico, oggi si stanno facendo i conti con un altro problema. Al momento, infatti, è disponibile, a seconda delle giornate, dal 55 al 64 per cento del parco macchine. Una bella gatta da pelare.

Tra le prime mosse della sindaca Iva Rinčić, a poche settimane dalla sua elezione, c’è stata quella della rimozione del direttore dell’azienda di trasporti pubblici Autotrolej, Robert Mrvčić, con la successiva nomina di Dijana Trošelj, la quale ricoprirà il delicato ruolo ad interim al massimo fino a gennaio.

Manutenzione trascurata
La nuova direttrice, intenzionata a fare domanda al concorso che verrà indetto nei prossimi mesi, si è ritrovata a dover risolvere un problema decisamente serio. Ha constatato che per anni si sarebbe pensato in primo luogo alla mancanza di manodopera, prima di tutto conducenti, trascurando però la manutenzione. Paradossalmente, l’Autotrolej dispone oggi di un parco macchine moderno, con una delle flotte più giovani in Croazia. Come è possibile che possa succedere che ci si ritrovi con un autobus su due indisponibile?
Grazie alle misure introdotte dal 2024, con l’aumento sensibile delle paghe, l’azienda dispone di 277 conducenti dei quali una dozzina a metà orario in quanto pensionati. Si tratta di un numero sufficiente per mantenere il regime ordinario che riprenderà con l’inizio dell’anno scolastico, l’8 settembre. Nei mesi estivi, comunque, il numero di corse giornaliere viene ridotto e in questa situazione l’indisponibilità di una parte considerevole di autobus non rappresenta un problema.

Per il momento gli utenti non risentono della situazione.
Foto: IVOR HRELJANOVIĆ

I veicoli in garanzia
Sulle cause delle precarie condizioni in cui versano gli autobus fiumani, nonostante siano in servizio da pochi anni, la direttrice Trošelj non si è pronunciata, ma è evidente che vi siano state delle negligenze. Alla manutenzione provvedono sia i meccanici dell’Autotrolej che quelli della municipalizzata Rijeka plus, con le rispettive mansioni. Anche alla Rijeka plus c’è stato un avvicendamento nella direzione, con la destituzione di Željko Smojver e l’insediamento provvisorio di Vlado Mezak. Uno dei fatti più strani è che non si sarebbe provveduto a manutenzioni e riparazioni dei veicoli in garanzia. In questo senso vi è un contratto con l’azienda Auto-Hrvatska.

Servizio non all’altezza
Dijana Trošelj ha ereditato, senza averne alcuna responsabilità, un parco macchine malconcio, anche se giovanissimo. Due settimane fa aveva annunciato che avrebbe incontrato Mezak di Rijeka plus e i responsabili di Auto-Hrvatska per accelerare i tempi. Tra i propositi della nuova amministrazione cittadina, tra le promesse in campagna elettorale, c’era quello di voler migliorare il servizio, aumentando il numero di corse e introducendo delle nuove linee. Oggi, invece, potremo cosiderarci fortunati se le cose non peggioreranno rispetto a un livello già piuttosto basso rispetto agli standard delle città più evolute. Soltanto con i trasporti pubblici efficienti e accessibili possiamo contare di evitare il caos nelle ore di punta. A chi è abituato a muoversi in macchina occorre offrire un’alternativa adeguata. Obiettivamente, l’Autotrolej oggi non può considerarsi tale, ne per qualità né per affidabilità.

Il problema della manutenzione è sempre più serio.
Foto: IVOR HRELJANOVIĆ

Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.

L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.

No posts to display