Autismo. Ora c’è il Pass ospedaliero

Il progetto, primo in Croazia, è stato realizzato su iniziativa del CCO di Fiume

Ivanka Pejić, Alen Ružić, Sandi Bujan Cvečić e Dragan Lovrović

Adeguare i servizi ospedalieri alle necessità e ai bisogni specifici delle persone con disabilità è la chiave per realizzare appieno il diritto alla salute. Per andare incontro alle esigenze di salute dei cittadini con disturbi dello spettro autistico, adeguare l’offerta sanitaria e garantire un’effettiva equità, il Centro clinico-ospedaliero di Fiume, primo in Croazia, ha messo a punto il progetto del Pass ospedaliero.

 

All’inizio di quest’anno il CCO ha istituito il Coordinamento delle associazioni dei malati con il compito di migliorare la comunicazione tra i pazienti e le strutture ospedaliero sul modello “ospedali senza mura”, noto in tutto il mondo. Tra le prime iniziative del Coordinamento, quella di effettuare un’accurata analisi con i genitori di bambini autistici per capire quali sono i maggiori problemi a cui vanno incontro al momento di un ricovero ospedaliero. I risultati di quest’analisi hanno dimostrato che gli operatori sanitari, come pure gli altri pazienti hanno grandi difficoltà a capire le esigenze delle persone affette da autismo.

Il Pass ospedaliero per le persone affette da autismo

Il direttore del CCO, Alen Ružić, si è detto molto orgoglioso per avere realizzato il Pass ospedaliero, un libretto che viene rilasciato su richiesta dei genitori e che contiene tutte le informazioni utili per il paziente. “Le esigenze delle persone affette da autismo sono molto diverse, a partire dalla comunicazione che in alcuni casi è completamente assente. Inoltre, bisogna fare molta attenzione durante i controlli e gli interventi sanitari. In molti casi, il paziente non è in grado di collaborare ed è intollerante al dolore fisico. Tutto ciò viene segnalato sul Pass ospedaliero, che contiene pure un codice a barre, tramite il quale è possibile leggere i dati della cartella clinica del paziente”, ha spiegato lo psichiatra Dragan Lovrović. Attualmente sono stati inseriti nel progetto una sessantina di pazienti e l’intento è di includere la maggior parte dei 600 che sono in cura nel CCO di Fiume.

Sandi Bujan Cvečić, a capo del Coordinamento delle associazioni dei malati, ha spiegato che l’obiettivo è migliorare le cure ospedaliere per questo tipo di pazienti, inserendo, forse già in autunno anche le persone affette dalla sindrome di Down. In preparazione pure un nuovo progetto che riguarda la promozione della donazione di organi e i trapianti. Alla presentazione del Pass ha preso parte pure Ivanka Pejić, dell’Associazione delle persone affette da autismo, che ha collaborato nella sua realizzazione. Considerata la validità del progetto, anche altri Centri clinici-ospedalieri in Croazia hanno espresso interesse per l’introduzione del Pass ospedaliero.

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