Augusta e Fiume: incontro tra scuole nel segno Erasmus

Visita di una comitiva di alunni siciliani alla CI di Palazzo Modello e alla SEI «Dolac» nell’ambito di un progetto di cui è capofila la SE «Pećine»

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Augusta e Fiume: incontro tra scuole nel segno Erasmus

Un gruppo di bambini siciliani, accompagnato dalle loro maestre, ha fatto visita ieri alla Comunità degli Italiani di Fiume e alla Scuola elementare italiana “Dolac”. Il tutto è avvenuto nell’ambito di un progetto Erasmus+ portato avanti dalla SE “Pećine” in collaborazione con il IV Istituto Comprensivo Statale “Domenico Costa” di Augusta, in provincia di Siracusa. A fare da guida ai ragazzi durante questa giornata c’erano le maestre Tamara Ručando e Maja Vrancich, le quali hanno ideato l’itinerario e accompagnato i ragazzi nel processo di scoperta di Fiume, coadiuvate da Janja Giacioni, che è responsabile di questa collaborazione.

Il progetto che collega la scuola di Pećine con l’Italia rientra nel quadro dell’accreditamento Erasmus+, quindi non è un’iniziativa isolata, bensì parte di un percorso strutturato che la scuola ha deciso di seguire per anni. Quest’anno la scuola prevede mobilità verso la Spagna e verso l’Italia per alunni delle classi superiori delle elementari e per i docenti, e questo significa che i legami con il Bel Paese non saranno occasionali, ma inseriti in un programma pedagogico continuativo, mentre l’anno scorso si è già concluso un progetto di collaborazione analogo con il Portogallo.

La scuola ha ottenuto l’accreditamento del programma Erasmus+ per l’istruzione generale per il periodo 2023-2027. Grazie a questo, può partecipare con più facilità a progetti e mobilità per allievi e insegnanti, ottenendo i fondi necessari per favorire scambi, formazione e cooperazione internazionale.

Questi progetti servono anzitutto a far crescere l’ambiente educativo in modo più aperto, più europeo e più dinamico: permettono di confrontarsi con sistemi scolastici diversi, di sperimentare metodi che non sempre trovano spazio nella didattica quotidiana e di mettere i bambini in contatto con coetanei che parlano un’altra lingua e vivono in un altro contesto culturale. La scuola, con l’accreditamento, ha dichiarato obiettivi di lungo periodo che riguardano l’inclusione, la digitalizzazione, l’innovazione metodologica e il rafforzamento delle competenze linguistiche, e una parte di questi obiettivi può essere realizzata proprio attraverso la cooperazione con istituti italiani.

Per i bambini il beneficio è immediato e passa attraverso tre vie. La prima è linguistica: l’esposizione a un contesto scolastico diverso migliora la flessibilità linguistica e la sicurezza comunicativa. La seconda è culturale: gli alunni sperimentano per la prima volta una dimensione di scambio reale, non mediato dai libri o dai video, che permette loro di collocare la propria esperienza quotidiana dentro una realtà europea più ampia. La terza è personale: vivere qualche giorno fuori dal proprio ambiente abituale, lavorare in gruppi misti, partecipare ad attività creative e laboratoriali aumenta l’autonomia, la capacità di adattamento e la fiducia in sé stessi, qualità che la scuola considera oggi parte integrante dell’educazione.

Per i docenti i vantaggi sono altrettanto rilevanti. Le mobilità offrono formazione pratica e diretta, spesso più efficace dei corsi teorici: osservare sul posto come operano le scuole partner, quali metodi utilizzano, quali strumenti digitali adottano e come gestiscono l’organizzazione della classe permette agli insegnanti di tornare con idee nuove realmente applicabili. Inoltre, la partecipazione ai progetti migliora il lavoro di squadra dentro la scuola, perché la preparazione delle mobilità, la definizione degli obiettivi e la valutazione dei risultati richiedono una collaborazione più intensa tra colleghi. La dimensione internazionale rafforza anche la motivazione professionale, perché gli insegnanti sentono di partecipare a un processo europeo più grande e non a un semplice scambio occasionale.

Roberta Romeo e Simona Romano, maestre dell’istituto siciliano, hanno dichiarato di essere molto contente dell’esperienza complessiva e anche i bambini stessi sono parsi molto interessati alle spiegazioni sulla storia di Fiume, sulle attività promosse dalla Comunità degli Italiani e più in generale da tutto ciò che li circonda e che appare molto diversa da quello che sono abituati a vedere. La loro meraviglia è racchiusa forse più di tutta da una frase pronunciata da un ragazzo all’ingresso nella Sala mostre. “Ma perché scricchiola?”, ha chiesto, con altri che sono accorsi a sentire la risposta. In poco tempo abbiamo scoperto che dalle loro parti i pavimenti degli edifici non sono quasi mai in legno, bensì in marmo, un materiale che di certo non emette suoni quando ci si passa sopra.

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