Attenti alla pigrizia cognitiva

La Facoltà di Giurisprudenza di Fiume ha ospitato la conferenza «Demistificazione dell’intelligenza artificiale: l’intersezione di tecnologia, filosofia e diritto». All’incontro coorganizzato dall’EDIT l’argomento è stato discusso da esperti croati e italiani

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Attenti alla pigrizia cognitiva
Foto Željko Jerneić

Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e la sua presenza sempre più costante nella vita quotidiana pongono naturalmente degli interrogativi sull’utilizzo e sulle potenzialità di questa nuova tecnologia. Sono evidenti le incognite che accompagnano questo strumento, rendendo necessario comprenderne le risorse ma anche i limiti. Di prospettive, rischi e sfide dell’intelligenza artificiale si è discusso ieri alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Fiume, in un convegno che ha riunito esperti accademici in materia provenienti da settori disciplinari diversi. Quella dell’intelligenza artificiale è infatti una realtà complessa, con implicazioni a vari livelli – scientifiche e tecnologiche, ma anche filosofiche, sociali e politiche – e per comprenderla al meglio è necessario un approccio multidisciplinare, che la analizzi da prospettive diverse. Il convegno “Demistificazione dell’intelligenza artificiale: l’intersezione di tecnologia, filosofia e diritto” è stato organizzato di concerto dalla Facoltà di Giurisprudenza dell’ateneo fiumano, dall’Istituto per la democrazia, la giustizia sociale e lo sviluppo sostenibile della stessa Facoltà e dall’Ente giornalistico-editoriale EDIT. In apertura il decano della Facoltà di Giurisprudenza Dario Đerđa ha salutato i presenti, sottolineando come momenti quali il convegno in questione siano occasioni per arrivare a “conclusioni che possono dare un’ulteriore svolta all’utilizzo dell’intelligenza artificiale”. Significativo ospitare questo convengo in un ambiente universitario; come ricordato infatti dalla professoressa della stessa Facoltà Sanja Barić, “l’intelligenza artificiale è usata quotidianamente dagli studenti e perciò è indispensabile comprendere come approcciarsi a questa tecnologia nel processo formativo”.

Foto Željko Jerneić

Anticipare le tendenze

Al convegno, moderato dalla prof.ssa Sandra Winkler, è intervenuta anche la direttrice dell’EDIT Christiana Babić, che in passato si è mossa tra le aule della Facoltà di legge dell’Ateneo fiumano da studentessa. “Durante i miei anni all’Università tra i professori della Facoltà di Giurisprudenza c’era questa volontà di guardare avanti e di anticipare le tendenze, e dal tema trattato in occasione del convegno odierno posso riscontrare come questa volontà di essere all’avanguardia persista tuttora”, ha affermato la direttrice. Babić ha quindi restituito una riflessione sulle implicazioni dell’intelligenza artificiale nel giornalismo: “L’intelligenza artificiale è un argomento che riguarda tutti, e che riguarda anche noi come casa editrice. Il giornalismo è una derivazione delle industrie creative, va a toccare direttamente la dimensione del diritto a essere informati. L’intelligenza artificiale è uno strumento che ci consente di creare i messaggi e di darli una dimensione nuova, facilita le relazioni e rende più facili diversi lavori e attività, ma non può sostituirsi all’attività umana. L’intelligenza artificiale può, infatti, aiutarci e renderci la vita più facile soltanto dal momento in cui impariamo a utilizzarla”. Presenti all’apertura del convegno anche la console generale d’Italia a Fiume Iva Palmieri e il suo vice Gianluca Di Felice.

Foto Željko Jerneić

Totem e tabù

Il primo panel presentato è stato “Totem e tabù dell’intelligenza artificiale” a cura di Salvatore Orlando, professore di diritto presso l’Università La Sapienza di Roma. Orlando ha evidenziato come sia diffusa la tendenza a “umanizzare” l’intelligenza artificiale, umanizzazione che passa attraverso il linguaggio antropomorfo che usiamo per riferirci ad essa. Come ha spiegato il professore, il linguaggio veicola concetti, e il linguaggio sbagliato può portare ad errori concettuali che a loro volta possono avere significative implicazioni a vari livelli. Importante anche sottolineare che intorno all’intelligenza artificiale ci sono totem e tabù – ovvero, rispettivamente, narrative e omissioni – ed è fondamentale comprendere chi vi sia dietro la loro costruzione. In un primo periodo storico a contribuire a queste narrazioni e omissioni erano soltanto i privati, le grandi aziende del digitale. Ad oggi, tuttavia, non è più così, soprattutto in virtù del fatto che dietro all’intelligenza artificiale ci siano interessi di carattere industriale e militare. Infine, tra i rischi connessi all’IA, di particolare rilevanza sono quelli relativi all’impatto che può avere sulla formazione dei bambini e degli adolescenti. Il web da motore di ricerca – cioè strumento che aiutava ma implicava un lavoro di studio svolto in prima persona dall’utente – è diventato motore di risposta; fornendo risposte dirette, non necessariamente esatte, i più giovani saranno sempre più disabituati a svolgere ricerche per conto proprio.

Foto Željko Jerneić

La prospettiva filosofica

Il secondo panel ha offerto un’indagine del fenomeno dell’intelligenza artificiale dalla prospettiva filosofica. Teresa Numerico, professoressa di filosofia presso l’Università Roma Tre, ha presentato “L’intelligenza artificiale come incanto collettivo”: la fase che stiamo vivendo dal punto di vista delle nuove tecnologie è di transizione e ci vede cimentati nell’utilizzo di strumenti senza sapere bene come funzionino. L’IA, come ha ricordato Numerico, è un processo complesso e interessante, ma attualmente stanno prevalendo le prospettive di alcuni colossi del settore hi-tech che hanno come obiettivo principale quello di fare profitti e non il benessere collettivo. Tra i rischi per gli utenti, l’incapacità di saper distinguere tra le informazioni e le immagini che ci restituisce l’intelligenza artificiale e la realtà. L’invito della docente è quindi quello di allenare la capacità analitica ed esercitare uno sguardo critico sul mondo, al fine di lottare contro la pigrizia cognitiva. Nel terzo e ultimo panel “Il tuo volto è un volto umano?” Franko Hržić, professore presso la Facoltà di Ingegneria di Fiume, ha lasciato aperto il quesito riguardo fino a che punto l’intelligenza artificiale si potrà spingere in futuro nel manipolare i dati.

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