Assemblea della CI di Fiume, una sessione molto turbolenta

Toni polemici tra la presidenza del sodalizio e alcuni consiglieri su questioni relative al Bilancio per il 2024. Dimissioni di Denis Stefan per «motivi personali»

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Assemblea della CI di Fiume, una sessione molto turbolenta
Il momento della votazione nel Salone delle Feste di Palazzo Modello. Foto: IVOR HRELJANOVIĆ

“Vorrei ringraziare tutti coloro che sono stati costruttivi e hanno fatto delle proposte concrete per ovviare alla situazione venutasi a creare o semplicemente per cercare di calmare gli animi, ma credo sia anche doveroso indicare i nomi e i cognomi e richiamare chi ha fatto tutt’altro”, è con questo monito che il presidente della Comunità degli Italiani di Fiume, Enea Dessardo, ha dato il via alla discussione sul Bilancio per il 2024, nell’ambito della seduta dell’Assemblea del sodalizio, svoltasi giovedì sera. Per tutta una serie di complicazioni e ritardi, il documento è stato condiviso con i consiglieri soltanto il 27 febbraio, tramite una mail che chiedeva di votare il Bilancio in via telematica, senza un ordine del giorno e con altre varie formulazioni non esattamente a norma di regolamento.

“Nei primi tre mesi del mio mandato abbiamo comunicato molto bene, in modo pacifico, e ti ho spesso ringraziato per i suggerimenti che mi hai dato, in quanto a volte mi hai anche evitato dei problemi – ha specificato Dessardo rivolgendosi al consigliere Flavio Cossetto –. Mi stupisco, pertanto, dell’e-mail che hai inviato. Nel parlare con la presidente dell’Assemblea si dovrebbero evitare certe ironie, e poi paragonare la Comunità a un circo, non è un qualche cosa che aiuta la causa. Poi è arrivato Giuseppe (Nicodemo, nda), che è partito a gamba tesa con riferimenti al comunismo e arrivando a nominare Mussolini e Tito. Sono cose che non andrebbero nemmeno dette, dove poi scritte in una missiva da mandare via mail, dove si ha tutto il tempo di rileggerla, prima di premere il tasto dell’invio. Slama (Lucio, nda) non è presente, ma mi preme comunque dire che ciò che ha scritto dal canto suo, è inopportuno”.

Enea Dessardo, Gloria Tijan e Rina Brumini.
Foto: IVOR HRELJANOVIĆ

Il bilancio 2024
Nel corso del 2024 la Comunità ha fatto registrare 324.252,12 € di entrate a fronte di 302.486,43 € di uscite. Questi dati, assieme a tutti gli altri contenenti nei documenti forniti in allegato, non sono però stati discussi. Né il presidente né i consiglieri hanno però ritenuto opportuno commentare nello specifico il contenuto del bilancio. Dessardo ha voluto, però, fornire una spiegazione sul perché di questo grande ritardo. “Sono stato in Comunità dalle cinque alle sei ore ogni giorno lavorativo da fine ottobre fino a metà febbraio e, nonostante tutto, appena a metà gennaio sono riuscito a capire tutto quel che riguarda le fatture arretrate. Alcune non erano state pagate, altre erano state pagate due volte, in alcuni casi per colpa nostra, in altri casi per colpa del servizio di contabilità. Alcune delle fatture mancanti stavano da noi in un cassetto, altre in contabilità. Ogni tanto chiedevo di fare un computo per sapere dove eravamo arrivati con il saldo dei debiti, ma dalla segreteria mi veniva fornita una cifra, dalla contabilità un’altra e io facendo i conti per conto mio, ovviamente, arrivando a un terzo importo. A metà gennaio, dopo aver capito la gravità della situazione, ho contattato la Saldo PLUS per chiedere loro di cosa avessero bisogno per concludere il bilancio. Ho fornito tutti i materiali necessari e il 16 febbraio sono partito per l’Irlanda per lavoro, convinto che da lì a qualche giorno il bilancio sarebbe arrivato in Comunità in tempo per essere presentato ai consiglieri e discusso. Purtroppo, è arrivato soltanto il giorno 26 febbraio”, ha spiegato Dessardo, descrivendo la situazione ereditata dalla gestione dell’ex presidente Melita Sciucca.
In merito a questo tema si sono espressi Flavio Cossetto e Sandro Vrancich. Il primo ha spiegato come la presentazione dei bilanci all’agenzia finanziaria Fina sia un obbligo di legge, il secondo ha chiesto di cambiare il servizio contabilità per ovviare ai ritardi ai quali la Comunità è purtroppo ormai abituata.

Le dimissioni di Denis Stefan
Denis Stefan si è dimesso da consigliere dell’Assemblea della CI. Nella breve lettera condivisa ai consiglieri parla di “motivi personali”, gli stessi che lo hanno portato anche a dimettersi da membro del Consiglio della minoranza italiana della Città di Fiume e da consigliere dell’Assemblea dell’Unione Italiana. Dal lato pratico, per quanto riguarda la CI, come membro dell’Assemblea gli è subentrato Dorian Mataija, mentre per il ruolo di presidente del Comitato dei garanti è stato scelto Moreno Vrancich.
Le dimissioni di Stefan sono però un tema complesso. Pur non essendoci stato un punto all’odg dedicato alla questione, vari consiglieri hanno deciso di voler approfondire l’argomento.
Chi lo ha difeso con maggiore enfasi è stata Gianna Mazzieri Sanković, la quale ha detto senza mezzi termini che la comunità, intesa non come istituzione, ma proprio come gruppo nazionale italiano, abbia gestito malissimo l’intera questione. “Ho frequentato la scuola con lui per dodici anni, lo conosco molto bene e so tutto quello che ha fatto per la SEI ‘Belvedere’. L’ha praticamente rimessa in piedi dopo che per anni rischiava la chiusura a causa del basso numero di iscritti. Denis è riuscito a rimediare a questa mancanza ed è riuscito anche a rinnovare l’edificio scolastico. Per questo non mi è chiaro perché ci siano state certe interferenze nel suo caso”, ha affermato la professoressa, che ha poi allargato il discorso a una crisi generale delle scuole italiane e all’impossibilità di autodeterminare il personale docenti. “Soltanto quest’anno abbiamo perso quattro connazionali, per gente che si è scoperta italiana ieri e che non ha una perfetta conoscenza dell’italiano. Denis era una persona che sapeva benissimo quali fossero i valori della nostra minoranza e cosa fosse la cultura italiana, ma se continuiamo con questo processo di sostituzione, fra qualche anno avremo delle capoclassi che si esprimono in croato durante le ore di capoclassato e durante le riunioni dei genitori. Sono queste le scuole che vogliamo avere?”, ha chiesto Mazzieri Sanković invitando tutti a una riflessione.
Si è parlato dunque anche della lettera inviata da Patrizia Pitacco, in qualità di titolare del settore Istituzioni prescolari, scolastiche e universitarie dell’Unione Italiana, nel quale prendeva apertamente posizione per uno dei due candidati e dal quale sono scaturite poi varie polemiche.
È stato citato pure l’articolo de “La Voce del popolo”, che ha trattato la questione e che ha riportato le dichiarazioni del presidente del Comitato dei garanti dell’UI, il quale aveva affermato senza mezzi termini che Pitacco avesse sbagliato. Alcuni consiglieri hanno fatto presente come nelle conclusioni del Comitato dei garanti non ci fossero queste affermazioni, bensì come questo si sia limitato a dichiararsi incompetente. Sandro Vrancich, però, oltre a ricoprire il ruolo di consigliere dell’Assemblea della CI, è anche membro del Comitato dei garanti dell’UI, era presente alla riunione e ha ribadito come seppur la questione non competa il Comitato, in quanto le scuole non sono fondate dall’UI, proprio per questo l’UI non avrebbe dovuto interferire nel processo di nomina.

Patrizia Pitacco.
Foto: IVOR HRELJANOVIĆ

Un problema più ampio
Alcuni avrebbero voluto una risposta pubblica da parte della CI, in quanto anch’essa risultava fra gli intestatari della missiva inviata da Patrizia Pitacco. La presidente dell’Assemblea, Gloria Tijan, ha però specificato come la CI non si sia mai intromessa in questioni inerenti le scuole, nemmeno anni fa quando in seno alla Comunità era ancora attiva la Commissione scolastica. Ornella Sciucca ha voluto far notare come dopo quella lettera inviata dalla titolare del settore ci sia stata una forte pressione da parte della Città nei confronti del Comitato scolastico della ‘Belvedere’ per non scegliere Denis Stefan come direttore. Ha voluto ricordare come quella lettera di Patrizia Pitacco abbia messo in dubbio la serietà del lavoro di tutto il Comitato di cui, ha ricordato, fanno parte anche Oskar Skerbec e Ingrid Sever. “C’è stata una pressione politica e psicologica di tutti i tipi per favoreggiare una determinata persona. Io, alla fine, mi sono dimessa dal Comitato scolastico perché non voglio avere a che fare con queste procedure”, ha affermato Ornella Sciucca.
Moreno Vrancich ha detto di avere visto alcune delle comunicazioni inviate dalla Città, aggiungendo che se si fosse trovato al posto di Denis Stefan, avrebbe denunciato il tutto alle autorità competenti per abuso di potere e calunnie, e finendo il discorso citando la presidente dell’Assemblea: “Se ‘la CI non si è mai intromessa nelle questioni delle scuole’ così avrebbe dovuto fare anche Patrizia Pitacco, che ora dice che rifarebbe tutto”.
A concludere il discorso è intervenuto Cossetto, il quale ha spiegato come Stefan si sia dimesso “per un semplicissimo motivo, ossia perché la CI, pur avendo ricevuto quella lettera, non ha reagito in alcuna maniera”. Sandro Vrancich ha chiesto un’Assemblea tematica sul mondo delle scuole CNI e sulle problematiche annesse, idea appoggiata da Corinna Gerbaz-Giuliano e da altri consiglieri e poi fatta propria dalla presidente dell’Assemblea, Gloria Tijan.

Denis Stefan.
Foto: IVOR HRELJANOVIĆ

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