«Asilo da casa»: così lontani eppure così vicini

Il progetto, che consiste nell’interazione online in tempo reale tra bimbi, genitori ed educatrici, ha riscontrato grande successo fungendo da esempio ad altri

Il lockdown che dura ormai da oltre un mese, viene vissuto in maniera particolarmente difficile dai bambini, soprattutto i più piccoli, che non riescono a capire il motivo per cui devono stare chiusi in casa, lontano dagli amici d’asilo e dalle loro maestre, lontano dai parchi gioco o semplicemente dai luoghi di svago, che fino a poco tempo fa facevano parte della loro routine quotidiana.
Tanti gli asili d’infanzia che hanno deciso di escogitare nuovi metodi di comunicazione con i bambini, ma anche con i genitori. Tra questi l’istituto prescolare di Fiume, con tutti i suoi centri e gruppi. Come spiegato dalla coordinatrice per le Attività di sviluppo professionale, Lahorka Jurčić, l’idea è nata il 16 marzo scorso, ovvero il giorno in cui è scattata la chiusura degli asili e delle scuole. “Questa misura drastica, quanto necessaria, ci ha sorpresi tutti, però volevamo comunque rimanere in contatto con i bambini e con i genitori. Volevamo continuare con il programma pedagogico offrendo la possibilità sia a genitori che bambini di sentirsi uniti, anche stando lontani. Abbiamo deciso quindi di aprire un gruppo su Facebook, in modo da poter svolgere le lezioni in maniera interattiva, abbracciando però tutti i campi educativi. Le reazioni sono state positive e ad oggi abbiamo circa 1.100 membri, attivi giornalmente”, afferma Jurčić.
Oltre 1.000 membri
Eliana Čavrak Tomac, pedagoga negli asili con sezione italiana, ci spiega come si svolgono le lezioni online. “Inizialmente il progetto dal nome ‘Asilo da casa’ era limitato soltanto al sito dell’ente e quindi non potevamo postare filmati o registrazioni. Inoltre, non è una piattaforma molto interessante se non per ottenere delle informazioni sterili, per cui abbiamo dovuto modificarla. L’obiettivo principale era mantenere un contatto con bimbi e genitori, fornire supporto professionale e continuare a lavorare con i piccoli, offrire sostegno, anche psicologico, e disporre di una chat per un contatto più diretto. Abbiamo inoltre una piccola biblioteca nella quale si possono trovare varie storie terapeutiche che aiutano i genitori a spiegare ai loro figli il perché della situazione che stiamo vivendo. Abbiamo tradotte questi racconti dall’inglese dopo l’ok degli autori, grazie all’impegno delle educatrici Ana Silov e Josipa Kuretić. Dopo una decina di giorni abbiamo riscontrato però dei limiti dal punto di vista tecnico e ci siamo trasferiti su Facebook dov’è stato creato un gruppo chiuso dedicato soltanto ai genitori e ai bambini che frequentano l’asilo Fiume, escluse le strutture Sušak e More. In tal modo era più facile avere un contatto e di conseguenza ottenere un feedback da parte dei genitori. Il gruppo è disponibile soltanto per i fruitori del nostro asilo, al fine di mantenere un minimo di privacy. Questa piattaforma ha ottenuto in poco tempo un enorme successo e fino ad oggi abbiamo avuto oltre 300 post, più di 3mila contenuti e 25mila reazioni da parte dei 1.100 membri che abbiamo. Il tutto anche grazie alle amministratrici, che assieme a me gestiscono il gruppo, ovvero la psicologa Natali Protulipac, e l’educatrice Nikolina Blašković”, racconta ancora Čavrak Tomac.
L’intento di quest’attività è assicurare un ritmo regolare delle pubblicazioni, con contenuti chiari destinati ai genitori e che includano materiali che possono venire contemplati anche a casa. “In seguito al lockdown abbiamo dovuto proporre materiali facilmente reperibili, senza dovere uscire di casa. Nel tempo sono nate varie sezioni come quella creativa, sportiva, di lettura, di preparazioni per la scuola, di piccoli esploratori, nonché quella dedicata ad articoli interessanti per i genitori. Molte educatrici comunicano con i genitori tramite l’applicazione viber o per telefono. Quelle che hanno un profilo Facebook, si sono aggregate molto volentieri, comprese quelle appartenenti alle sezioni italiane, che in tal modo offrono materiali e attività in lingua italiana. Di conseguenza si è formato anche un gruppo bilingue che avvicina la lingua italiana pure ai bambini delle sezioni croate, avendo loro modo di ascoltare le storie preparate dalle educatrici e vedere i filmati. Le attività delle educatrici si svolgono nelle ore mattutine, mentre al pomeriggio sono i genitori che commentano, pubblicano foto o filmati. Questo metodo consente ai bambini di vedere e sentire sia la loro maestra che gli amici che non vedono da ormai un mese e mezzo. Siamo molto soddisfatti di come procedono le attività e penso che sia stato un modo per tagliare almeno un po’ le distanze e sentirci più vicini”, conclude Eliana Čavrak Tomac.
L’esempio di Viškovo approda in Slavonia
Grazie al sito dell’asilo Fiume, simili attività online si svolgono anche nell’istituto prescolare di Viškovo, dove inizialmente era stato deciso di usare la pagina Internet dell’ente per comunicare con i genitori riguardo alle misure epidemiologiche, all’organizzazione del lavoro e per consultazioni varie. Col tempo si è capito, però, che i genitori, ma anche i bambini, necessitavano di un supporto in più. L’idea dell’interazione in tempo reale è stata accolta a braccia aperte dalla direttrice Ingrid Lončarić, che sostiene che sia molto importante che sia i bambini che i genitori rimangano in contatto con le educatrici, supportandosi a vicenda. Per poter accogliere la nuova modalità di lavoro è stato necessario quindi adeguare il sito di Viškovo aggiungendovi nuove rubriche, articoli specializzati, attività creative per trascorrere la giornata in maniera più allegra. Non macano le storie per la buona notte, che vengono pubblicate di domenica. Per la giornata del Pianeta è stato organizzato un ‘concorso’ fotografico dove i bambini hanno scattato foto della natura che li circonda, hanno realizzato dei disegni e sculture aventi come tema il pianeta e tutto il materiale raccolto è stato pubblicato in Rete, in una specie di mostra virtuale. Il sito ha avuto successo anche fuori dalla nostra Regione. Così, ad esempio, in Slavonia hanno deciso di prendere spunto proprio dall’idea dell’asilo Fiume per organizzare simili attività. Insomma, l’isolamento, per quanto disagevole possa essere, è riuscito a stimolare la fantasia e la creatività delle educatrici, dei bambini e, in fin dei conti, anche dei genitori, che in questo periodo di crisi sanitaria hanno individuato un modo per stare vicini, pur essendo lontani.

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