Nadja Poropat, presidente del Consiglio di amministrazione degli Asili di Fiume, ha rassegnato le dimissioni a seguito della crisi che attraversa il settore educativo prescolare della città. Il motivo principale è una combinazione di carenza di personale, numerose assenze per malattia e disorganizzazione amministrativa, che ha portato perfino alla temporanea sospensione della zuppa nel menu dei bambini.
Mercoledì sera, il Consiglio di amministrazione ha reso pubblici i dettagli della vicenda, inoltrando un’e-mail ai media, inclusa la nostra Redazione, e precisando che l’episodio della “zuppa saltata” non è un caso isolato, ma il sintomo di problemi strutturali ben più gravi. Mancano cuoche, educatori e personale tecnico: durante l’estate, ben 17 operatori della cucina sono stati assenti per malattia, costringendo le strutture a unire le cucine e a garantire solo l’essenziale per il funzionamento quotidiano.
La Città «era stata informata»
Secondo il comunicato ufficiale, l’amministrazione cittadina era stata costantemente aggiornata sugli sviluppi. Tuttavia, il Consiglio ha sottolineato che, di fronte a una situazione così complessa, servono collaborazione e soluzioni concrete, non accuse o giustificazioni per le dimissioni.
“Gli asili rappresentano la base del sistema educativo, il loro funzionamento deve restare al di sopra delle logiche politiche – si legge nel comunicato –. I bambini sono una responsabilità comune e solo attraverso il dialogo e la collaborazione possiamo garantire sicurezza, qualità e calore nelle nostre strutture prescolari”.
Nuovo Cda e rivoluzione negli asili
La sindaca Rinčić ha confermato ieri – dopo essere stata incalzata dai giornalisti a margine della conferenza stampa da lei convocata e relativa alla riduzione della tassa sul reddito – di avere ricevuto la notizia delle dimissioni di Nadja Poropat come prima informazione della giornata, e di avere agito rapidamente perché sempre ieri mattina sono stati rimossi i membri del Consiglio di amministrazione e ora saranno nominati quattro nuovi membri tra i rappresentanti dell’ente fondatore. “I problemi persistono da tempo – ha dichiarato Rinčić –: dalle difficoltà con l’iscrizione dei bambini in un asilo non ancora completato (l’asilo in lingua italiana ‘Fiume’, nda), ai rilievi dell’ispettorato prescolastico, fino all’alta percentuale di assenze del personale, in particolare di cuoche. Abbiamo deciso di intervenire immediatamente per garantire una gestione responsabile e una qualità educativa”.
Il nuovo Cda dovrà analizzare tutte le criticità, valutare ogni possibilità di miglioramento e gestire al meglio le risorse disponibili. Per la direttrice degli Asili di Fiume, Iris Pinzovski, invece, non sono arrivate dimissioni spontanee e ha auspicato, come la sindaca, che sia compito del nuovo Cda decidere se confermarla o sostituirla, secondo quanto previsto dallo Statuto.
Le reazioni del Cda
Secondo Tajana Masovčić, vice di Nadja Poropat nel Cda degli Asili di Fiume, anche loro hanno saputo soltanto ieri mattina della decisione di scioglimento del Cda, nonostante il comunicato fosse stato inviato da Poropat la sera precedente: “Era solo una questione di ore e di mettere le cose su carta con tanto di firma”, ci ha detto.
“Abbiamo ritenuto necessario rendere la cosa pubblica, perché si tratta di persone e della direttrice Pinzovski – ha dichiarato Masovčić –. È un peccato che la sindaca Rinčić, tramite i media, diffonda informazioni inesatte, nascondendo la propria responsabilità verso i bambini di Fiume e i loro genitori. Non si può ridurre tutto a una questione della zuppa oppure alle vicende di quest’estate riguardanti il ‘caso dell’asilo ‘Fiume’ o con l’iscrizione dei bambini in una struttura nemmeno non ancora realizzata. Il Cda, in quell’occasone aveva agito secondo gli accordi con la Comunità degli Italiani di Fiume, che prevedono l’iscrizione dei bambini. La responsabilità per il ritardo nella costruzione del nido è della Città, e quindi della sindaca, non del Cda o della direttrice Pinzovski. Non siamo costruttori e non possiamo influenzare l’andamento dei lavori”.
Masovčić ha aggiunto che il Cda ha comunicato tempestivamente con i genitori e fatto il possibile per limitare i disagi, garantendo la permanenza dei bambini negli asili di provenienza. Ha sottolineato anche che le nuove regole ministeriali richiedono qualifiche più alte per il personale di cucina, mentre gli stipendi bassi (860 euro) rendono difficile reperire personale qualificato, con conseguenti frequenti assenze.
Il Cda ha segnalato questi problemi ai vertici cittadini: “Il 26 settembre abbiamo inviato una mail alla sindaca e all’ufficio competente, segnalando le difficoltà con i cuochi e avvertendo che la situazione sarebbe peggiorata – ha puntualizzato Masovčić –. Venti giorni dopo, la situazione è, difatti, esplosa. Per garantire i pasti, abbiamo centralizzato la cucina a Zamet, ma dire che i bambini sono rimasti senza cibo è gravissimo: hanno ricevuto quattro pasti al giorno, ma la zuppa come antipasto non è stata servita per giorni per impossibilità logistiche”.
Masovčić ha precisato che Poropat aveva già anticipato la volontà di dimettersi mercoledì scorso, anche se la decisione ufficiale doveva essere formalizzata.
La versione di Iris Pinzovski
Abbiamo raccolto anche la testimonianza della direttrice degli Asili di Fiume, Iris Pinzovski, che ha voluto chiarire la sua visione della situazione. Secondo Pinzovski, nonostante le difficoltà legate alle numerose assenze del personale di cucina, i pasti per i bambini sono sempre stati garantiti. “Tutti i bambini hanno ricevuto quotidianamente quattro pasti – colazione, spuntino di frutta, pranzo e merenda – sicuri dal punto di vista nutrizionale e calorico. In nessun momento sono stati privati di porzioni o pasti completi”, ha sottolineato la direttrice.
Pinzovski ha spiegato che i pasti sono preparati con ingredienti freschi, tra cui carne, verdura, frutta, latte e derivati, e che ogni pasto rispetta le esigenze nutrizionali dei bambini. Eventuali modifiche al menu, ha aggiunto, sono state dettate da motivi organizzativi, problemi nella fornitura degli alimenti o guasti tecnici nelle cucine, e sempre nel rispetto delle ricette stabilite.
La situazione contingente, causata dalle assenze prolungate del personale, ha portato a concentrare temporaneamente le attività nelle cucine centrali. “Abbiamo pubblicato due bandi per il reclutamento di personale e lavorato costantemente per risolvere i problemi”, ha affermato Pinzovski, precisando che, in questi giorni, non è stato possibile preparare separatamente la sola zuppa, ma tutti i valori nutrizionali dei pasti sono stati rispettati.
Pinzovski ha voluto anche elogiare lo sforzo del personale di cucina, “che ha dimostrato grande competenza e impegno per garantire pasti equilibrati ogni giorno”. Il lavoro delle cucine e del personale è sottoposto a controlli costanti da parte di igienisti, nutrizionisti e ispettori statali. Infine, la direttrice ha annunciato che, a partire da lunedì 27 ottobre, sarà ripristinato il funzionamento di tutte e quattro le cucine centrali, ognuna delle quali preparerà i pasti per i bambini del proprio centro, mentre dal 20 ottobre è in vigore il nuovo menu autunno-inverno.
Pinzovski ha espresso rammarico per la situazione, ma ha difeso il lavoro svolto: “Alcuni genitori, per motivi a noi sconosciuti, hanno gonfiato la questione e diffuso dichiarazioni inesatte, creando un clima di linciaggio ingiustificato. In situazioni difficili è necessario collaborare e trovare soluzioni concrete; accuse e dimissioni non rappresentano soluzioni a beneficio dei bambini, che, ribadisco, non sono stati in alcun modo penalizzati”.
Comunicato della Città di Fiume
La Città di Fiume, nel tardo pomeriggio di ieri, ha reso noto, con un comunicato ufficiale, di avere proceduto alla revoca dei vecchi e alla nomina dei nuovi membri del Consiglio di Amministrazione degli Asili di Fiume, in rappresentanza dell’ente fondatore. “La decisione – si legge nel comunicato – è maturata a seguito di gravi irregolarità nella comunicazione e nell’organizzazione del lavoro, che si trascinano da tempo: dall’iscrizione dei bambini in strutture ancora da costruire, alle conclusioni dell’ispettorato scolastico. Gli ultimi episodi legati alla gestione dei pasti e al rapporto con i genitori hanno confermato la necessità di un intervento deciso. Il Cda non ha informato l’amministrazione delle carenze riscontrate, né ha garantito trasparenza sulle modifiche temporanee al menu, causate dalla carenza di personale nelle cucine. La direttrice dell’asilo, Iris Pinzovski, non ha comunicato tempestivamente le variazioni, minando la fiducia delle famiglie”.
La sindaca Rinčić ha convocato un incontro con la direzione dell’asilo e i responsabili del settore educativo e sanitario. È stato accertato che alcuni pasti erano stati sospesi per difficoltà oggettive, ma che gli altri erano rimasti conformi agli standard nutrizionali. La Città ha immediatamente concordato con la Croce rossa una soluzione temporanea per garantire l’alimentazione dei bambini.
“I bambini devono essere una priorità assoluta. Le carenze nella comunicazione e nell’organizzazione non possono essere tollerate. La Città di Fiume reagirà sempre quando la fiducia viene tradita”, ha dichiarato la prima cittadina. Nel comunicato è stato sottolineato, inoltre, che la Città prosegue con la costruzione di nuove strutture, la riorganizzazione del sistema e l’attuazione di tutte le misure necessarie per assicurare il regolare funzionamento degli asili e il benessere dei bambini.
Sistema in crisi o occasione di rinascita?
Tirando le somme, è evidente che il caso degli asili cittadini abbia acceso un dibattito pubblico: le famiglie chiedono risposte immediate, gli educatori auspicano più personale e risorse, e la politica osserva attentamente ogni mossa. Tra assenze record, dimissioni e nomine lampo, gli asili fiumani vivono da anni un momento critico. Resta da vedere se questo periodo di difficoltà diventerà un’opportunità per migliorare la gestione, innalzare gli standard pedagogici e garantire un futuro sicuro e di qualità ai bambini della città. Una cosa è certa: i prossimi mesi saranno decisivi per capire se gli Asili di Fiume riusciranno a ritrovare stabilità o continueranno a essere teatro di tensioni e disfunzioni.
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