«ArTVision»: valorizzare le località inesplorate

Ivor Hreljanović
La presentazione del progetto davanti al Museo di scienze naturali di Fiume

Dopo il grande successo ottenuto nel corso degli anni precedenti, il progetto “arTVision“ verrà portato avanti. Intitolata questa volta “ArTVision+”, la nuova edizione ha preso il via agli inizi di quest’anno e si protrarrà fino al 30 giugno 2019. Titolare principale del progetto è la Regione litoraneo-montana in collaborazione con vari partner come l’Ente per il turismo del Quarnero, la Galleria d’arte di Spalato, la Fondazione Pino Pascali di Bari, l’Ente per il turismo della Regione Puglia, l’Università Ca’ Foscari di Venezia e la Regione Veneto.

Si tratta, ricorderemo, di un progetto culturale nel segno della comunicazione e dello scambio di opere e artisti, di linguaggi, format e visioni dell’arte sull’arte, finanziato nell’ambito del Programma di cooperazione transfrontaliera INTERREG V-A Italia-Croazia 2014-2020. Il valore dello stesso ammonta a 1.006.360 di euro, dei quali 855.406 vengono finanziati mediante i fondi europei, mentre la regione partecipa con 207.663,50.

Veneto, Puglia, Dalmazia e Quarnero

Come detto dalla vicepresidente della Regione, Marina Medarić, lo scopo principale del progetto è quello di presentare la cultura in un modo innovativo e farla diventare un settore autosostenibile. Nell’ambito del progetto verranno registrati 9 brevi filmati promozionali nelle Regioni Veneto e Puglia, in Dalmazia e nel Quarnero.

Le peculiarità locali

Fabrizio Panuccio, docente presso l’università “Ca’ Foscari”, ha voluto sottolineare l’importanza e la bellezza di questo progetto. “Abbiamo tanti esempi di cultura locale che spesso non è conosciuta al di fuori del luogo interessato. Lavorando sulla cultura locale si celebra la sua specificità, però d’altra parte si rischia una chiusura del posto, in quanto non viene presentata a un pubblico vasto.
Con l’ArTVision cercheremo di fare conoscere piccoli luoghi ricchi di cultura inesplorata. Realizzeremo dei filmati, ai quali lavoreranno studenti internazionali, grazie ai quali vedremo la cultura di queste zone da più punti di vista, in quanto si tratta di persone che non vivono in questi luoghi. Spesso le nostre zone hanno delle città che vengono visitate in massa e altre che rimangono sconosciute.
Personalmente posso farvi l’esempio di Venezia, dove ogni anno ci sono migliaia di turisti che la visitano e che credono che Venezia sia solamente il gondoliere e la dama in vestiti d’epoca. Vogliamo fare vedere che a pochi chilometri del centro ci sono altri luoghi bellissimi che hanno tanto da offrire, ma che non sono tanto conosciuti. Di conseguenza non si conoscono nemmeno gli artisti che fanno cultura e che la creano. Noi uniremo quindi i produttori di cultura di queste piccole zone con gli enti turistici affinché possano offrire e presentare qualcosa di più del luogo a quei turisti che alla massa preferiscono le piccole località”, ha concluso Fabrizio Panuccio.

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