Aperto il processo per il caso «Sortirnica»: Miličević e Kukuljan si dichiarano innocenti

A causa delle irregolarità riscontrate dalla Procura europea (EPPO) nell'assegnazione dell'appalto, Fiume chiamata a rimborsare 3,8 milioni di euro

0
Aperto il processo per il caso «Sortirnica»: Miličević e Kukuljan si dichiarano innocenti
L'impianto di selezione dei rifiuti a Mihačeva draga. Foto Goran Žiković

Ne sentiremo parlare ancora nei prossimi giorni, settimane e mesi. Il caso “Sortirnica” potrebbe avere gravi ripercussioni sulle casse della Città di Fiume che, allo stato attuale, potrebbe essere chiamata a restituire 3,8 milioni di euro ottenuti dai fondi europei per la costruzione dell’impianto di selezione dei rifiuti a Mihačeva draga. La Procura europea (EPPO) ha riscontrato irregolarità che hanno già avuto esiti concreti, comprese condanne per alcuni dei presunti responsabili. L’agenzia d’informazione HINA riporta gli ultimi sviluppi, relativi all’avvio, ieri, al Tribunale regionale di Zagabria, del processo per l’affaire “Sortirnica”, l’inchiesta relativa alla realizzazione del suddetto impianto.

Le imputate, l’ex capodipartimento per gli Affari comunali di Fiume, Irena Miličević e l’ex direttrice della municipalizzata “Čistoća”, Jasna Kukuljan, hanno respinto ogni addebito, dichiarandosi non colpevoli e negando di avere favorito l’azienda “Tehnix” nell’assegnazione dei lavori. Secondo l’accusa formulata dall’ufficio zagabese dell’EPPO, le due ex dirigenti avrebbero consentito la selezione di “Tehnix” nonostante le segnalazioni interne di alcuni dipendenti della Città, provocando così un ingente danno finanziario ai Bilanci dell’Unione europea e della Croazia. Nel medesimo filone investigativo era coinvolto anche l’imprenditore di Čakovec, Darko Žagar, che nel marzo 2025 ha raggiunto un accordo con la Procura europea. Per lui è stata stabilita una condanna a un anno di reclusione con sospensione condizionale della pena e un periodo di prova di quattro anni. Alla società “Tehnix” è stata invece inflitta una sanzione pecuniaria di 400mila euro.

Posizione privilegiata

In precedenza, l’EPPO aveva comunicato che il tribunale aveva riconosciuto colpevoli Žagar e la stessa “Tehnix” per abuso di posizione e di potere, nonché per concorso nei reati connessi alla costruzione dell’impianto di selezione dei rifiuti di Mihačeva draga. Žagar, progettista incaricato dalla municipalizzata “Čistoća”, è stato ritenuto responsabile di avere manipolato, insieme a funzionari della Città e dell’azienda municipale, le procedure di gara, così da porre in posizione di vantaggio la ditta “Tehnix”, indicata come beneficiaria predeterminata dell’appalto. Secondo l’accusa, la “Tehnix” avrebbe goduto di una posizione privilegiata nella procedura di appalto pubblico, sfruttata per aumentare indebitamente il valore dei lavori di 319.341 euro. Il progetto complessivo ammontava a 3,6 milioni di euro ed era cofinanziato dal Fondo di coesione dell’Unione europea, che copriva l’85% dei costi ammissibili.

Sempre sulla base di un accordo con l’EPPO, nel marzo dello scorso anno è stato condannato anche Eddy Ropac, ex collaboratore di Irena Miličević. Il Tribunale regionale di Zagabria gli ha inflitto una pena di 10 mesi di reclusione, convertita in lavori di pubblica utilità. Considerato il periodo già trascorso in custodia cautelare, Ropac dovrà svolgere circa 240 ore di lavoro socialmente utile e versare 10mila euro per le spese processuali. L’atto di accusa comprendeva inizialmente anche il proprietario della “Tehnix”, Đuro Horvat, ma il procedimento nei suoi confronti è stato nel frattempo archiviato a seguito del suo decesso. Il processo alle due ex dirigenti fiumane proseguirà nelle prossime settimane, mentre l’EPPO punta a chiarire eventuali ulteriori responsabilità nella gestione di un progetto finanziato in larga parte con fondi europei e destinato a potenziare il sistema locale di trattamento dei rifiuti.

Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.

L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.

No posts to display