Ana Blečić Jelenović: «Ridare alla città il ruolo che si merita»

Ana Blečić Jelenović, candidata a sindaco della Lista per Fiume, illustra le direttrici programmatiche che hanno un comune denominatore: cambiamenti in tutte le sfere della vita

Foto: ŽELJKO JERNEIĆ

Ana Blečić Jelenović è la candidata a sindaco della Lista per Fiume. Nata a Fiume nel 1977, si è laureata alla Facoltà di giurisprudenza e nel 2007 ha aperto uno studio legale. “Avrei voluto studiare medicina, poi ho scelto giurisprudenza e non mi dispiace, perché è un settore molto creativo che offre l’opportunità di imparare tante cose”, dice. Oltre al lavoro ha molti interessi. Ha fatto parte del complesso Putokazi, ama l’arte, il teatro e lo sport, la pallavolo in particolare, che ha praticato durante la scuola elementare e media, includendo alcune gare organizzate dalla Comunità degli Italiani di Fiume. È sposata (felicemente, ci tiene a precisare) e ha una figlia di otto anni. Mette la famiglia al primo posto, della quale fanno parte anche gli amici più sinceri.

 

Come mai ha deciso di candidarsi?
“Non mi sono mai occupata di politica, ma è la politica che si occupa di noi tutti. Ho deciso di candidarmi perché non amo le persone che si lamentano sempre, ma non hanno alcuna intenzione di fare qualcosa di concreto. È facile lamentarsi comodamente seduti su una poltrona, ma bisogna anche impegnarsi per migliorare le cose. Sono una grande lavoratrice per natura, ma mi piace soprattutto ascoltare le persone, capire quali sono i loro problemi, di che cosa hanno bisogno. E Fiume ha urgente bisogno di cambiamenti”.

Quali cambiamenti?
“La città si trova in una situazione di stallo ormai da trent’anni. Sono state fatte anche delle cose buone, ma per certi aspetti è retrocessa. Assieme alla Lista per Fiume abbiamo preparato delle direttrici, che fanno parte del mio programma elettorale. Tra queste restituire la riva ai fiumani, sostenere lo sviluppo dell’imprenditoria, sfruttare le strutture industriali abbandonate, effettuare una revisione dei vani d’affari della Città. Credo sia meglio assegnare i vani gratuitamente, invece che tenerli vuoti, facendo lavorare gli imprenditori, perché in tal modo almeno qualcosa entrerebbe nelle casse cittadine. Il mio intento è di rafforzare la collaborazione con le Città e i Comuni del circondario, valutare i dipendenti dell’amministrazione cittadina e premiarli in base ai risultati, ma anche di effettuare una revisione dell’attività delle aziende municipalizzate e degli enti culturali e pubblici e soprattutto di rendere trasparente il Bilancio. Per quanto concerne la qualità della vita, vorrei assicurare posti a sufficienza negli asili e le lezioni a scuola in un turno solo, ma anche investire nella tutela dell’ambiente e nelle aree verdi, sovvenzionare in maniera trasparente lo sport e la cultura, favorire le soluzioni abitative. Il mio impegno sarà rivolto alla tutela del patrimonio e dell’identità di Fiume attraverso la loro promozione, la tutela dei monumenti culturali e dei valori autoctoni. Vorrei creare una città aperta promuovendo il multilinguismo e il bilinguismo visivo in centro città e continuare a sostenere la tolleranza zero per la violazione dei diritti umani e di quelli delle minoranze”.

La minoranza italiana è l’unica autoctona a Fiume. Che tipo di rapporti e di collaborazione intende promuovere? Qual è la sua opinione sul bilinguismo?
“Finora la Lista per Fiume si è impegnata al massimo a favore della minoranza italiana, realizzando il progetto di piazza Zanella e delle targhe bilingui in Cittavecchia. L’ultima iniziativa riguarda la targa bilingue all’entrata della città. Io continuerò di questo passo perché fa parte dell’identità della città. Per me è importante accentuare quest’aspetto. Sono favorevole al bilinguismo, ma credo che la questione non sia esclusivamente di competenza della Città. Secondo me sarebbe importante ottenerlo anche come un segno di riconoscimento. Inoltre mi piacerebbe avviare un’iniziativa a favore del dialetto fiumano assieme alla Comunità degli Italiani, cercando di inserirlo nella lista Unesco dei beni culturali. La mia idea è anche di garantire il posto di vicesindaco a un appartenente alla minoranza italiana, in quanto autoctona, e di inserire questa proposta nello Statuto. Credo che questo potrebbe arricchire il rapporto di collaborazione”.

Ci saranno candidati della minoranza italiana nelle vostre liste?
“Certamente, com’è sempre successo. Non sappiamo ancora quanti perché non abbiamo definito le liste”.

In qualità di sindaco, avrebbe approvato l’installazione della stella rossa sul grattacielo fiumano nell’ambito del progetto CEC 2020?
“Le questioni ideologiche solitamente dividono le persone. Siccome si trattava del progetto CEC, credo che l’approccio sarebbe dovuto essere diverso. Non possiamo rinnegare la storia, ma non serviva dare una tale importanza all’evento perché questo ha provocato il malcontento. Comunque sarei stata d’accordo con l’installazione della stella perché si tratta di un progetto artistico e l’arte deve indagare, essere provocatoria, suscitare critiche e consensi. Io l’avrei fatto in maniera più discreta”.

Che cosa è stato fatto di buono sotto la guida di Vojko Obersnel e quali cambiamenti intende introdurre in caso di elezione?
“Certamente sono stati realizzati dei progetti validi come la piscina, le palestre, le piazze, i quartieri che sono stati valorizzati. Poi ci sono quelli che sono stati promessi e mai realizzati. Uno fra tutti il terminal bus in Žabica, che i cittadini attendono ormai da troppo tempo. In tutti questi anni si sarebbe potuta trovare una soluzione e invece non è successo niente. E poi la questione degli imprenditori che si trasferiscono in altre città, la riva sulla quale la Città non ha alcuna facoltà e che dovrebbe venire restituita ai cittadini, rivitalizzata, siamo una città portuale. Comunque al primo posto in quanto a cambiamenti mi occuperei dell’amministrazione cittadina, troppo numerosa, lenta e inefficiente, mentre invece dovrebbe adeguarsi alle esigenze dei cittadini. Inoltre, credo che il Bilancio debba essere trasparente, i cittadini hanno il diritto di sapere come vengono spesi i loro soldi in qualsiasi momento. I vani d’affari cittadini sono vuoti, gli imprenditori trasferiscono la sede in altre Città e Comuni per evitare di pagare la sovrattassa. Cercherei di trovare una soluzione al problema”.

Pensa di potere realizzare il progetto del terminal bus come sindaco?
“Non me la sento di promettere di poterlo fare perché non sono a conoscenza della situazione finanziaria in Città. Credo che la Città abbia ancora dei debiti da saldare per quanto concerne i progetti realizzati. Fiume si trova in una posizione strategica e bisogna sfruttarla, fare in modo di invogliare le persone a venirci per restare. Credo di essere in grado di farlo”.

Il Bilancio cittadino ha subito gravi perdite, come pure quelli della maggior parte delle aziende municipalizzate. Ha una soluzione a questo problema?
“Credo di potere offrire delle soluzioni, ma non prima di verificare la situazione finanziaria. Non vorrei promettere cose che non sarei in grado di fare per mancanza di mezzi finanziari, ma ho delle soluzioni anche per quanto riguarda il trasporto pubblico, il riscaldamento e i rifiuti. Sono una persona alla quale piace verificare, studiare bene il problema prima di proporre soluzioni concrete, me lo impone anche la mia professione”.

Per quale motivo gli elettori dovrebbero votare Ana Blečić Jelenović?
“Perché il mio desiderio è di offrire un cambiamento e un’energia nuova e in questo momento ciò è indispensabile in tutte le sfere della vita cittadina, nei rapporti interpersonali, in quelli verso la Città, verso la politica, verso la nostra identità. Sono rimasta davvero sorpresa dalla quantità di persone che mi hanno telefonato e inviato messaggi per esprimere la loro compiacenza per la mia candidatura. Persone che mi conoscono, sanno che sono una grande lavoratrice, che mi darò da fare per mantenere le promesse e che mi hanno assicurato che si recheranno a votare. Sarò la rappresentante di tutti coloro che desiderano una città migliore. Sono sicura che mi voteranno tutti coloro che aspirano allo sviluppo della città, a trattenere i giovani e i professionisti, a fare in modo che Fiume sia nuovamente il motore della Croazia e di questa parte d’Europa”.

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