“Ci siamo anche noi”, sembra il messaggio lanciato dal Comitato di quartiere Centar-Sušak, cioè della presidente Azra Zubić Zec, affiancata da Maja Bižaca e Ivica Samardžić che la sostengono nell’organo rappresentativo. Ieri sono stati convocati i rappresentanti dei media per tornare sul tema dell’inquinamento acustico e luminoso prodotto dal terminal container in Brajdica. Il tutto avviene in un periodo nel quale si svolgono in Molo Zagabria i collaudi tecnici al nuovo terminal che dovrebbe venire inaugurato il 12 settembre. Lo stesso problema, quello del baccano e dell’inquinamento luminoso, potrebbe interessare anche parte dei rioni occidentali della città, a ridosso del nuovo scalo container.
Un problema comune
Torniamo a Sušak. Qui il problema è presente da anni, insostenibile per chi vive, non solo nelle immediate vicinanze, ma anche nelle zone circostanti, fino a Tersatto, Vežica e, addirittura, Orehovica. “Il rumore è aumentato – sostiene Azra Zubić Zec –, e riceviamo in continuazione le richieste e le lamentele da parte dei cittadini, non solo quelli residenti nel nostro quartiere”. All’incontro organizzato ieri nella sede del Comitato di quartiere Centar-Sušak erano presenti, senza intervenire, anche dei rappresentanti di altri rioni, da Mlaka a Crimea.
Il problema che accomuna tutti è principalmente il baccano. “Abbiamo raccolto e inviato al difensore civico tutte le osservazioni, richieste e proposte. Allo stesso tempo possiamo annunciare una grande tribuna pubblica per discutere del problema dell’inquinamento acustico in generale. In riferimento alle lamentele degli ultimi giorni per quanto riguarda il terminal in Molo Zagabria, vorrei dire che si tratta di timori giustificati. Ne sappiamo qualcosa. Abbiamo avuto un incontro nel nostro Comitato di quartiere a cui aveva preso parte anche il direttore del terminal in Brajdica Emmanuel Papagiannakis, il quale ha sottolineato il fatto di dover rispettare le leggi in tema di sicurezza sul lavoro. Ha detto che ci devono essere sia un’illuminazione sufficiente, sia i segnali sonori. Lo comprendiamo, ma dobbiamo riportare quanto ci viene chiesto dai cittadini”, ha detto Zubić Zec che ha posto in primo piano il lavoro notturno che compromette il sonno in un’ampia area.

Foto: ŽELJKO JERNEI
La Carta del rumore
Ci sono state molte considerazioni di carattere generale su quanto sia opportuno avere due terminal container in centro città, ma è una questione che travalica le competenze e le prerogative del Comitato di quartiere. Pertanto, ci soffermiamo sulle questioni locali. A livello locale ci si lamenta anche del depuratore che viene costruito in Delta, accanto a quello esistente: “Qui ci troveremo a dover convivere con un altro impianto, con un serbatoio di biogas. In pratica, in pieno centro, ci ritroveremo a vivere in mezzo a un’ampia zona industriale, senza un accesso al mare per i cittadini”.
Tra le altre cose, viene sottolineato che non c’è la Carta del rumore aggiornata. La Carta del rumore è una mappa acustica che indica i livelli di rumore in una determinata zona, fondamentale per monitorare l’inquinamento acustico e proteggere la qualità della vita. “L’ultimo documento risale al 2017 e dovrebbe venire aggiornato ogni 5 anni secondo gli standard dell’Unione Europea. Secondo le parole della presidente del Comitato di quartiere la Carta del rumore del 2017 non avrebbe nemmeno considerato l’inquinamento acustico industriale, quello proveniente dal traffico stradale, aereo e ferroviario.
Dati insufficienti dalle centraline
Su iniziativa del Comitato di quartiere Centar-Sušak, la Città ha messo in atto un programma di monitoraggio sistemando cinque centraline per il rilevamento dell’inquinamento acustico nelle zone ritenute maggiormente colpite dal terminal in Brajdica. Sono stati rilevati dei valori superiori alle norme, ma non sono serviti a distinguere i decibel prodotti dal traffico e quelli provenienti dal terminal. I test, quindi, sono da rifare. I promotori dell’iniziativa, comunque, non hanno richiesto la ripetizione del monitoraggio.
Soluzioni, limitare il lavoro notturno. “Chiediamo che si sospendano le attività nelle ore notturne, dalle 22 alle 6 del mattino. Anche i telefonini di nuova generazione possono misurare i Decibel che arrivano a una media di 80 nelle ore notturne. La norma è di 45. Questi valori vengono quasi sempre superati con picchi di 110 Decibel. Vogliamo poter dormire!

Foto: LUCIO VIDOTT
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