All’ombra della Torre civica il Covid-19 non fa paura

INCHIESTA La diffusione del virus non sta condizionando la quotidianità dei fiumani. Ieri in Corso zero mascherine

Il Corso affollato: il coronavirus non fa paura. Foto: Željko Jerneić

Con cinque casi registrati, sui nove in totale, Fiume è il “focolaio” croato del coronavirus. Scene di strade deserte, delle corse in farmacia per l’acquisto di mascherine e di scaffali vuoti nei supermercati come in Italia fortunatamente sembrano una realtà remota, ma inevitabilmente un po’ di preoccupazione c’è. Soprattutto se ci si mettono di mezzo i media ad alimentare allarmismi inutili rilanciando titoloni apocalittici… È chiaro che la diffusione del Covid-19 non va presa sotto gamba perché si tratta pur sempre di un virus nuovo per il quale non esiste ancora un vaccino, ma al tempo stesso non andrebbe nemmeno sopravvalutato perché bisogna tenere presente che si tratta, come ribadiscono gli esperti, di una forma un po’ più acuta rispetto alla classica influenza e che la stragrande maggioranza dei decessi è dovuta ad altre gravi patologie acuite dal ceppo di Wuhan. Intanto l’Organizzazione mondiale della sanità ha scongiurato il rischio di una pandemia, e quindi di una diffusione incontrollata, ma più che la questione sanitaria, l’aspetto che preoccupa maggiormente sono le potenziali ripercussioni sull’economia e sul turismo. Peraltro, lo stesso ministro Gari Cappelli ha dichiarato che una leggera flessione va messa in conto. Ma di tutto questo i fiumani che cosa ne pensano? Glielo abbiamo chiesto.
Stephen Hawking

Gordan Polić. Foto: Ivor Hreljanović

“No, nessuna paura – assicura Gordan Polić –. Non ho acquistato la mascherina, però l’azienda per la quale lavoro ci ha distribuito un disinfettante. Ho la sensazione che i media stiano ingigantendo un po’ troppo la vicenda. In questi giorni non sono stato in Italia, ma se dovessi andarci lo farei senza alcun timore-. Le ripercussioni sull’economia? Molto dipenderà dagli sviluppi. Se il problema dovesse rientrare a breve, allora non credo ne risentiremmo più di tanto. In caso contrario, invece, le conseguenze potrebbero essere molto serie”.
Qualcun altro come il noto attivista Marin Miočić Stošić sottolinea l’importanza di non sottovalutare la diffusione del virus.

Marin Miočić Stošić. Foto: Ivor Hreljanović

“È un errore banalizzare e trattarlo come una semplice influenza – dice ­– perché qui siamo di fronte a un virus molto aggressivo ed estremamente contagioso. Del resto, lo stesso Stephen Hawking disse che la più grande minaccia per il genere umano sono proprio i virus. Ad ogni modo, non ho paura e continuerò lo stesso a stringere la mano ai miei amici, oltre che ad abbracciare e a baciare mia moglie (ride). Le perdite nel turismo? Il nostro problema è l’aver scelto di fare affidamento esclusivamente a quest’attività. Non si può vivere solo di turismo”.
Chi rientra nella categoria più a rischio, ossia gli over 65 e i malati cronici, è molto più cauto e si impegna a rispettare le norme igieniche raccomandate dalle autorità sanitarie.
Ci stiamo difendendo bene

Mirjana Kodomora. Foto: Ivor Hreljanović

“Ora mi lavo molto più spesso le mani e sto adottando alcuni piccoli accorgimenti di prevenzione – confessa Mirjana Kodomora –. Tutto sommato direi che per il momento la Croazia si stia difendendo molto bene. Il turismo? È ovvio che la gente evita le aree dove sono stati confermati casi di contagio. Dopo anni in cui andava tutto a gonfie vele, prima o poi doveva capitare un’annata un po’ più difficile, non credete?”.
Una delle categorie maggiormente colpite dalle restrizioni legate al coronavirus sono gli studi dentistici che lavorano a stretto contatto con clienti italiani.

Maja Matovina. Foto: Ivor Hreljanović

“Mio marito collabora con alcuni dentisti che lavorano con gli italiani e le conseguenze le stiamo avvertendo eccome – rivela Maja Matovina –. Quanto invece al virus in sé, non sono preoccupata, anche se a casa ho due bambini piccoli, ai quali sto ora ripetendo in continuazione di lavarsi le mani, ma comunque le nostre abitudini non sono cambiate a causa del virus”.
C’è poi chi plaude il governo e le autorità sanitarie per come stanno gestendo il problema.
L’influenza fa più danni

Mirko Abramović. Foto: Ivor Hreljanović

“Direi che il ministro della Sanità (Vili Beroš, nda) stia facendo un ottimo lavoro – sottolinea Mirko Abramović –, perché ad oggi i casi di contagio si limitano praticamente a due sole famiglie in tutto Paese. Lo stesso non si può dire dei media che tendono ad amplificare il tutto, sebbene la normale influenza provochi più decessi e contagiati rispetto al coronavirus. Tuttavia, sono sicuro che tra uno o due mesi l’emergenza rientrerà. Nel frattempo, mi auguro solo che chi rientra dall’Italia si faccia vedere dal proprio medico prima di fare un giro in Corso”.
Infine, c’è chi come Vesna Matešić guarda con apprensione a ciò che sta succedendo nel vicino Stivale.

Vesna Matešić. Foto: Ivor Hreljanović

“Ho prenotato per maggio un viaggio in Italia, ma ora sto ragionando se rinviarlo o no. Molto probabilmente valuterò fino all’ultimo in base all’evolversi delle cose. Naturalmente, seguo ogni giorno ciò che sta succedendo in Italia e penso che lì si stia creando una psicosi esagerata. Da noi invece chi di dovere sta gestendo molto bene la situazione e anche i media stanno facendo il loro senza troppi allarmismi”.
All’ombra della Torre civica, dunque, il Covid-19 non fa paura.

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