Al Dipartimento di Italianistica della Facoltà di Lettere e Filosofia di Fiume, si è tenuta oggi, giovedì 11 dicembre, una lezione dedicata alla presenza italiana in Croazia. Nell’aula F-301, davanti a studenti e docenti, Marin Corva, presidente della Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana, ha parlato de “Le istituzioni della minoranza italiana in Croazia e l’Unione Italiana”, offrendo una panoramica delle strutture, dei media e dei riferimenti giuridici che sostengono la Comunità Nazionale Italiana.
Nel saluto iniziale, la capodipartimento, Corinna Gerbaz Giuliano, ha ricordato il legame tra l’Università di Fiume e la Comunità Nazionale Italiana e ha ringraziato Corva per la disponibilità e gli studenti per la partecipazione, sottolineando che conoscere da vicino le istituzioni della minoranza significa comprendere meglio il funzionamento delle garanzie internazionali e del pluralismo linguistico in Croazia.
L’ideatore del corso di cui la lezione odierna fatto parte è il professor Ivan Jeličić. “Il modo migliore per studiare le istituzioni non è solo leggerne le norme, ma dialogare con chi se ne assume la responsabilità ogni giorno”, ha affermato Jeličić, invitando gli studenti a considerare la Comunità Nazionale Italiana come un laboratorio in cui storia e diritto si intrecciano con la politica concreta.
Marin Corva si è soffermato innanzitutto sulle fondamenta giuridiche del sistema di tutela. Il quadro attuale, ha spiegato, nasce da una sequenza di trattati e accordi, fino all’Accordo bilaterale tra la Repubblica di Croazia e la Repubblica Italiana sui diritti delle minoranze. In questo contesto multilivello – tra norme internazionali, costituzionali e legislative – si inserisce l’architettura istituzionale della Comunità Nazionale Italiana. Corva ha quindi illustrato il ruolo dell’Unione Italiana come organismo di rappresentanza complessiva, soffermandosi sulla relazione tra la Giunta Esecutiva, l’Assemblea e le singole Comunità degli Italiani. Le Comunità locali, ha ricordato, sono il primo punto di contatto con i cittadini: luoghi in cui l’italiano è lingua di scuola e di cultura, ma anche di socialità. Attraverso scuole, eventi e associazioni, esse trasformano in pratica i diritti scritti nei trattati e nelle leggi.
I media
Uno spazio rilevante è stato dedicato ai media della minoranza, in particolare a “La Voce del popolo”, il quotidiano pubblicato a Fiume. Corva lo ha definito “una memoria quotidiana della Comunità Nazionale Italiana e un ponte verso la società maggioritaria e verso l’Italia”, sottolineando come il giornale e le altre testate della CNI contribuiscano a dare visibilità alla vita delle Comunità e a documentare l’attuazione dei diritti linguistici. Nel dialogo con gli studenti, Corva ha insistito sul fatto che le istituzioni della CNI non sono un’eredità immobile, ma strutture vive che si confrontano con il calo demografico, l’emigrazione giovanile e i cambiamenti del mercato del lavoro. L’Unione Italiana, ha spiegato, cerca di rispondere a queste sfide investendo nella scuola, nella formazione dei quadri e nella progettazione europea.
In chiusura si è parlato di come questa lezione sia per gli studenti un punto di partenza. Ad essa seguirà infatti un percorso di quindici ore di volontariato all’interno delle istituzioni della CNI, che porterà gli studenti a conoscere più da vicino la realtà del territorio. Per alcuni di essi non si tratterà di nulla di nuovo, in quanto fanno già parte di una Comunità, per altri sarà però un viaggio di scoperta.
Foto Roni Brmalj
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