Alberto Kontuš: «Autotrolej, sfida da vincere»

Intervista al direttore della municipalizzata. «Rincari dei biglietti e degli abbonamenti? Stiamo cercando di trovare un modello per bilanciare costi e ricavi attraverso l’aumento delle sovvenzioni»

Alberto Kontuš, direttore dell'Autotrolej

Incendi, guasti meccanici, linee soppresse (e poi ripristinate), corse tagliate e una cronica mancanza di conducenti. Dire che gli ultimi 12 mesi siano stati da incubo per l’Autotrolej sembra quasi un eufemismo. Una sorta di “annus horribilis” che ha trascinato nell’occhio del ciclone la società del trasporto pubblico cittadino tra infinite polemiche, pesanti accuse e la rabbia dei passeggeri che quotidianamente utilizzano i mezzi pubblici per spostarsi. Proprio nel momento in cui ricorre il 120º anniversario della fondazione, la società sta vivendo uno dei suoi momenti più difficili. Un anno fa a prendere in mano le redini era stato Alberto Kontuš, il quale ora si ritrova davanti una montagna da scalare: uscire dalla crisi e rilanciare l’azienda.
Direttore, partiamo dall’inizio: già prima del suo arrivo erano noti i problemi in casa Autotrolej e anche le dimissioni a metà mandato del suo predecessore, Marin Rajčić, non erano certo di buon auspicio. Perché ha quindi accettato questa sfida?
“Semplicemente perché mi piacciono le sfide. Ero arrivato in una fase della mia carriera in cui sentivo la necessità di cambiare professione. Dopo un anno devo ammettere che si tratta di una sfida davvero molto tosta perché i problemi sono veramente tanti.”
Ha parlato con Rajčić prima venire nominato direttore?
“Ci siamo parlati nel giorno del passaggio di consegne”.
Che cosa le ha detto?
“Mi ha parlato della situazione all’interno dell’azienda”.
Le ha rivelato i motivi per cui aveva lasciato a metà mandato?
“No. E comunque non glielo avevo chiesto. Non sono affari che mi riguardano”.
Veniamo agli arcinoti problemi della società. Una delle principali criticità riguarda la mancanza di conducenti.
“Attualmente abbiamo un numero sufficiente di conducenti. Abbiamo migliorato le loro condizioni di lavoro attraverso l’aumento degli stipendi e la concessione di determinati incentivi, come ad esempio la copertura dei costi di alloggio per quelli che giungono da fuori. Il problema comunque resta perché molti continuano a trasferirsi nei Paesi dell’Unione europea dal momento che la loro è una professione molto richiesta. È chiaro che noi non siamo in grado di garantire gli stipendi che percepiscono in Italia, Germania o in Austria”.
Di recente aveva affermato che per ripristinare il numero di corse pre-crisi non sono sufficienti soltanto più conducenti, bensì anche sovvenzioni adeguate da parte delle Unità d’autogoverno locale. Si spieghi meglio.
“L’Autotrolej presta il suo servizio a 13 Città e Comuni di Fiume e del suo circondario. Essendo una municipalizzata, non applichiamo i prezzi economici dei biglietti e degli abbonamenti. Per colmare la conseguente differenza di ricavi, veniamo sovvenzionati dalle Unità d’autogoverno locale. Si tratta di un modello adottato già da parecchio in tutta la Croazia. Oltretutto, le direttive europee sul trasporto pubblico definiscono molto bene questi principi. Ciò significa che quelle Città e Comuni che ingaggiano una società del trasporto pubblico, sono tenuti a coprire quel deficit che viene prodotto. Cosa che però al momento non accade, tant’è vero che avevamo chiuso il 2018 con un passivo di 10 milioni di kune, un buco che doveva venire coperto dalle amministrazioni per le quali prestiamo servizio. Quindi, per cercarne di uscirne, siamo stati costretti ad abbassare la qualità del servizio riducendo il numero delle corse, ma ovviamente ciò non basta per coprire le perdite, ragion per cui anche il 2019 lo chiuderemo in rosso”.
Di quanto?
“È ancora troppo presto per fare una stima precisa, ma sarà sicuramente inferiore rispetto a quello del 2018. Da inizio anno stiamo negoziando con i Comuni una soluzione, ma ad oggi siamo ancora fermi al punto di partenza”.
In merito al taglio delle corse, l’ultimo in ordine di tempo ha riguardato quello della linea 2, una delle più lunghe e trafficate. Perché proprio questa?
“Cerchiamo di fare chiarezza. L’unico vero taglio lo abbiamo effettuato a gennaio con le linee urbane e a febbraio con quelle suburbane. L’adeguamento di settembre è stato necessario in quanto sono iniziati i lavori in via Krešimir, che di fatto hanno comportato una sensibile riduzione della capacità di assorbimento del traffico in una delle principali arterie cittadine. Ecco perché abbiamo ridotto le corse. E non solamente della 2, ma anche delle altre linee che passano per quella via. È importante quindi precisare che non si è trattato di una scelta voluta”.
Parlando invece di guasti meccanici, l’altro giorno aveva dichiarato che ciò è imputabile a veicoli che hanno 20/25 anni. Tuttavia, in tanti sostengono che dietro al problema ci sia una manutenzione scadente da parte della società Rijeka plus.
“Quando un terzo del parco automezzi ha quell’età lì, e con alle spalle qualche milione di chilometri percorsi, è inevitabile che si verifichino questo tipo di problemi. Quanto alla Rijeka plus, bisogna tenere presente che, al pari, dei conducenti, anche i meccanici tendono a trasferirsi all’estero, per cui anche loro a un certo punto hanno dovuto fare i conti con una carenza di personale”.
Lei stesso tempo fa aveva valutato la possibilità di affidare gli interventi di manutenzione a una società esterna.
“Siccome per un periodo le officine della Rijeka plus non erano in grado di riparare tutti i guasti, abbiamo pensato di delegare, parzialmente, il servizio a terzi. Tuttavia, alla fine non se ne fece nulla dato che non potevamo permetterci un fornitore fisicamente distante dalla nostra sede”.
Un altro problema riguarda il numero di passeggeri che è in costante diminuzione. Perché secondo lei?
“È un trend che va avanti dal 2005. Per prima cosa, 15 anni fa Fiume aveva più di 140mila abitanti, oggi invece questo numero è sceso a 120mila. A ciò si aggiunge poi il calo nel circondario, anche se un po’ meno accentuato. Senza contare che in questo arco temporale molte aziende hanno chiuso. Ad esempio, la crisi del 3. maj noi l’abbiamo sentita eccome. Inoltre, la gente è sempre più comoda e preferisce la propria auto ai mezzi pubblici e, infine, non dimentichiamoci che negli ultimi anni i taxi sono diventati meno costosi, e quindi più accessibili”.
Considerate tutte queste difficoltà, sono previsti rincari di biglietti e abbonamenti nel prossimo futuro?
“In questo momento stiamo cercando di trovare con i vari Comuni un modello per bilanciare costi e ricavi attraverso l’aumento delle sovvenzioni. Se non dovessimo arrivare a una soluzione, allora prenderemo in considerazione questa possibilità”.
A suscitare aspre polemiche, legate alla mancanza di conducenti, sono state le “famigerate” corse commerciali. In tanti ne chiedono l’abolizione.
“Abbiamo ridotto sensibilmente il loro numero, ma va specificato che abbiamo dei contratti in essere con la Regione per corse che riguardano le scuole, nonché un altro con il Ministero della Difesa che prevede il trasporto dei dipendenti del Ministero a Delnice dove lavorano. Il resto lo abbiamo cancellato”.

Due mezzi dell’Autotrolej in Riva, a Fiume. Foto Goran Žiković

Niente Zrće quindi?
“Niente Zrće“.
Nel frattempo sono entrati in servizio 22 nuovi autobus, ai quali se ne aggiungeranno altri 32 il prossimo anno. Pochi giorni fa il sindaco Vojko Obersnel aveva però anticipato la possibilità di ulteriori 30 dopo il 2020. Quindi ne arriveranno di altri?
“Sì. Un mese e mezzo fa il Ministero dei Trasporti ci aveva informato circa la possibilità di avere un ulteriore budget a disposizione per l’acquisto di nuovi mezzi a partire dal 2021. Avremo comunque modo di riparlarne più avanti”.
A quando gli autobus elettrici a Fiume? O è ancora troppo presto per il grande passo?
“Non è troppo presto. Anzi, c’è un’idea, sempre dello stesso Ministero, che prevede per il prossimo anno l’acquisto di un determinato numero di bus alimentati a corrente elettrica da inserire a Zagabria, Spalato, Fiume e Osijek. Se questo progetto pilota dovesse avere buoni riscontri, allora nel prossimo ciclo di finanziamenti europei 2021-2027 si procederebbe alla loro graduale introduzione”.
In chiusura, vediamo di tracciare un primo bilancio dei suoi 12 mesi a capo dell’Autotrolej: com’è stato questo primo anno da direttore?
“Il bilancio non è del tutto positivo perché i problemi sono molteplici e le soluzioni difficili da attuare. Tuttavia, siamo riusciti lo stesso a consolidare la nostra attività, a far rientrare l’emergenza legata alla carenza di conducenti e ultimamente anche a ridurre il numero di guasti e incidenti dei nostri autobus”.
Da 1 a 10, che voto dà alla sua direzione fino a questo momento?
“Sarò severo come la Gazzetta dello Sport quando dà i voti ai calciatori: 6,5”.
Sufficienza piena quindi?
“Sì”.

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