Addio alla nave scuola «Vila Velebita 2»

L’imbarcazione dell’Istituto nautico di Buccari saluta il mare dopo oltre mezzo secolo di servizio

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Addio alla nave scuola «Vila Velebita 2»
Foto: IVO VIDOTTO

Con un misto di nostalgia e orgoglio, l’Istituto nautico di Buccari ha salutato uno dei simboli della sua lunga tradizione: la nave scuola “Vila Velebita 2” ha lasciato l’ormeggio per l’ultima volta, trainata da un rimorchiatore dello JPS verso il cantiere navale Dalmont di Kraljevica (Porto Re), dove verrà smantellata secondo le normative vigenti. Si chiude così un capitolo durato 52 anni nella formazione di generazioni di marinai.

“Per me questo addio è particolarmente toccante – ha dichiarato il preside dell’Istituto nautico, Igor Kegalj –. Da studente, insegnante e ora dirigente, ho trascorso gran parte della mia vita accanto a questa nave. Ma è giunto il momento di voltare pagina: il veliero, ormai fuori uso e pericoloso per l’ambiente, rischiava di affondare. L’esperienza del Registro navale croato ha confermato che i costi per una sua riparazione sarebbero stati antieconomici”.
Negli ultimi mesi, la “Vila Velebita 2” era rimasta ormeggiata al molo Masaryk di Buccari, dove già lo scorso anno aveva imbarcato acqua. Soltanto la rapida reazione della scuola aveva evitato un disastro ambientale. Ora, con il trasferimento a Kraljevica (Porto Re), inizia la fase di smantellamento: i costi stimati si aggirano intorno ai 100mila euro.

Un’eredità preziosa
Costruito nel 1956 con il nome originario Kali, il veliero fu donato all’Istituto nautico nel 1973. Da allora ha rappresentato un punto di riferimento unico nel panorama dell’istruzione marittima in Croazia. Lungo 29 metri e alto 6,3, ha formato decine di generazioni di ufficiali e marinai, integrando la formazione teorica con la pratica in mare.
Per riprendere a navigare con un mezzo proprio, tuttavia, bisognerà attendere il varo del nuovo veliero, il cui progetto è già avviato ma richiederà tempo. Lo scorso dicembre, in occasione dei 175 anni del Nautico, è stato firmato un accordo tra il Ministero del Mare, dei Trasporti e delle Infrastrutture, la Regione litoraneo-montana e la Scuola per la costruzione di un nuovo e moderno veliero didattico. I fondi iniziali sono stati stanziati, anche se la progettazione tecnica è ancora in corso.
“Quando la documentazione sarà completata – ha spiegato il preside Kegalj – si procederà con il bando per selezionare il cantiere. Realisticamente, serviranno almeno due anni. Intanto ringraziamo il Servizio marittimo adriatico per aver garantito la continuità della formazione pratica sui propri mezzi”.

Una nave che è anche identità
Il presidente della Regione litoraneo-montana, Ivica Lukanović, ha voluto sottolineare il valore simbolico della nave: “Non si tratta solo di un’imbarcazione, ma di un pezzo del nostro patrimonio marittimo e culturale. Abbiamo agito in modo responsabile per prevenire rischi ambientali e ora lavoriamo con determinazione alla costruzione del nuovo veliero, che rappresenterà la continuità della nostra identità”.
Lukanović ha ricordato che la “Vila Velebita 2” si inserisce in una lunga tradizione di navi scuola iniziata nel 1894 con la “Margita” – il primo veliero scolastico del Mediterraneo – e proseguita con la “Vila Velebita” del 1908. Oggi però, con la dismissione dell’ultimo esemplare, la Croazia si ritrova temporaneamente senza alcuna nave scuola attiva.

Un addio che guarda al futuro
In attesa del nuovo veliero, la comunità scolastica di Buccari celebra il passato ma guarda avanti. “Il nostro compito – ha concluso Kegalj – è garantire che gli studenti continuino a ricevere una formazione d’eccellenza, radicata nella tradizione ma rivolta al futuro. Il nuovo veliero non sarà soltanto una nave: sarà un’aula galleggiante, un laboratorio di formazione e, soprattutto, un simbolo del nostro impegno educativo”.
Nel frattempo, la “Vila Velebita 2” scivola lentamente nella memoria collettiva. Ma la sua storia continuerà a vivere nei racconti degli ex allievi e nei cuori di chi ha navigato con lei. Perché certe navi non affondano mai davvero: restano a galla nei ricordi.

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