Acqua potabile e mare: risorse da tutelare

Firmato il contratto con la cordata cinese che costruirà il nuovo depuratore in Delta, in funzione dal 2025. Il progetto cofinanziato dall’Ue, supera il mezzo miliardo di kune

L’attuale depuratore in Delta verrà sostituito da uno nuovo specializzato in trattamento biologico delle acque reflue

Quello di ieri è stato un passaggio cruciale di un lungo processo che ha come scopo la tutela delle falde acquifere e del mare, due risorse fondamentali, strategiche, per Fiume e per il resto del Paese, come per l’intero pianeta. C’è chi queste risorse non le ha mai avute e chi le ha irrimediabilmente perse. In questo senso, il capoluogo quarnerino è in una buona situazione. Nella sala dei ricevimenti, quella più solenne del palazzo della Direzione dell’ex Zuccherificio, oggi sede del Museo civico, ieri si è tenuta la cerimonia della firma del contratto per la costruzione del nuovo impianto per il trattamento e smaltimento delle acque reflue in Delta, che andrà a sostituire quello esistente, entrato in funzione nei primi anni ‘90 dello scorso secolo. Si tratta di un’opera che dovrebbe soddisfare le esigenze della nostra e delle generazioni sucessive, inclusa nel progetto coofinanziato dai fondi dell’Unione europea per il 71,33 per cento volto al miglioramento del sistema delle forniture idriche e di smaltimento nell’Agglomerato fiumano. L’intero progetto, suddiviso in otto segmenti, costerà complessivamente oltre 2 miliardi di kune e rappresenta una delle opere infrastrutturali più importanti in Croazia, assieme a un programma analogo che viene attuato a Spalato. Il contratto firmato ieri riguarda il depuratore il cui valore è di 522 milioni. Per i primi due segmenti che riguardano la costruzione di collettori, stazioni di pompaggio e altre condutture, gli appalti sono già stati assegnati e gli scavi sono iniziati poche settimane fa. Nei prossimi mesi sono previste le gare per assegnare i rimanenti cinque lotti. Sono coinvolti, oltre a Fiume, la Città di Castua e i Comuni di Viškovo, Čavle e Jelenje.

Il progetto del nuovo depuratore. L’impianto opererà secondo gli standard ambientali più rigorosi adottati dall’Ue

Il depuratore rappresenta quello più impegantivo e come tale per la sua assegnazione il cammino non è stato semplice. Con qualche ritardo, l’appalto è stato assegnato a una cordata di compagnie cinesi, composta da China Energy Engineering Group Jiangsu Power Design Institute Co. Ltd. e Sumec Complete Equipment and Engineering Co. Ltd, mentre il committente è formalmente la municipalizzata fiumana VIK (Vodovod i kanalizacije) che gestisce acquedotto e canalizzazione. La cerimonia si è svolta in forma “ibrida”, quella a cui siamo ormai abituati, e quindi i dirigenti delle compagnie cinesi hanno partecipato con dei videomessaggi in quanto impossibilitati, a causa delle restrizioni legate alla pandemia, di esserci di persona.

L’atto della firma si è svolto nel palazzo della Direzione dell’ex Zuccherificio, oggi Museo civico

Collaborazione collaudata

È intervenuto l’Ambasciatore cinese in Croazia, Qianjin Qi: “Sono orgoglioso per il fatto che siano state scelte delle compagnie cinesi per realizzare un progetto di grande importanza per la popolazione locale, in funzione della salute e della tutela dell’ambiente. È la continuazione di una collaborazione già avviata che, mi auguro, avrà un seguito anche in futuro”. L’Ambasciatore ha comunque sottolineato che quella della Cina non vuole essere interpretata come un’espansione in Europa, con la quale desidera avere un rapporto di collaborazione, precisando che le compagnie del suo Paese operano nell’ambito del libero mercato.

Qianjin Qi

Dopo la recente approvazione del Bilancio 2022, per il sindaco Marko Filipović, in carica da giugno, quello di ieri è stato il momento più importante nel nuovo ruolo. In un certo senso sta raccogliendo i frutti del lavoro svolto da chi lo ha preceduto, ma ne ha pieno diritto. Ha ringraziato il Ministero dell’Economia e dello Sviluppo sostenibile e l’azienda Hrvatske vode, che gestisce il demanio idrico nazionale. “Fiume è tra le prime in Croazia nell’adozione delle tecnologie intelligenti e dei sistemi di micromobilità, ma anche per la capacità di attingere dai fondi dell’Unione europea. Non abbiamo scelto a caso questa sede per la firma del contratto, un luogo che in passato seppe generare lo sviluppo della città. Oggi siamo qui per mettere la firma su un documento che vale poco meno della metà dell’ammontare del Bilancio cittadino per il 2022. Dopo una lunga fase di preparazione, durata sette anni, possiamo passare alla realizzazione”.

Marko Filipović

Considerevoli passi avanti

Il ministro Tomislav Ćorić ha aggiunto: “Elogerei il sindaco Filipović per l’energia e l’entusiasmo che ha messo in questo progetto. Negli ultimi mesi abbiamo compiuto dei passi avanti considerevoli nella comprensione reciproca per concludere tutte le fasi preliminari. Il Ministero dell’Economia e dello Sviluppo sostenibile sarà sempre qui pronto a dare il proprio sostegno anche nelle fasi successive”.

Tomislav Ćorić

Trattamento biologico

Compiaciuto il direttore dell’azienda Hrvatske vode, Zoran Đuroković e quello della municipalizzata VIK, Andrej Marochini, il quale ha illustrato il progetto del nuovo depuratore. Quello esistente si limita al trattamento meccanico, attraverso un sistema di griglie, prima del rilascio delle acque trattate in mare. Il nuovo impianto prevede il trattamento biologico, secondo gli standard più rigorosi adottati dall’Ue. L’acqua che verrà rilasciata in mare dopo il trattamento avrà un impatto minimo sull’ambiente, ma anche i fanghi residui verranno depurati attraverso un processo di disidratazione. Per l’ambiente esterno, inoltre, non ci saranno fastidi dovuti ai cattivi odori in quanto l’intero procedimento si svolgerà in spazi chiusi. L’impianto è concepito per le esigenze di 200mila abitanti con la capacità di 1.000 litri al secondo.

Andrej Marochini

Infine, i tempi per la realizzazione. Il depuratore sarà operativo, consegnato formalmente, entro 1.520 giorni. Ci vorrà un anno per la fase progettuale e per ottenere tutti i permessi e licenze prima di dare inizio ai lavori. La costruzione della struttura richiederà 2 anni. Un altro anno servirà per il rodaggio e quindi al massimo altri 60 giorni per i collaudi conclusivi.

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