Non lo scopriamo oggi. L’acqua è una risorsa vitale che a Fiume e ai fiumani non è mai stata negata. Nella sua storia la città si è sviluppata consapevole di avere questa ricchezza che, negli ultimi 140 anni, viene gestita in modo sistematico e organizzato. La municipalizzata ViK (Acquedotto e canalizzazione), ieri ha festeggiato l’anniversario in un clima di cambiamenti, al di là di quelli climatici. Da quattro mesi c’è una nuova struttura politica al potere in Città, mentre il direttore dell’azienda, Andrej Marochini, continua a ricoprire l’incarico ad interim pur avendo rassegnato le dimissioni poche settimane fa. Per la natura del suo ruolo istituzionale viene ritenuto responsabile della frana avvenuta in occasione del nubifragio che, il mese scorso, in via Vukovar ha causato l’interruzione del traffico con detriti, proveniente da uno dei cantieri in cui ViK è l’investitore, arrivati fino al rione di Potok.

Storia e certezze
Un episodio, comunque, non può cancellare 140 anni di storia e di certezze. Da oltre 40 anni a Fiume non ci sono stati razionamenti, riduzioni nell’erogazione di acqua potabile, nemmeno durante i lunghi periodi di siccità che hanno messo in ginocchio molte altre città. Fiume ha festeggiato i 140 anni del proprio sistema di approvvigionamento idrico e di smaltimento delle acque reflue, riferendosi non solo a un’infrastruttura fondamentale per la vita quotidiana e lo sviluppo urbano, ma anche al lavoro di generazioni che l’hanno costruita e salvaguardata. Nel suo intervento, la sindaca Iva Rinčić ha sottolineato: “I traguardi raggiunti sono il frutto dell’impegno necessario per affrontare le sfide attuali che richiedono la stessa dedizione, e invito a continuare a investire nella pianificazione e nella manutenzione delle reti comunali”. La prima cittadina ha riconosciuto che i lavori di ammodernamento comportano inevitabili disagi per i cittadini, ma li ha definiti indispensabili per garantire un futuro sicuro ed efficiente al servizio idrico. Quello di ieri non era sicuramente il momento per fare polemiche e discutere di responsabilità. Rinčić ha aggiunto: “Questa ricorrenza non celebra la perfezione, ma la costanza e la responsabilità”. Quindi, la sindaca ha voluto rendere omaggio a tecnici, operai e a tutti i dipendenti che operano nell’ambito di questo servizio pubblico vitale: “Non è un caso che l’acqua compaia sullo stemma storico della città accanto alla parola Indeficienter (inesauribile), un simbolo della nostra identità e dell’impegno a mantenerla pulita, sicura e accessibile a tutti”.
Le origini
Nel ripercorrere le origini dell’acquedotto, Velid Đekić, pubblicista e curatore del Museo civico, ha ricordato quello che fu il primo impianto realizzato nel 1885 vicino all’area dell’ex Cartiera, lungo la Fiumara (Rječina). L’attuale sistema si basa su sette sorgenti che, come ha spiegato Andrej Marochini, hanno permesso alla città di non subire riduzioni idriche negli ultimi quarant’anni: “Oggi sono in corso progetti per oltre 100 chilometri di nuove condotte idriche, 200 di rete fognaria e 200 nuove stazioni di pompaggio”.
Gordan Gašparović, a capo del dipartimento idrico per l’Alto Adriatico in seno a “Hrvatske vode”, azienda statale che gestisce il demanio idrico, ha aggiunto: “Oltre al maxi-progetto europeo da 305 milioni di euro per l’ammodernamento della rete, negli ultimi cinque anni sono stati stanziati ulteriori 12,5 milioni per la manutenzione ordinaria”.
Presente all’incontro anche il presidente della Regione litoraneo-montana Ivica Lukanović, che ha ricordato il ruolo dei dipendenti di ieri e di oggi e ha richiamato l’importanza di una gestione responsabile delle risorse idriche e della cooperazione regionale.
Dopo i protocolli e i momenti istituzionali, le celebrazioni hanno coinvolto la città con un ricco programma educativo e culturale. In Corso e presso la sorgente di Zvir si sono svolti spettacoli musicali dei bambini, laboratori creativi e installazioni artistiche dedicate all’acqua. Grande interesse, inoltre, per l’opera “Voda za život” (L’acqua per la vita), che rappresenta con tre nastri simbolici l’acqua potabile, quella pura e quella inquinata. Mostre di disegni, fotografie e messaggi sull’importanza dell’acqua hanno completato l’allestimento, insieme a laboratori interattivi e visite guidate alla stazione di pompaggio di Zvir. È un luogo protetto, in quanto di vitale importanza per la città, ma che apre le porte in occasioni speciali.
Un simbolo identitario
Le celebrazioni hanno così intrecciato memoria storica, coscienza ambientale e partecipazione dei cittadini, riaffermando l’acqua come simbolo identitario e bene comune per Fiume e per il suo futuro. La cerimonia si è svolta al pianoterra del Museo d’Arte moderna e contemporanea con gli invitati che, dopo i discorsi, sono stati invitati a un brindisi in cui nei bicchieri è stata versata l’invidiata acqua fiumana, eccellente sotto tutti i punti di vista e, se ne terremo conto in futuro, disponibile anche alle prossime generazioni.
La sindaca ha concluso che questo è l’aspetto più importante che va oltre i disagi e il giustificato malcontento dei cittadini quando subiscono gli effetti dei lavori in corso, dei ritardi… Quello dell’Agglomerazione fiumana è uno dei progetti più grandi mai realizzati nelle infrastrutture a Fiume.
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