La quarta seduta del Consiglio cittadino di Abbazia è stata alquanto scoppiettante, iniziando subito con un question time ricco di temi concreti. Ad aprire gli interventi è stato Domagoj Tramontana (HDZ), che ha chiesto chiarimenti sul possibile collegamento del sistema idrico cittadino con altre strutture regionali, segnalando costi dell’energia più alti del previsto. Il sindaco Fernando Kirigin ha frenato ogni ipotesi: nulla è ancora deciso e solo dopo l’assemblea della società Acquedotto e canalizzazione (ViK) si capirà quale prezzo riguarderà Abbazia, invitando con ironia Tramontana a chiedere a Zagabria spiegazioni sulla formazione del prezzo dell’acqua.
La spiaggia di Icici
L’indipendente Neva Slani ha riportato in aula il tema della spiaggia di Icici, chiedendo se la Città stesse “spaventando” i residenti. Kirigin ha risposto che la competenza è del Comitato di quartiere di Icici e che il vertice cittadino ne asseconderà le decisioni. Da parte sua, Marina Vujičić (HDZ) ha chiesto perché Icici e Abbazia abbiano due enti turistici distinti; per il sindaco potrebbe trattarsi di un’eredità normativa e, se l’HDZ intende proporne l’unificazione o l’abolizione di quello di Icici, la questione potrà essere discussa e decisa dai cittadini.
Ena Knežević Tončinić (SDP) ha segnalato i problemi della palestra del centro “Marino Cvetković”, che rischia di sospendere le attività a causa del rincaro degli abbonamenti. Il sindaco ha spiegato che la normativa nazionale impone tariffe uniformi per tutte le società partecipate e che un nuovo contratto sarà proposto ai proprietari della palestra nel 2026, evitando disparità che creerebbero richieste analoghe da altri locatari.
Il caso «Belvedere»
Mario Alempijević (Azione dei giovani) ha denunciato le condizioni dell’ex Hotel Belvedere e di alcuni tratti del lungomare, dove aree pubbliche passano sotto strutture private non sempre sicure, ricordando anche “i frequenti incendi nelle zone più appetibili”. Kirigin ha annunciato una nuova delibera sul regolamento cittadino, pur ribadendo che la competenza principale resta all’ispettorato statale.
Jadranka Pohlmann (SDP) ha chiesto spiegazioni sullo spostamento a Zagabria dell’edizione 2026 di Dora, attribuito dal sindaco ai tagli della TV pubblica, impegnata con i costi di Olimpiadi e Mondiali. La Città era disponibile a contribuire tramite il bilancio, ma per ora la decisione è stata accettata, anche in vista dei futuri lavori nella zona della piscina.
Il consigliere Ante Štampalija (Iniziativa del Quarnero) ha sollevato il caso degli alunni italiani di Abbazia che frequentano scuole fuori città e non possono accedere ad alcuni programmi cittadini. Kirigin ha spiegato che si tratta di un solo caso, già segnalato al Consolato di Fiume, dal quale gli è stato detto di rivolgersi all’Unione Italiana. Ha anche aggiunto che la Città di Abbazia è disposta a dividere i costi con l’UI per risolvere il problema. Infine, sul tema dell’assegnazione degli alloggi cittadini agli esecutori delle professioni precarie, avviato da Sara Pilepić (HDZ), Kirigin ha risposto positivamente, ricordando che esistono già le liste prioritarie, tutte consultabili negli atti online.
Il «coefficiente» della discordia
Il tema caldo è stato l’aumento della tassa comunale e del valore del cosiddetto “coefficiente comunale” (B), due provvedimenti accorpati “per fare prima” dal presidente del Consiglio cittadino Kristian Tončić. La discussione ha messo in luce contrasti netti tra maggioranza e opposizione. Domagoj Tramontana (HDZ) ha chiarito che il suo gruppo non è contrario all’aumento, a patto che venga utilizzato in modo ordinato per lo sviluppo della città. Ma ha avvertito: troppe volte si costruisce senza criterio e poi le strutture restano abbandonate o vengono demolite. Se i fondi fossero destinati alla manutenzione e alla pulizia urbana, ha aggiunto, l’HDZ sarebbe favorevole. Così com’è, invece, ha parlato di “soldi tolti ai cittadini, che diventano schiavi delle imposte”, aggiungendo che il servizio non è all’altezza.
Igor Matković non ha usato mezzi termini: “L’aumento è sproporzionato, distorto, fino al 140%”, ha detto, sostenendo che i cittadini finiscono per pagare per le scelte di pochi. Mario Alempijević ha sottolineato che le zone sono state suddivise in modo non equo e che a pagarne le conseguenze saranno soprattutto i meno abbienti. Neva Slani ha ricordato che con questo aumento la città si collocherebbe tra le cinque più care del Paese, ma le altre quattro garantiscono servizi adeguati. “Una volta almeno le strade erano pulite, senza mozziconi – ha detto – oggi la città è sporca, manca un centro di riciclaggio, la gestione dei rifiuti è insufficiente, le condotte troppo piccole e il sistema della municipalizzata non viene modernizzato da tempo, mentre le costruzioni proliferano”.
Non aumentava dal 2002…
Nonostante le proteste, il sindaco Kirigin ha ottenuto la maggioranza. Ha spiegato che l’aumento era necessario: il coefficiente non veniva aggiornato dal 2002, quando la Città copriva il 99% dei costi. Oggi, con l’inflazione, la copertura è scesa al 52%, e con il nuovo aumento si arriverebbe appena al 77%. Le entrate stimate sono di 3 milioni, le spese 5,6 milioni. Kirigin ha aggiunto un dato simbolico: nel 2002 la città gestiva 35 km di strade, oggi 95; sono aumentate le superfici da pulire, il servizio si è ampliato e i costi sono cresciuti. Il “coefficiente comunale”, ha concluso, serve a finanziare la manutenzione della città, dato che i fondi europei non coprono questo genere di interventi.
Anche la proposta di modifica della delibera sulle tasse è passata senza sorprese. Il sindaco ha spiegato che, a differenza degli anni precedenti, dal 2025 i proventi saranno ripartiti in modo diverso: il 20% andrà alla Regione litoraneo-montana, l’80% rimarrà ad Abbazia, mentre prima tutto finiva nelle casse cittadine. “Si tratta – ha detto – di una semplice riassegnazione di fondi: chi possiede più immobili non sarà penalizzato e chi viene a vivere qui non avrà problemi. Questi introiti torneranno ai cittadini sotto forma di servizi mirati, senza essere dirottati altrove”.
Bilancio più contenuto
Tamara Sergo, responsabile del dipartimento per finanze e attività sociali, ha aggiunto che il 90% delle tasse riguarda stranieri non residenti. Inoltre, sugli appartamenti costruiti ma non venduti, dopo cinque mesi o più si applica comunque la tassa. Questo, hanno osservato, potrebbe avere effetti sul mercato: prezzi degli affitti o degli immobili in calo non sono da escludere.
Sergo ha riferito che il bilancio di previsione per il 2025 passerà da 44,1 milioni a 40,6 milioni di euro complessivi, con una riduzione di 3,448 milioni. Ai consiglieri sono stati messi a disposizione materiali esplicativi sulle motivazioni di questo abbassamento.
È stata poi discussa la Proposta d’incremento dell’indennità dei membri del Consiglio cittadino di Abbazia e dei membri degli organi di lavoro del Consiglio. Kirigin, nella sua introduzione, ha chiesto se i consiglieri la approvassero o meno, spiegando che l’aumento è giustificato dalle necessità del sistema cittadino. Marina Vujičić (HDZ) ha detto che, a suo parere, non è corretto aumentare le indennità dei consiglieri se contemporaneamente non si aumenta il contributo ai cittadini; la proposta è risultata inappropriata anche per Matković. Kirigin ha suggerito di aprire una consultazione pubblica. La votazione ha registrato 8 favorevoli e 7 contrari. I consiglieri che non hanno votato hanno fatto un figurone, percependo comunque l’indennità.
Il sentiero Carmen Sylva
La consigliera Slani ha presentato la Proposta di delibera per la proclamazione del sentiero Carmen Sylva come bene di interesse locale, culturale, storico e sociale, che è stata approvata all’unanimità. Kirigin ha però precisato che il modo in cui lo si intende proteggere potrebbe, dal punto di vista legale, nuocere alla reputazione della città agli occhi della Corte Suprema.
Per quanto riguarda la Relazione sulla garanzia delle condizioni per soddisfare le esigenze dei cittadini di Abbazia in materia di istruzione e cura prescolastica, con riferimento ai bambini con difficoltà di sviluppo, Slani ha chiesto a Kirigin come la città segua i bisogni dei genitori e se alcune famiglie ricevano supporto psicologico. La responsabile del dipartimento per le attività sociali, Zlata Torbarina, ha assicurato che non si è mai verificato un caso in cui a una richiesta non sia stato dato seguito. Slani ha insistito sul fatto che occorre identificare i bambini che necessitano di un supporto più intensivo e prioritario. Kirigin le ha risposto che, invece di giocare alla politica, sarebbe meglio condividere con i servizi cittadini tutte le informazioni delle quali dispone, così da permettere loro di intervenire; ha aggiunto che per questa esigenza si assicura un budget considerevole, stimato intorno ai 700 mila euro.
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