Abbazia. Il tuffo dei «gabbiani» per esorcizzare la paura

I barcaioli di Ica “sorvegliano” la cerimonia. Foto Željko Jerneić

In occasione della Giornata della Città, nel porticciolo di Abbazia si sono tuffati tradizionalmente i membri dei “Cucai abbaziani” (Opatijski kukali), noto soprattutto per il rituale tuffo di Capodanno da ormai 17 anni. Indossando le repliche dei costumi da bagno risalenti alla Belle Époque, a cavallo tra il XIX e il XX secolo, i “gabbiani” si sono tuffati uno in fila all’altro. A guidare la singolare cerimonia è stato il noto cantante e presentatore Mario Lipovšek Battifiaca.
Il “cucal” Mario Sušanj ha spiegato che lui e i suoi compagni si tuffano per Capodanno da ormai trent’anni, ma che soltanto nel 2004 hanno deciso di riunirsi in un gruppo. “Nell’intento di estendere la stagione dei bagni, avevamo iniziato a tuffarci anche in autunno e in seguito siamo giunti all’idea di farlo per Capodanno – ha spiegato Mario –. Nuotare in mare d’inverno rinvigorisce il corpo e l’anima. Il nostro gruppo promuove l’attività fisica e un corretto stile di vita, oltre che valori quali la solidarietà e l’amicizia”. I cucai contano in totale 17 membri, di cui due italiani, e ormai da anni organizzano anche azioni umanitarie, mentre dal 2018 partecipano al picigin umanitario a Pećine a Fiume. Da ricordare inoltre che diversi membri sono donatori di sangue e volontari della Croce rossa.
La «madrina» Beti Jurković

Beti Jurković con la palla per il “picigin”

A “benedire” il tuffo è stata la madrina dei “cucai”, l’inossidabile cantante Beti Jurković, la quale ha raccontato che i suoi genitori amavano lo sport e che, quando aveva soltanto otto mesi, suo padre la lanciò in mare per insegnarle a nuotare. “In pratica, avevo imparato a nuotare prima di camminare – ha ricordato Beti, nota per aver partecipato alle prime edizioni del Festival di musica leggera di Abbazia negli anni Cinquanta. I cucai si sono poi tuffati in mare, alla presenza dei barcaioli di Ica, dopodiché si sono cimentati nel gioco del picigin.
Celebrazioni in forma ridotta

Per i “Cucai abbaziani” il picigin è semplicemente irrinunciabile

All’evento ha preso parte anche il sindaco di Abbazia, Ivo Dujmić, il quale ha dichiarato che quest’anno, complice la pandemia da coronavirus, le celebrazioni della Giornata della Città si sono tenute in forma ridimensionata, ma che pure in un momento di difficoltà i cucai abbaziani non rinunciano mai a promuovere la Perla del Quarnero. Ha ribadito che è importante mantenere l’attuale situazione epidemiologica a livello ragionale al fine di sfruttare al massimo quest’anomala stagione turistica. “Ad Abbazia è stato realizzato il 35 p.c. del flusso turistico registrato l’anno scorso. La situazione è preoccupante e serviranno anni per riprendersi. Infatti, Abbazia è una destinazione che accoglie i turisti durante tutti e 12 i mesi dell’anno, per cui è chiaro che l’emergenza sanitaria ha avuto un impatto particolarmente negativo sulle presenze e sui pernottamenti in città”, ha chiosato un perplesso Dujmić.

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