Dal 7 al 9 maggio, mentre Abbazia ospita il 40º Incontro Internazionale degli Esperti del Gas, negli stessi giorni prende il via una conferenza alternativa dal titolo “La vita contro il gas” (“Život vs. plin”), organizzata dall’associazione ambientalista “Zelena akcija” (“Azione verde”). Con un tono critico e provocatorio, l’iniziativa si propone come risposta diretta all’evento ufficiale dell’industria del gas, denunciando l’incompatibilità tra l’uso dei combustibili fossili e la sopravvivenza del pianeta. Una conferenza che si propone come spazio di confronto e proposta, aperto a cittadini, attivisti e organizzazioni impegnate per la giustizia climatica, ambientale e sociale, con l’obiettivo di costruire un futuro energetico davvero sostenibile.
Secondo “Azione verde”, il gas non solo aggrava la crisi climatica e sanitaria, ma alimenta anche conflitti geopolitici. Inoltre, si evidenzia l’impatto sociale delle attuali politiche energetiche.
Marija Mileta dell’associazione “Azione verde”, ci ha parlato di questo raduno di attivisti riuniti per discutere del problema del gas. “Insieme all’associazione Žmergo – ha spiegato – abbiamo organizzato questa conferenza attivista che durerà due giorni e abbiamo deciso di farla proprio ora e proprio ad Abbazia perché, in contemporanea, si sta tenendo l’incontro dell’industria del gas, che è in realtà il più grande evento di questo tipo nel Sud-Est Europa. Si svolge da moltissimi anni e parteciperanno tra le 300 e le 500 persone”.
Secondo Mileta, il problema è che “il gas viene ancora promosso come un combustibile pulito e necessario per la transizione energetica, ma si tratta di una vera e propria menzogna. Il gas è un combustibile fossile estremamente dannoso, sia per il clima a causa del metano, sia per la salute umana. Un aspetto poco noto è la grande nocività dell’uso del gas nelle cucine domestiche, che colpisce soprattutto chi trascorre più tempo in casa, come donne e bambini”. Ha aggiunto che “ci sono sempre più ricerche che dimostrano come nei bambini l’uso del gas sia legato all’aumento dell’asma”.

Foto: RONI BRMALJ
Far sentire la propria voce
Secondo gli attivisti, l’industria e i rappresentanti del Governo che partecipano ogni anno a questo incontro continuano a promuovere gli investimenti nei combustibili fossili, a scapito delle fonti rinnovabili. “Il nostro Governo, ad esempio, sta raddoppiando la capacità del terminal GNL (gas naturale liquefatto) a Castelmuschio sull’isola di Veglia e costruendo quattro nuovi grandi gasdotti. E mentre a Bruxelles si parla di clima ed ecologia, queste parole restano lettera morta: nella realtà, accade l’opposto. È un classico caso di greenwashing”.
Alla conferenza partecipano attivisti da diverse zone della Croazia, in particolare da Zagabria e dall’Istria, ma anche alcuni ospiti internazionali. “‘Azione verde’ organizza formazioni ed eventi per dare conoscenza alle persone e incoraggiarle a far sentire la propria voce per una causa giusta, che riguarda tutti. Ci siamo ritrovati qui dopo avere lanciato un appello pubblico alla partecipazione. Siamo in pochi, ma ben preparati e determinati a far sentire la nostra voce nel modo giusto”.
La volontà comune è quella di smascherare le falsità diffuse dall’industria, in particolare riguardo al greenwashing: ovvero, quel meccanismo con cui grandi aziende presentano le proprie attività come ecologiche, nascondendone in realtà l’impatto negativo sull’ambiente. “Dobbiamo essere consapevoli: il gas non è pulito e non ci aiuterà nella lotta ai cambiamenti climatici. Un esempio: negli ultimi due decenni, che per noi sono stati critici, l’inquinamento atmosferico è aumentato di 86 volte. E cosa succede? Si investe sempre di più in impianti di gas e GNL. Ora, per l’Unione europea, gli Stati Uniti sono diventati praticamente l’unico fornitore: un vero e proprio monopolio”.

Foto: RONI BRMALJ
Interventi dall’estero
Anche Helena Traub, dell’associazione Žmergo, ha raccontato come quattro membri della loro organizzazione abbiano aderito all’iniziativa: “Žmergo ha appena celebrato i 30 anni di attività. Siamo un’associazione locale che promuove cambiamenti sociali positivi e partecipiamo da tempo ad attività volte a sensibilizzare i cittadini su tematiche di cui spesso non sono consapevoli, perché mancano informazioni o conoscenze. Il nostro intento è proteggere l’ambiente in cui viviamo, ed è fondamentale che le persone comprendano i veri problemi”. La conferenza ha visto anche interventi online da Palestina, Turchia, Regno Unito e Paesi Bassi. Abbiamo parlato pure con Elìas, studente spagnolo in Erasmus a Zagabria e volontario presso “Azione verde”. Il suo punto di vista: “È importante che esista un contrappeso e la possibilità di una contro-conferenza, in questo caso sul tema del greenwashing”.

Foto: RONI BRMALJ
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