Il Golfo del Quarnero ha offerto l’altro giorno uno dei suoi spettacoli migliori. Cielo terso, mare calmo e una brezza costante hanno accompagnato la Regata del Quarnero 2025, tradizionale appuntamento autunnale della vela adriatica, valida sia per la Coppa del litorale croato che per la Coppa del Quarnero.
L’organizzazione, come sempre impeccabile, è stata curata dal Circolo velico “Galeb” di Kostrena, che ha radunato 18 imbarcazioni divise in più categorie secondo lunghezza dello scafo e sistema di compenso. La partenza è stata data puntualmente alle ore 11 di fronte alla baia di Žurkovo, sotto lo sguardo attento di appassionati e curiosi disposti lungo la costa.
Il percorso, veramente suggestivo, ha visto le barche virare dapprima in direzione di Castelmuschio sull’isola di Veglia, per aggirare la prima boa, quindi dirigersi a Kraljevica (Porto Re) e infine puntare verso Buccari. Una rotta che ha saputo unire la componente sportiva a quella scenografica, offrendo ai regatanti scorci spettacolari e confermando ancora una volta il Quarnero come uno dei teatri naturali più affascinanti per la vela nel mare Adriatico.

L’esperienza a bordo
Quest’anno, a partecipare alla gara anche una mini delegazione della “Voce del Popolo”, ospite sull’imbarcazione S/Y Toro, insieme a Luka Vertel, Ivica Bužanić e Marjan Marković, che hanno fatto da perfetti padroni di casa. L’esperienza ha permesso alla redazione di vivere la regata dall’interno, cogliendone i segreti e il fascino.
Tra una tirata di fune e l’altra Luka ci ha raccontato dei suoi inizi e della passione per la vela: “Sono partito da piccolo, mio papà Rado mi ha iscritto alla classe Optimist quando avevo 5 anni. Mio padre era da tempo membro della Società Velica ‘Opatija’ e possedeva una barca a vela, quindi ho seguito le sue orme, allenandomi per qualche anno e innamorandomi di questo sport grazie a lui, che mi portava in crociere lungo tutto l’Adriatico, alle regate. Ricordo con grande piacere quella della Galiola, che lui stesso vinse nel 2000 e che all’epoca era una regata importante e rinomata.
Da bambino ero il suo vero e proprio braccio destro: andavo alle regate e ‘apprendevo’ il mestiere. Una vera passione l’ho sviluppata solo dopo i vent’anni, quando sono diventato uno dei membri più attivi della barca, occupandomi di tutto. Come sportivo attivo, quell’adrenalina, il lavoro di squadra e la competizione con gli altri danno una soddisfazione particolare, indipendentemente dal risultato finale. È un fascino unico.
Negli ultimi anni cerchiamo di partecipare a tutte le regate locali; sono stato anche sull’isola di Pomo (Jabuka) due anni fa, un’esperienza enorme. Spero un giorno di trasmettere questa mia passione alle mie figlie: ne ho due, e spero che possano diventare parte dell’equipaggio e godere di questo sport, non per le medaglie o il podio, ma per il piacere dell’attività, per la natura e per la competitività che questi eventi comportano”.

Sport e spirito di squadra
Nel frattempo, il colpo d’occhio sul mare era straordinario: vele bianche stagliate nell’azzurro del cielo, la linea della costa con le sue case e le colline, le isole sullo sfondo. Il vento, generoso, ma mai eccessivo, ha reso la competizione avvincente senza compromettere la sicurezza. Anche i giornalisti hanno avuto il loro da fare, imparando in fretta il linguaggio tecnico della vela: cazzare, cioè tirare le scotte per tendere una vela; largare o lasciare, ovvero dare scorrimento alla scotta, ammainando o mollando leggermente la vela; andare in orza, cioè portare la prua al vento, virando controvento. Senza dimenticare le parti principali di un’imbarcazione – dallo scafo alla chiglia, dall’albero maestro alla randa, dal genoa allo spinnaker – e le numerose vele che animano la gara. Un piccolo corso accelerato di marineria, tra adrenalina e meraviglia.
La regata si è svolta nel pieno rispetto del Regolamento delle Regate a Vela 2025–2028 (RRS), con un’organizzazione esemplare sia a terra che in mare. Nessun incidente, nessuna contestazione: soltanto sport, disciplina, spirito di squadra e la voglia sana di primeggiare.
Nel pomeriggio, dopo l’arrivo delle ultime imbarcazioni, la giornata si è conclusa con la tradizionale cena dei regatanti e con la cerimonia di premiazione a Buccari. Applausi, brindisi e promesse di rivedersi l’anno prossimo hanno suggellato un evento che sa unire tradizione e comunità. Sul fronte agonistico, i vincitori hanno confermato la qualità della vela quarnerina. Nella classifica generale si è imposta la ciurma della Follow us Vulkan Nova di Ivica Šćurić (JK Opatija), seguita dall’equipaggio della Damaco di Berislav Vranić (JK Galeb) e dalla Ariel di Dalibor Jurčić (JK Opatija).
La Toro, barca che ospitava la redazione della Voce, ha occupato un onorevole terzo posto nella propria categoria, dietro alla Oštro di Darko Jakovčić e alla Zero di Adrian Jakovčić, entrambe del JK Oštro di Kraljevica. Una prova dignitosa, segnata da passione e partecipazione. La Regata del Quarnero 2025 non è stata solo una gara: ha mostrato il legame tra il territorio e il suo mare. Sport, paesaggio e passione si sono incontrati in un unico giorno.
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