Un forte appello è stato lanciato ieri dall’SDP, sezione di Viškovo, nel corso di una conferenza stampa in via Dolac a Fiume, convocata davanti alla sede amministrativa della municipalizzata “Čistoća”, a due passi dal Teatro Fenice.
A ribadire ancora una volta che nel Centro regionale per la gestione dei rifiuti di Marišćina, oltre a quelli locali, finiscono anche i rifiuti di tutta Fiume, e che sono proprio questi a causare i cattivi odori, sono stati Denis Mladenić, presidente della sezione SDP di Viškovo, e i consiglieri comunali Marina Petrc Tomić e Ivan Sušanj. “Spinti dalle dichiarazioni emerse nell’ultima seduta del Consiglio comunale – hanno spiegato –, sentiamo la necessità di rivolgerci non soltanto agli abitanti di Viškovo, ma anche ai cittadini di Fiume e a tutti i residenti della Regione litoraneo-montana, perché i cattivi odori gravano ancora una volta sulle zone settentrionali del nostro Comune”.
Durante l’incontro è stato ricordato come il sistema di gestione dei rifiuti non inizi a Marišćina. La soluzione al problema, quindi, non può limitarsi alla municipalizzata “Ekoplus”, ma deve coinvolgere tutte le unità di autogoverno locale, chiamate ad avviare la raccolta separata e lo smaltimento della frazione organica.
In particolare, Fiume, maggiore unità di autogoverno locale e comproprietaria di “Ekoplus”, è ritenuta avere la responsabilità più grande. Tuttavia, come è stato sottolineato, il rappresentante della città all’interno dell’Assemblea di “Ekoplus” si rifiuta di assumersi le responsabilità sulla gestione, pur pretendendo una riduzione del prezzo di conferimento dei rifiuti.
A questo si aggiungono le recenti dichiarazioni della sindaca di Fiume, Iva Rinčić, che ha annunciato un aumento del 20% delle tariffe dei servizi della “Čistoća”, “per rendere la città più pulita”. Una scelta che, secondo i suddetti esponenti dell’SDP, fa pensare che la raccolta separata della frazione organica non sia prevista nemmeno nel prossimo futuro. “Che la città sia pulita o sporca – è stato osservato –, dipende dal punto di vista dei cittadini e della sindaca, oltre che dal livello di standard di pulizia che si è disposti a pagare. Ma questa affermazione lascia l’amaro in bocca a chi si ritrova nei propri quartieri rifiuti non differenziati”.
I dati forniti da Ivan Sušanj parlano chiaro. Nel 2024 Fiume ha trasferito a Marišćina ogni mese 2.923 tonnellate di rifiuti urbani misti, mentre Viškovo solo 192. Pro capite, si tratta di 26,9 kg di rifiuti per i cittadini di Fiume, di cui 12,5 kg organici, contro i 9,3 kg dei cittadini di Viškovo, di cui 4 organici. “La conclusione è evidente – ha sottolineato Sušanj – a Marišćina puzza soprattutto la spazzatura proveniente da Fiume”.
Per questo motivo, Mladenić, Petrc Tomić e Sušanj hanno chiesto pubblicamente alla sindaca di Viškovo di convocare al più presto l’omologa fiumana Iva Rinčić, insieme ai suoi collaboratori, presso la sede di “Ekoplus” a Marišćina, in orario serale, per chiarire i piani di gestione dei rifiuti della città.
Non è mancata la frecciatina finale. “Invitiamo la sindaca Rinčić a fermarsi a Marčelji lungo il tragitto per Viškovo – hanno detto – così potrà percepire fino in fondo la… fragranza di quell’odore che porta anche la firma della spazzatura che giunge da Fiume”.
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