A lezione di robotica per affrontare le sfide

Valido progetto alla SMSI grazie al sostegno dell’UI

Robotica: studio e divertimento

Un anno fa alla SMSI di Fiume, è stato deciso di introdurre l’alta tecnologia nel processo d’istruzione. Soprattutto perché, come spiegato dal preside Michele Scalembra, con questo tipo di attività si pensa di potere lavorare su un atteggiamento più propositivo e attivo da parte degli allievi verso lo studio. “Sulla base di un accordo con la ditta STEMI S.r.l, che lavora da anni nel settore scolastico, abbiamo deciso di offrire ai docenti del settore scientifico, la possibilità di accedere a un corso di formazione in ingegneria robotica allo scopo di procedere successivamente all’acquisto di 11 robot da disporre nelle quattro classi dell’indirizzo matematico-scientifico. I suddetti robot verrebbero utilizzati dagli allievi durante le ore di lezione di matematica, chimica e informatica. I docenti hanno preso parte ai laboratori in agosto, per essere pronti e trasmettere ai ragazzi le metodologie di uso dei robot e la loro implementazione nell’ambito delle materie di cui sopra. Naturalmente ci sono più possibilità durante le ore di informatica, però mi fa tanto piacere che si siano inclusi anche altri professori. La licenza per l’uso dei robot è valida due anni. L’acquisizione di nuove conoscenze e competenze avverrà in modo più divertente, efficace e creativo. Tra le attività che verranno realizzate durante le ore di lezione nelle classi dell’indirizzo matematico – scientifico, ma non solo, posso menzionare il design di robot al computer, lo sviluppo di applicazioni, la programmazione di microcontrollori ecc. Tutte le attività verranno precedute da un’introduzione alla programmazione e all’ingegneria. Il suddetto programma porterà pertanto il nostro istituto a essere riconosciuto quale centro di programmi STEAM sperimentali. Personalmente mi fa piacere che la nostra scuola sia aperta per accogliere un insegnamento creativo che preparerà i ragazzi alle sfide del XXI secolo”, ha dichiarato Michele Scalembra.

Il preside Michele Scalembra

Stampa, controllo e programmazione

Mladen Ban, docente di informatica, ha spiegato in che cosa consiste il progetto. “Quello che abbiamo acquisito durante il corso, richiederebbe oltre 200 ore di lezione, motivo per il quale è stato deciso di distribuire in tutte e 4 le classi e di includere tutti i ragazzi, seguendo il programma ministeriale, puntando però al futuro. In questo senso i ragazzi della prima classe faranno l’assemblaggio del robot, in quanto nel primo anno ci sono le lezioni sul hardware. Quelli della seconda programmeranno gli smartphone, che poi controlleranno i robot; i ragazzi delle terze creeranno dei modelli con la stampante in 3D – trasformandoli in oggetti da loro pensati dove il robot potrebbe essere una Ferrari oppure l’Enterprise di Star Trek –, mentre in quarta realizzeranno la programmazione stessa dei robot. Tutto questo sapere potrà poi venire sfruttato anche per le lezioni di geometria ad esempio”, ha spiegato Mladen Ban.

Il prof. Mladen Ban

Avvicinare in modo divertente la materia

Durante le lezioni di chimica, invece, i ragazzi potranno scoprire come vengono usati i materiali che conoscono. Una parte della materia verrà avvicinata anche grazie all’uso della stampante in 3D, come specificato dal prof. Orjen Petković. “Oltre alla scoperta della scienza dei materiali, il mio desiderio è quello di introdurre un corso di disegno tecnico per gli alunni dell’indirizzo matematico – scientifico visto che i ragazzi, una volta terminata la SMSI, hanno una carenza in questo campo. Con l’uso dei robot speriamo che i ragazzi mostrino più interesse per le materie scientifiche, che sono di per sé particolari”, ha concluso il prof.

Il prof. Orjen Petković

Cosa ne pensano i ragazzi invece? “Siamo entusiasti di potere fare parte di questo progetto, che sicuramente ci porterà nuove conoscenze che ci serviranno anche in futuro. La tecnologia sta avanzando e questo programma è molto interessante visto che potremo usarlo nell’ambito dei nostri studi futuri”, ha dichiarato Brigitta Chelli (IVm).

Brigitta Chelli, studentessa della IVm

Un progetto, insomma, come ha voluto infine specificare il preside, che aiuterà l’istituto a trasformare le aule in laboratori di innovazione nei quali gli studenti possono sperimentare con le loro mani varie attività legate al campo dell’ingegneria, emulando pratiche del mondo reale. “Ciò è stato possibile, incluso l’acquisto dei robot e della stampante in 3D, grazie al sostegno determinante dell’Unione Italiana, che ha saputo riconoscere l’importanza del programma”, ha concluso Michele Scalembra.

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