A Fiume i dialetti non conoscono frontiere

Incontro alla Comunità degli Italiani di Palazzo Modello tra gli alunni della settima classe della SEI «San Nicolò» e gli ospiti della scuola di Zevio, in provincia di Verona

0
A Fiume i dialetti non conoscono frontiere
L'incontro a Palazzo Modello. Foto Goran Žiković

Simili i dialetti, ma non solo quelli. Quando ci si ritrova tra adolescenti, i canali di comunicazione assumono una dimensione tutta nuova. Al di là dei propositi didattici – comunque utili e auspicabili – è il contatto diretto a prendere il sopravvento. Alla Comunità degli Italiani di Fiume si è svolto un incontro tra gli alunni della settima classe della SEI “San Nicolò” e gli ospiti della scuola di Zevio, in provincia di Verona – accolti a Palazzo Modello dal presidente della CI, Enea Dessardo –, nell’ambito di un singolare progetto descritto da Lia Valente, insegnante giunta a Fiume con 23 allievi e due colleghi. “Abbiamo aderito ai fondi Erasmus Plus per organizzare incontri oltreconfine con un’altra scuola. Siccome per tanti anni ho partecipato a vari seminari nell’ambito del progetto ‘Le due rive’, parlando con Patrizia Pitacco sono nati i primi contatti. La risposta di Sara Vrbaški ha dato avvio a questo rapporto di amicizia, nato inizialmente tramite telefonate e videochiamate, per poi pianificare un incontro vero e proprio già dalla scorsa estate. Da settembre 2025 abbiamo sviluppato il progetto da entrambe le parti, motivando i ragazzi a superare i confini, a sentirsi parte di una comunità e ad allacciare rapporti di amicizia con i coetanei”.
Il progetto è nato con il titolo “Fiume di lettere” – ha spiegato –, intese nel senso più tradizionale: fogli di carta inseriti in una busta affrancata. “È stato un primo approccio, per poi proseguire la comunicazione utilizzando le piattaforme digitali. Si sono così creati i presupposti per far conoscere ai ragazzi realtà che non conoscevano, con la possibilità di condividere molte cose, come la lingua e, in particolare, il dialetto”.
E proprio il dialetto è stato uno dei protagonisti dello scambio di doni avvenuto nel Salone delle feste della Comunità degli Italiani. Tra i regali consegnati al presidente Dessardo figurava infatti una “Divina Commedia” in dialetto veneto, mentre la Comunità ha ricambiato, tra le altre cose, con un dizionario italiano-fiumano.
Sara Vrbaški ha salutato la comitiva, già perfettamente integrata con i padroni di casa della San Nicolò, assieme alla direttrice Iva Bradaschia Kožul. Per gli ospiti veneti sono previste anche gite a Capodistria, Pirano e Pola, con Fiume come base di partenza per un’avventura di cinque giorni.
La “squadra ospite” è stata accompagnata anche da Paola Tonoli, insegnante di inglese, e da Marco Gaspari, insegnante di musica, che per l’occasione ha diretto l’esecuzione dell’“Inno alla gioia” di Beethoven da parte delle ragazze e dei ragazzi di Zevio. Presente anche Patrizia Pitacco, intervenuta – come ha lei stessa sottolineato – fuori da un contesto istituzionale.
Per il resto, lo spettacolo vero lo hanno offerto proprio loro: i giovani delle due scuole, protagonisti di un clima di condivisione in cui non c’è bisogno dell’intermediazione dei “grandi”.

Foto Goran Žiković
Il saluto ai ragazzi di Enea Dessardo. Foto Goran Žiković
Lia Valente, Sara Vrbaški, Iva Bradaschia Kožul e Enea Dessardo. Foto Goran Žiković
Foto Goran Žiković
Foto Goran Žiković
Foto Goran Žiković

Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.

L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.

No posts to display