Un viaggio di studio nei borghi istriani

La comitiva della CI di Parenzo in visita a Strugnano, Isola e Pirano accolta nei sodalizi locali

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Un viaggio di studio nei borghi istriani
Visintin e Knez. Foto AIA

Tra natura, palazzi, borghi e campanili, l’Istria è così varia che nemmeno gli Istriani la conoscono tutta. La Comunità degli Italiani di Parenzo, però, si impegna molto in questo, aggiungendo di anno in anno nuovi capitoli al proprio sapere. Sabato, infatti, una delegazione del sodalizio ha fatto visita a Strugnano, Isola e Pirano, completando il tour nell’Istria settentrionale cominciato con Capodistria e Muggia lo scorso anno. A guidare il gruppo il vicepresidente del sodalizio, Denis Visintin, con l’accompagnamento di Kristjan Knez, storico, ricercatore, nonché presidente della CI “Tartini” di Pirano, la cui conoscenza capillare del territorio ha dato valore a ogni scorcio visitato. Prima tappa della giornata è stata Strugnano, dove si trovano le saline più settentrionali dell’Adriatico. Un tempo ve ne erano anche a Trieste e Capodistria, ma oggi resistono soltanto quelle del Comune di Pirano, riconosciute quale patrimonio storico-ambientale da conoscere, tutelare e mantenere. Knez ha sottolineato il valore di questi “specchi d’acqua geometrici”. Prima della diffusione dei frigoriferi, il sale oltretutto era indispensabile per la conservazione dei cibi. Nei secoli la zona è stata celebre anche per le primizie – le fragole di Strugnano, ad esempio, giungevano sino a Vienna – ma l’esodo del secondo dopoguerra lasciò abbandonati i versanti coltivati. La “Stiuza”, quella che alcuni definiscono laguna, ma che era più precisamente la peschiera della famiglia Tartini, racconta un’altra storia economica: quella dei branzini, delle orate e di altri pesci allevati e venduti fino al secondo conflitto mondiale. Senza compiere l’erta salita, il gruppo ha potuto osservare in lontananza la chiesa della Madonna della Visione dove, si dice, apparve Nostra Signora. Meta di pellegrinaggi già nel Cinquecento, il santuario ha custodito una collezione di ex-voto unica nell’Istria settentrionale: tavole votive dei “paroni” delle barche, che ora sono fonti preziose per ricostruire la vita della comunità marinara che giungeva anche da distante. Sulla falesia si conserva ancora la croce, presente già nel Seicento, ricostruita in cemento nel 1921 e rifatta in pietra una decina di anni fa, di buon auspicio per gli uomini di mare. La seconda tappa della gita ha coinvolto la città di Isola d’Istria, a partire da Palazzo Manzioli. Qui il gruppo è stato accolto dalla coordinatrice culturale della CAN isolana, Kim Jakopič e dai presidenti delle due CI “Pasquale Besenghi degli Ughi” e “Dante Alighieri”, rispettivamente Robi Štule e Michele Fatigato. Il Manzioli è uno storico edificio del secondo Quattrocento e attuale sede della CNI, frutto dell’unione di Casa Manzioli e Casa Lovisato. Domenico Lovisato, ha ricordato Knez, nato a Isola nel 1842 era un geologo, docente universitario e partecipante alle spedizioni della Società Geografica Italiana in Patagonia e nella Terra del Fuoco. Garibaldino, fu ostracizzato nel secondo dopoguerra per il suo patriottismo, ma la targa commemorativa sulla sua casa natale gli restituisce ora una visibilità pubblica. Il gruppo ha poi sostato nella Chiesa di Santa Maria d’Alieto, di fronte a Casa Zanon, alle case legate alla figura di Nino Benvenuti e a Palazzo Besenghi, ascoltando altri interessanti aneddoti sulla storia isolana. La giornata si è conclusa a Pirano, dove, dopo un momento conviviale, la delegazione ha visitato la città e, soprattutto, Casa Tartini. Il luogo natale del celebre compositore e violinista Giuseppe Tartini oggi è sede di un percorso museale e dell’omonima CI. La visita si è qui conclusa con l’incontro con Maurizio Tremul, presidente dell’Unione Italiana e con il vicesindaco piranese Christian Poletti, anche loro giunti ad accogliere e salutare la delegazione parentina.

La CI di Parenzo a Palazzo Manzioli. Foto AIA

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