Un progetto comune per incendi in mare

porto Capodistria

Grazie al progetto “Namirg” (North Adriatic Maritime Response Group), coordinato dall’Iniziativa Centro Europea, nell’alto Adriatico sarà incrementata la collaborazione tra Italia, Slovenia e Croazia in caso di incendi in mare. L’iniziativa, avviata nel gennaio di quest’anno, coinvolge i Vigili del fuoco di Capodistria, del Friuli Venezia Giulia e della Regione istriana. I dettagli sono stati presentati di recente presso la sede dell’InCE Trieste alla presenza dei rappresentanti dei tre Paesi. L’Adriatico settentrionale è caratterizzato da un intensissimo traffico di navi merci e passeggeri, basti pensare che Trieste è il primo porto del Mediterraneo per il petrolio: la movimentazione nel 2017 è stata di 42,4 milioni di tonnellate, pari a un milione in più rispetto al 2016. Un eventuale incidente avrebbe un effetto devastante non soltanto sull’ambiente marino, ma anche sui cittadini che vivono lungo la costa italiana, slovena e croata. Il progetto, della durata di due anni per un valore di oltre 900.000 euro, vedrà una serie di iniziative congiunte, tra cui la formazione di una squadra composta da 24 Vigili del fuoco provenienti dai tre Paesi. “Nel progetto in questione siamo partner equivalenti a quelli italiani e croati. Capodistria prenderà parte alle varie abilitazioni con otto pompieri. Il percorso formativo e l’addestramento culmineranno con un’esercitazione comune al largo delle coste istriane nell’ottobre del 2019. Sarà un’occasione per fare il punto della situazione sul fronte dell’equipaggiamento e delle risorse, ma soprattutto per migliorare la cooperazione, che già esiste con i vicini italiani e croati”, ha rilevato Denis Glavina, capo dei Vigili del fuoco di Capodistria nel corso della presentazione del progetto transfrontaliero. Ai vari pericoli degli incidenti in mare è quotidianamente esposto anche lo scalo di Capodistria, con una movimentazione di merci in costante aumento. “Nel raggio di pochi chilometri, da Trieste sino a Fiume ci sono tre porti e quindi il progetto è assolutamente benvenuto. In caso di sversamento di materiale inquinante nel tratto di mare della Slovenia, interviene la Protezione civile perché dispone di barriere galleggianti. Lo spegnimento degli incendi si esegue in collaborazione con la Capitaneria di porto e la polizia marittima in quanto noi non disponiamo di attrezzature specializzate per questo tipo di azioni in mare”, ha aggiunto Glavina, auspicando che il progetto abbia un seguito anche dopo il 2019. 

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