Un cucciolo di delfino nella baia di Pirano

A Pirano Individuato cucciolo con la madre

Un avvistamento del cucciolo di delfino con la madre

Sono circa 150 i delfini avvistati dal 2002 nella fascia di mare tra la baia di Pirano e il golfo di Trieste. Osservando il mare non è più una rarità scorgerli sguazzare all’orizzonte. Regalano sempre emozioni impagabili. Circa un mese fa è stato avvistato il primo cucciolo di delfino 2021, hanno riferito dalla Morigenos di Pirano, la società che studia i mammiferi marini e monitora i delfini da quasi 20 anni. “Quello recentemente avvistato – ha precisato il direttore Tilen Genov –, non è l’unico cucciolo nel mare sloveno, ma è il primo di quest’anno. Speriamo di vederlo in futuro, siccome il primo anno è il più critico per questa specie”. Al piccolo non è stato ancora affibbiato un nome, che otterrà quando mostrerà dei segni specifici come graffi, tacche e cicatrici, acquisiti attraverso il gioco o i combattimenti. Per il momento sarà riconosciuto tramite la madre. “Se otterrà abbastanza segni prima di diventare indipendente, il che probabilmente avverrà tra due o quattro anni, allora gli daremo un nome. Se ciò non avverrà, non saremo in grado di identificarlo”, ha spiegato l’esperto. Agli inizi della propria attività, i ricercatori della Morigenos ritenevano che i delfini fossero delle presenze casuali e rare nell’alto Adriatico. “Oggi sappiamo che questa popolazione viene avvistata regolarmente ogni anno, nonostante si spostino frequentemente nelle vicine acque croate e italiane. Il mare sloveno però, rimane la loro dimora permanente. Tuttavia a lungo andare, questa popolazione è potenzialmente minacciata dai cambiamenti climatici non potendosi spostare più a nord, dove trovano la terraferma. Non sappiamo come questo si rifletterà sul possibile arrivo di altri delfini, che potrebbero spostarsi più in alto dal sud dell’Adriatico, portando a una maggiore competizione per le risorse, cibo e spazio”, ha osservato l’esperto.

 

La società Morigenos si è dedicata nell’ultimo anno allo studio dei suoni che producono i mammiferi e dell’impatto che il rumore subacqueo ha su di loro. “Osservando i i fischi che emettono, siamo in grado di scoprire molto sul loro comportamento e su che cosa fanno in determinate aree quando non possiamo osservarli direttamente, durante episodi di maltempo o la notte. Abbiamo scoperto che ciascun esemplare emette un suono specifico. In questo modo vengono identificati e indirizzati o chiamati. Se saremo in grado di raccogliere abbastanza dati ed elaborarli, potremo creare un catalogo e scoprire i loro spostamenti”, ha spiegato Genov. Dal 2002 la società ha fotoidentificato oltre 150 delfini, a ciascuno ha dato un nome e creato un catalogo fotografico. La fotoidentificazione consente di determinare le dimensioni di una popolazione di delfini e monitorarne il numero nel tempo, seguire il tasso di sopravvivenza annuale, quello di fertilità, la distribuzione, la migrazione, il comportamento, la struttura sociale, l’uso dell’habitat e la frequenza dei singoli animali nelle singole aree.

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