Sì al maggioritario con un turno unico

Seggio CNI. Sessione allargata della CAN Costiera

I presidenti Scheriani e Bartole

Seduta del Consiglio della CAN Costiera oggi, venerdì, a Capodistria, estesa ai consiglieri delle CAN comunali. A giustificare la composizione dell’Assemblea, l’importanza del tema in agenda: il nuovo sistema elettorale sloveno, comprese le norme riguardanti i seggi specifici per le Comunità nazionali italiana e ungherese. Come ricordato dal presidente Alberto Scheriani si tratta di un tema che si ripresenta ciclicamente in ogni legislatura. Dal 2011 è stata cercata una valida alternativa al modello attuale, ma tutti i tentativi si sono arenati di fronte allo scoglio della maggioranza assoluta in Parlamento, ossia 60 voti, dei quali non dispone nemmeno l’attuale coalizione di governo. Il mondo politico è pressato dalla sentenza della Corte costituzionale, che ha ritenuto inadeguata la composizione dei distretti elettorali e ne ha chiesto la riforma.
Per la Comunità nazionale italiana è assodato che l’attuale sistema a graduatoria, il Borda, non è più accettabile per l’assegnazione del seggio specifico alla Camera di Stato. Il presidente Scheriani, riportando anche la posizione di tre CAN comunali su quattro, ha rilevato che per una Comunità piccola come la nostra il sistema più opportuno sarebbe un maggioritario a turno unico, anche in considerazione del fatto che, in genere, il numero di candidati che si presentano alle elezioni non è mai elevato. Alle consultazioni con il Presidente della Repubblica, Borut Pahor, che cerca di individuare una possibile convergenza di vedute sul nuovo sistema elettorale generale e nel contesto anche su quello minoritario, per i cittadini di nazionalità italiana e ungherese, si è parlato quasi esclusivamente del maggioritario a turno unico, eccezion fatta per la Levica, la Sinistra, che senza consultare le massime organizzazioni minoritarie, ha proposto il doppio turno.
Durante il dibattito il deputato Felice Žiža ha rilevato come la riforma elettorale debba fare i conti con la realtà delle forze politiche in campo e gli effettivi spazi di manovra esistenti per cambiare le regole. Seguendo il maggioritario secco si ricalcherebbero regole in vigore in Croazia per i seggi minoritari e in Italia, nei Comuni più piccoli. Optare per altre soluzioni, significa andare incontro a modifiche della Costituzione e del regolamento di procedura parlamentare per costituire in tempo la nuova Camera di Stato. Anche il parlamentare ha riferito che l’unica voce fuori dal coro per le norme elettorali delle Comunità nazionali autoctone è stata quella della Levica. Marko Gregorič, vicepresidente della CAN Costiera e presidente di quella isolana, ha rimarcato che quest’ultima ha votato giovedì sera a larga maggioranza per il maggioritario a doppio turno. Gregorič si è detto soddisfatto del fatto che si dialoghi apertamente, che si prendano posizioni comuni a scanso di equivoci. Per questo motivo, sentiti gli argomenti presentati in sede di CAN Costiera, i tre rappresentanti di Isola hanno sostenuto il sistema maggioritario a turno unico, allineandosi al parere dei loro colleghi negli altri comuni costieri.
Gregorič ha smorzato sul nascere eventuali polemiche su presunti contatti della CAN di Isola con la Levica. I partiti devono rimanere fuori dalle questioni vitali per la CNI – è stato detto ancora – e bisogna rimanere uniti. A riguardo il presidente della CAN di Pirano, Andrea Bartole, ha lanciato un appello per la moderazione dei toni nelle comunicazioni sui mezzi d’informazione e sui social, privilegiando, invece, colloqui diretti e pacati.

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