Semedella. Cementificazione, cresce l’onda della contrarietà

Prorogati i termini del dibattito pubblico sull’area di Semedella

La simulazione della nuova zona residenziale

Il Comune di Capodistria ha prorogato sino al 21 aprile prossimo il termine ultimo per presentare gli appunti al Piano urbanistico particolareggiato per la cosiddetta zona “Slavnik” a Semedella, dal nome dell’ex Società di trasporti che qui aveva le sue autorimesse. Visto il perdurare della crisi legata al Covid-19 e l’impossibilità dei cittadini di riunirsi per discutere il progetto di massima, è stato concesso più tempo alle Comunità locali che gravitano sull’area di elaborare i propri pareri. Situazione epidemiologica permettendo, il dibattito pubblico è stato fissato al 14 aprile prossimo, limitando se necessario il numero dei partecipanti. Nel frattempo il sindaco, Aleš Bržan, si ripropone di incontrare l’Iniziativa civica che si oppone al progetto di riqualificazione dell’ex “Slavnik” e gli altri cittadini interessati. Dopo la prima presentazione delle soluzioni previste per la zona, era emersa una ferma opposizione alla sua cementificazione, con la costruzione di quattro palazzine alte fino a 28 metri e ospitanti appartamenti, negozi, ristoranti, uffici e, nei sotterranei, un vasto parcheggio. Gli stabili verrebbero costruiti al posto dei garage in disuso, che a loro volta furono collocati sulle tombe dei capodistriani vittime della peste, nel 17.esimo secolo, attorno alla chiesetta della Beata Vergine delle Grazie, santuario molto caro alla popolazione locale, in particolar modo ai connazionali e agli esuli, che qui svolgono ogni anno il loro raduno. Molti appunti avevano riguardato anche il fatto che le nuove palazzine avrebbero stretto in un angolo la scuola materna del quartiere, nonché ostruito la visuale alle case che già sorgono nei paraggi. Parere contrario, con una richiesta di tutelare l’area a ridosso della chiesa e il ricordo dei concittadini lì sepolti, era stato espresso anche dalla CAN di Capodistria. Sull’argomento si stanno susseguendo altre prese di posizione contrarie al nuovo Piano urbanistico per la parte bassa del rione residenziale di Semedella. In prima fila i residenti nelle vicinanze che hanno già avanzato riserve per l’impatto dei nuovi stabili progettati. Ai condomini in zona potrebbe essere tolta luminosità e la veduta verso il mare.

La chiesa della Beata Vergine delle Grazie

Gli appunti sono stati ripresi nella posizione ufficiale espressa dalla Comunità locale di Capodistria centro. Vi si rileva che la zona degli interventi va riqualificata dopo tanti anni di completo abbandono, ma trovando le soluzioni adeguate e non con affrettati progetti che condurrebbero alla cementificazione del rione, togliendo posto vitale alla scuola dell’infanzia e circondando la chiesetta della Beata Vergine delle Grazie, tanto cara ai capodistriani e soprattutto ai connazionali. Pertanto le Comunità locale sostiene la necessità di pervenire a una serie di progetti alternativi prima di scegliere il migliore, avendo cura della qualità della vita a Semedella. Nettamente contraria al progetto “Slavnik” anche la Società istriana “Diacono Elio”, guidata da Darij Gregorič. Nel suo comunicato stampa si concentrano sulla storia e le tradizioni locali, che fanno delle ex autorimesse una zona particolarmente importante. Nel 17.esimo secolo, durante la terribile epidemia di peste che decimò Capodistria, l’area fu adibita a cimitero e vi trovarono sepoltura oltre 1.800 cittadini colpiti dal morbo. Nelle vicinanze sorse la chiesa, diventata luogo di pellegrinaggio e ancora oggi punto di ritrovo per i capodistriani rimasti e esuli, la seconda domenica dopo Pasqua. Il camposanto di Semedella restò in funzione ancora per circa due secoli, quando fu aperto il cimitero di San Canziano. Dai racconti, sussurrati da chi partecipò alla costruzione dei garage della “Slavnik”, emergevano storie macabre di resti umani rinvenuti e subito occultati per non intralciare i lavori. La Società “Diacono Elio” rilancia pertanto la proposta di creare in loco un Parco ricordo dei tanti concittadini che vi furono sepolti, collegandolo al santuario mariano vicino per diventare un anello congiunturale con il centro cittadino. Il nuovo progetto residenziale andrebbe di conseguenza spostato altrove, consentendo ai visitatori di godere del verde e del mare vicino.

Gli ex garage della “Slavnik” a Semedella

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