Scuole, elevate le competenze linguistiche

Al Parlamento accolte le modifiche legislative sui diritti particolari della CNI nel campo dell’istruzione

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Scuole, elevate le competenze linguistiche

Il Parlamento sloveno ha approvato ieri con 44 voti favorevoli e 33 contrari le modifiche alla Legge sui diritti particolari della Comunità Nazionale Italiana nel campo dell’istruzione. Si è concluso pertanto con successo un lungo iter legislativo, irto di ostacoli che però ora soddisfa le necessità della CNI, innalzando le competenze linguistiche dei docenti nelle nostre scuole.

 

”I preparativi sono partiti già nella primavera scorsa, con una prima bozza presentata al Ministero dell’Istruzione. In quell’occasione le nostre istanze non erano state recepite. L’intenzione di portare la conoscenza della lingua italiana per i docenti delle scuole elementari e medie al massimo livello, quindi di lingua madre, avevano trovato l’opposizione del dicastero, che insisteva per rimanere al livello di conoscenza C1, richiesto invece adesso agli insegnanti di sloveno o di lingue straniere. A quel punto ci siamo rivolti al governo sloveno, che ha messo a disposizione il proprio ufficio legale per stilare un atto normativo che contempli le nostre richieste. Quest’ultime erano state definite nel corso di dettagliate consultazioni con i presidi delle scuole, con i consulenti pedagogici e con il dipartimento di italianistica dell’Università del Litorale. Dopo numerose riunioni eravamo pervenuti alla versione definitiva della proposta d’integrazione della legge, che richiede ai docenti la conoscenza dell’italiano come lingua madre, come del resto previsto dalla Costituzione all’articolo 64 e dal Memorandum di Londra. Con l’aiuto degli esperti governativi era stato definito il testo che ieri è stato integralmente approvato”, specifica il deputato al seggio specifico CNI, Felice Žiža.

Alberto Scheriani e Felice Žiža

”Siamo oltremodo soddisfatti perché finalmente, le nostre scuole vengono messe in condizione di far svolgere le lezioni a chi è di madrelingua italiana. Le condizioni non avranno effetto retroattivo, ossia saranno applicate soltanto con i nuovi assunti. Chi fa già parte degli organici può, però, essere sottoposto a verifica del sapere da parte dei presidi e indirizzato a corsi di aggiornamento, ai quali saranno iscritti anche insegnanti e professori che non hanno conseguito la laurea in Italia e che pertanto possono presentare delle lacune nella terminologia delle loro materie. Per il personale non docente, sempre in base alle norme appena approvate, sarà presentato un regolamento ministeriale che stabilirà il livello di conoscenza dell’italiano richiesto, in base ai contatti diretti che hanno con i ragazzi, i genitori o i visitatori. Le nostre scuole sono e rimarranno tra le più aperte al mondo. Sono frequentate da bambini e ragazzi di varie nazionalità. Gli istituti italiani in Slovenia collaborano con analoghe scuole slovene in Italia, italiane in Croazia e con le scuole della maggioranza a livello nazionale sloveno. Presentano, quindi, situazioni multietniche e multiculturali difficilmente riscontrabili altrove. Chi parla del rischio che le scuole italiane si chiudano in un ghetto non conosce questa realtà”, ha osservato ancora Felice Žiža.

Il percorso della legge che si è concluso ieri è stato seguito con la massima attenzione dai vertici della Comunità autogestita costiera della nazionalità. “Voglio esprimere la mia profonda soddisfazione per il traguardo raggiunto, grazie all’impegno del deputato Žiža, delle CAN comunali, dei dirigenti, scolastici, dei consulenti pedagogici e di tutti gli esperti che ci hanno aiutato. Si è trattato di un grande lavoro di squadra, che ha richiesto impegno, professionalità e una certa dose di pazienza. Avevamo tentato di migliorare le competenze linguistiche dei docenti già con una modifica di legge, presentata nel 2018, ma avevamo incontrato l’opposizione del Ministero dell’Istruzione. Questa volta, però, abbiamo potuto contare sul sostegno del governo e dei suoi consulenti legali, che ovviamente ringraziamo per il contributo dato. Senza dimenticare il ruolo svolto dai deputati delle forze di maggioranza, che hanno consentito l’approvazione delle norme”, è stato il commento a caldo del presidente Alberto Scheriani.

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