Saline, pennellate del cuore di Fulvia Zudič

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Saline, pennellate del cuore di Fulvia Zudič
Inaugurazione della personale di Fulvia Zudic Foto AIA

Realismo etereo di paesaggi del cuore, l’artista Fulvia Zudič ha inaugurato alla Galleria “Caserma” venerdì sera, il vernissage “Evaporazione”. La personale di pittura scaturita dall’interiorità dei sensi è argomento a lei particolarmente caro approntato negli ambienti all’interno del Parco naturale delle Saline di Sicciole. L’allestimento rimanda a prospettive in controluce a duplicare quasi dei fermo immagine di ricordi temporali. Occhi all’esterno a paragonare l’immersione al circostante naturale, s’incastrano nell’ambiente i chiaroscuri plasmati dalla natura e le pennellate a evocare l’habitat salinaio, filo conduttore familiare che l’ha vista crescere e, come sottolineato dall’artista, “indubbia opera paesaggistica, realizzata dall’uomo”.

L’esposizione allestita in due sale, la prima esclusivamente in bianco-nero e l’altra con i colori stagionali del territorio, celebra rugiade, nebbie e nostalgie interiori a segnare un impalpabile abbandono che vela i panorami caratteristici delle geometriche vasche per la raccolta del prezioso oro bianco di Pirano. La terra e quel naturale processo di essiccazione del mare ad opera di sole e vento, dominano nei tratti decisi che sembrano giocare con il senso di identificazione dell’artista. Tonalità autunnali di grigi, marroni, beige e crema si accostano al bluette di cristallini sfondi estivi e ritrovano quella visione che apre su rifrangenze che magnificano l’unicum plasmato dal mutevole prisma. Le sfumature combinate in gradazione di turchese, verde acqua, azzurro e indaco, danno fondo alla gamma di colori che nei misti in tavolozza regalano smalto alla realtà demarcata dalle secche linee in primo piano che scolorano nell’”oltre” dell’orizzonte istriano. Baciati dai raggi, i giochi di luce negli ambienti donano profondità e prospettiva alle tele che rievocano immagini di palpabili secolari fatiche.

Foto AIA

A primeggiare nella stanza “non colore”, il trittico bianco-nero attenua in continuità una visione che esce dal quadro e risveglia ricordi del “come eravamo”. Dominanza di cavedini, innalzati pali di demarcazione si ergono a sostenere illusoriamente quei grumi piramidali di sale sullo sfondo, nel gioco della mente che li concepisce quasi fossero “spiegate vele”. Il fissato su tela addentra in psicologici esistenziali con la sensazione che sia l’incognita “vento” l’artefice dei tessuti destini di sopravvivenza salinaia. Di questa figura di sudore mai presente nei dipinti, si percepisce il rispetto per fatiche, operosità e lavoro amanuense d’un ricco patrimonio da custodire.

Dialogo tra note e colori, i frammenti sonori a cura di Andrej Antonič, ricercatore multimediale a riprodurre lo scivolare dei grani di sale, hanno amalgamato il suono al panorama “dentro e fuori”, creando lo spazio di riflessivi vuoti tra astrazione e materia. Nella sintetica presentazione di “Evaporazione”, Fulvia Zudič lascia i commenti delle sue pennellate al pubblico nel coeso comunitario che ha ritrovato la vena pittorica della sua attivista connazionale. Titoli mirati alla preservazione gergale, questa salvaguardia per immagini tutela lessico e terminologia salinaia nel realistico degli specchi dell’anima. La mostra, in visione sino al prossimo 18 gennaio 2026, sarà un mutevole che aggiungerà altri tasselli di visiva storia nel crescendo di nuove profonde tele espressive delle saline di Sicciole.

Fulvia Zudic
FotoAIA

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