Ricevimento consolare per i marinai italiani

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Ricevimento consolare per i marinai italiani

CAPODISTRIA Con un piacevole ricevimento a Palazzo Pretorio, il Consolato generale d’Italia a Capodistria ha salutato, giovedì sera, anche ufficialmente l’arrivo in città della nave scuola della Marina militare italiana, “Caroly“. La splendida barca a vela di quasi 25 metri di lunghezza, ha condotto nove aspiranti guardia marina nella loro campagna d’addestramento finale, prima del completamento degli studi all’Accademia navale di Livorno. Con il loro comandante, tenente di vascello Livio Martuscelli e i sottufficiali dell’equipaggio, sono stati ricevuti dal Console generale Giuseppe D’Agosto. Alla presenza degli esponenti della Comunità Nazionale Italiana, con in testa la vicepresidente della CAN costiera, Linda Rotter, il presidente della CAN comunale, Fulvio Richter e Roberto Battelli, già deputato al Parlamento sloveno, dei vertici dell’Università popolare di Trieste, con la presidente Cristina Benussi e il direttore generale, Fabrizio Somma, di imprenditori e altri ospiti, il dottor D’Agosto ha salutato calorosamente i militari italiani, sottolineando il ruolo dei loro viaggi all’estero per rafforzare i legami d’amicizia con i Paesi vicini e, nel caso specifico, con la Slovenia, ma anche il gesto di attenzione nei confronti di terre con cui esiste un lungo legame. Nel rispondere al messaggio di saluto, il comandante Martuscelli ha ricordato che la campagna d’addestramento che stanno concludendo, ha toccato porti italiani, montenegrini, croati e ora lo scalo capodistriano. Ha ringraziato per l’accoglienza che gli è stata riservata dal Console generale D’Agosto, da parte delle Forze armate slovene, dalle autorità cittadine e dalla cittadinanza, che ha avuto modo di visitare la nave scuola, definita unanimemente un piccolo gioiellino della cantieristica italiana, ottimo poligono per la preparazione dei futuri ufficiali della Marina italiana. Nel corso della parte conviviale gli allievi presenti (alcuni loro colleghi sono rimasti a bordo per svolgere le mansioni correnti e accogliere i visitatori) hanno allacciato rapidamente contatti con i presenti in sala, rispondendo con gentilezza a domande incalzanti sul loro percorso di studio, sugli sbocchi professionali che li attendono subito dopo la laurea e l’ottenimento delle spalline da ufficiale. Non hanno potuto né voluto evitare curiosità sulla loro vita a bordo della “Caroly“, sulle loro relazioni con i coetanei e sui posti che hanno potuto vedere durante gli studi. Alcuni di loro, compreso il comandante, avevano già avuto l’opportunità di soggiornare in Slovenia visitando, oltre che Capodistria, anche la capitale Lubiana. (gk)

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