Regionalizzazione e ruolo della CNI

Il deputato italiano Felice Žiža, assieme al collega ungherese, ha incontrato il presidente del Consiglio di Stato

Prorogato il dibattito sulle future Province

Ritorna in primo piano in Slovenia il dibattito sull’istituzione delle Province, ossia del secondo livello dell’autogoverno locale. Il Consiglio di Stato, l’organismo che a Lubiana rappresenta con i suoi 40 membri le varie sfere della vita socio-economica, nonché i Comuni, ha stilato assieme ad un gruppo di esperti una bozza di legge che prossimamente arriverà sui banchi del governo e quindi anche del Parlamento. La riforma è ancora priva del sostegno necessario, i due terzi dei deputati. Delle ipotesi stilate hanno discusso con il presidente del Consiglio di Stato, Alojz Kovšca, i parlamentari italiano, Felice Žiža e ungherese, Ferenc Horvath. Gli esponenti dei gruppi nazionali hanno espresso rammarico per non essere stati coinvolti nella preparazione e nella stesura delle norme sulle autonomie locali, che in alcuni capitoli dovranno obbligatoriamente tenere in maggiore considerazione la posizione degli italiani e degli ungheresi nei loro territori di insediamento storico, in termini di rappresentanza nei Consigli provinciali e di altre particolarità. Kovšca ha assicurato che esiste la massima attenzione per le Comunità nazionali e che il Consiglio di Stato è pronto a discutere con le istituzioni minoritarie i dettagli della regionalizzazione. A questo scopo ha accettato l’invito del deputato Žiža e della CAN costiera a fare visita al Capodistriano. Il capitolo sulla Provincia che ingloba anche il territorio nazionalmente misto comprenderebbe, oltre ai quattro Comuni costieri, ancora le zone di Postumia (che diventerebbe sede del Consiglio provinciale), Sesana (sede del Consiglio dei Comuni) e Villa del Nevoso. Il centro amministrativo sarebbe a Capodistria. “Il termine ultimo per presentare appunti sulle Province è stato prorogato sino al prossimo luglio“, spiega il deputato Felice Žiža. “Avremo spazio di manovra sufficiente per un dibattito approfondito. Assieme alla CAN costiera ci stiamo coordinando con le municipalità dell’area istriana per presentare una posizione comune sul progetto. L’interesse principale della CNI è mantenere i territori nazionalmente misti di Capodistria, Isola, Pirano e Ancarano all’interno di un’Amministrazione provinciale a Statuto speciale, chiedendo pieno rispetto dei diritti acquisiti in base alla Costituzione e un’adeguata rappresentanza negli organismi provinciali”, precisa ancora il deputato al seggio specifico della CNI.

Felice Žiža, Alojz Kovšca e Ferenc Horvath

Tempo fa era circolata la tesi di creare in Slovenia una terza città metropolitana, con uno status quindi simile a quello della capitale Lubiana e del capoluogo stiriano, Maribor. Capodistria soddisferebbe tutti i criteri, che partono dalle sue peculiarità, come il mare e le attività a esso legate. Da non dimenticare i collegamenti stradali e ferroviari diretti con l’Europa occidentale. “Tra le particolarità vi sarebbe anche la presenza storica della componente italiana, che finora è stata ignorata con nostro grande disappunto. Sarebbe, invece, il primo punto da valorizzare nel discorso di una Provincia autonoma per il Capodistriano, dove sono inseriti i territori nazionalmente misti”, rileva ancora Felice Žiža.

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