Strumento antichissimo, raffinato ed elegante, l’arpa è stata al centro del concerto “La storia del Natale” della scuola di Elisa Manzutto, ospitato alla Casa della cultura di Scoffie e organizzato grazie alla Comunità degli Italiani di Crevatini. Lo spettacolo, tradizionale saggio natalizio degli allievi, è costruito come una fiaba musicata ispirata alla Natività.
La voce narrante di Elisabetta Cancelli ha accompagnato il pubblico in un racconto che, brano dopo brano, ha ripercorso il viaggio di Maria e Giuseppe nella polverosa strada verso il censimento, la nascita di Gesù nella grotta e i primi anni della sua infanzia. Sul palco si sono alternati allievi di età diverse, in un crescendo simbolico che ha rispecchiato l’evoluzione del racconto: sono state scelte melodie dai toni infantili per accompagnare Gesù neonato, musiche più complesse per raccontare la sua crescita.

Le allieve più giovani, Aine Gwynineth Corona Jimenez e Teresa Dell’Osso, protagoniste di un intenso lavoro iniziato a settembre, hanno eseguito “La giraffa” di Bouchaud, “Bella stella” di Bosio, “Il valzer della caramella” di Berga ed “Einini” della tradizione inglese, accompagnando musicalmente i momenti della Natività e della visita dei pastori. Anya Pedrazzini, allieva di più lunga data e fresca di un esame di arpa sostenuto poco prima dello spettacolo, ha interpretato “Little Waltz” di Grandjany, “Coquillage” di Bouchaud e alcuni studi di Pozzoli, mentre la narrazione si avvicinava all’episodio dei Re Magi. I “veterani” Zeno Pezcoller e Giovanni Tortul hanno infine messo in luce tecnica, studio e maturità di interpretazione con brani di Pozzoli, Menken, Concone e O’Carolan. Il concerto si è concluso con il racconto dell’adolescenza di Gesù, accompagnato da un ensemble finale che ha visto gli allievi suonare orgogliosamente insieme alla loro maestra. Arpista e docente triestina, Elisa Manzutto si è formata sia nell’arpa classica sia in quella celtica e dal 2015 è attiva nell’insegnamento e nella divulgazione musicale tra Trieste, Alto Adige e Slovenia. È molto conosciuta anche all’interno della Comunità Nazionale Italiana, poiché collabora da anni con enti e scuole, promuovendo progetti educativi e culturali dedicati a questo strumento. L’evento, introdotto da Nicoletta Casagrande e chiuso dal saluto della presidente del sodalizio, Maria Pia Casagrande, è stato per lei anche l’occasione per condividere un traguardo importante.
Con il 2025, infatti, si chiude la prima decade di insegnamento dell’arpa e il primo lustro di docenza nella scuola pubblica. Un percorso che ha coinvolto allievi diversi per età e personalità, confini geografici attraversati e relazioni che spesso hanno superato l’ambito puramente musicale. Con una lettera, Manzutto ha voluto rivolgere un ringraziamento agli allievi, ai genitori, ai colleghi, agli affetti, all’amica Elisabetta per la condivisione del palco e alla famiglia, sostegno imprescindibile di ogni suo progetto.
“I confini geografici che hanno sempre fatto parte della mia storia, così come la necessità di avere un “oltre” a cui tendere, mi hanno aiutata a guardare al di là delle rigide regole dello spartito, facendo dell’arpa un mezzo di riflessione ed espressione, un modo per ritrovare me stessa e andare avanti anche nei momenti più difficili”, ha dichiarato Manzutto, mettendo per iscritto il suo manifesto musicale.

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