Portorose. Diffondere ruralità e beni immateriali

L’evento FONS quale epilogo dei progetti promossi dalla CAN e dalla CI «Tartini»

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Portorose. Diffondere ruralità  e beni immateriali
I cantadori della CI San Lorenzo-Babici Foto AIA

L’ex magazzino del sale Monfort ha ospitato la “Festa d’Ottobre dei Nostri Sapori” (FONS). L’evento è stato organizzato dalla CI “Giuseppe Tartini” e dalla locale CAN, con il patrocinio del Comune, a conclusione dei progetti “Promozione del patrimonio culturale immateriale” e “Sviluppo della cultura della ruralità fuori dal centro storico di Pirano”. Dopo l’apertura affidata alla klapa San Lorenzo, sono intervenuti Andrea Bartole, presidente della CAN di Pirano, nonché l’architetto paesaggista Romana Kačič, titolare del progetto “Ruralità” nei percorsi tematici realizzati nel corso dell’anno che daranno vita al pieghevole 2025.

Andrea Bartole e Romana Kacic
Foto AIA

Oltre alla presentazione dei prodotti tipici locali, da cornice alla manifestazione pure l’esposizione di dipinti e arnesi a ricreare quadretti dell’ambiente terrestre dalla tipicità salmastra, nonché il paesaggio dell’entroterra di Pirano e le sue genti a stretto contatto con la natura, incentrato per l’occasione su colori caldi e sapori autunnali. Tra gli stand allestiti, la dozzina di espositori ha portato l’arancio di zucche, mandarini e cachi con richiami alle erbe del territorio, nonché al rosso di pomodori e al marrone delle giuggiole. Un prosciutto di bassa stagionatura negli involtini, ha fatto il paio con il verde di olive, insalate e basilico, il tutto annaffiato da vini locali. Preparati dalle attiviste, gli sfiziosi dolce-salato hanno esaltato la zucca-violino accanto all’inno al cristallo bianco “Sal nostrum”, apparecchiato dalla “Famea dei salineri”. Proprio il gruppo etnografico che opera in seno al sodalizio “Tartini” è stato argomento di Bartole che, dopo i saluti al vicesindaco CNI Christian Poletti, ha enumerato nel patrimonio immateriale pure gli altri due gruppi, ovvero i figuranti in costume “Al tempo di Tartini” e le rematrici della “Voga Veneta”. “Attivisti quale “anima” che concorre con unicità a esaltare la storia locale”, ha osservato Bartole, “assieme alle conoscenze orali trasmesse di generazione in generazione, è il mondo culturale dinamico che la nostra Comunità mantiene e porta avanti quale parte del patrimonio immateriale che in questi appuntamenti rinnova e divulga”.

Nell’importanza di conservare, la Festa rispecchia il tenere in vita la campagna anche nei 19 tipi d’ulivo ancora presenti sul territorio. Paesini e borghi, agricoltori a rappresentare l’entroterra dalla valle del Dragogna a Strugnano, passando per Pirano e i suoi orti terrazzati, elencate le proprie attività, con dovizie di attrezzature e metodologie di un biologico di serra a “metro zero”, che rifornisce i mercati di Santa Lucia e del centro. L’evento divenuto ormai tradizione si è concluso con la convivialità di canti tradizionali rinverditi dal gruppo di “cantadori” della Comunità degli Italiani di San Lorenzo-Babici. Tra “Dove xe la Teresina”, “Le rose del mio giardino” e “Voga e rivoga”, il sodalizio ospite ha riportato in scena il bajs del 1876 e la fisarmonica triestina d’epoca, ancora ben accordati e compagni fedeli delle uscite. Suoni e voci legati all’Istria, la rassegna FONS è lo scrigno che racchiude i segreti degli avi, un lascito respirante e responsabile che va tramandato.

Sisole, sal e erbe de le Saline
Foto AIA

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