Porto: utili in calo, ma c’è ottimismo

L’epidemia Covid-19 ha influito in modo pesante sulla gestione di quest’anno ma già per il prossimo sono in dirittura d’arrivo importanti investimenti per invertire il trend

Una portaconteiner lascia Capodistria

Il Porto di Capodistria farà segnare alla fine dell’anno forti perdite nella gestione del gruppo. Lo afferma una proiezione pubblicata sul sito della Borsa di Lubiana. Il giro d’affari calerà del 13 per cento, mentre gli utili saranno inferiori del 21%. I motivi vanno ricercati soprattutto nelle conseguenze della grave epidemia Covid-19 che ha colpito l’economia mondiale. Uno dei settori più penalizzati è stato quello delle automobili. Tutto sommato però l’Ente portuale ha contenuto le perdite nello smistamento di auto da e per l’estremo Oriente, risultando il migliore tra gli scali europei. Il piano aziendale del prossimo anno prevede una ripresa dell’economia mondiale e una crescita del prodotto interno lordo. I risultati dovrebbero migliorare in tutti i settori. I container dovrebbero notificare un aumento del 3 per cento, facendo mantenere a Capodistria il primato tra gli scali adriatici nel comparto. Le automobili dovrebbero aumentare dell’8%. Nel 2021 proseguiranno gli investimenti nell’infrastruttura portuale, soprattutto con il prolungamento del Molo primo e quindi l’aumento delle capacità di manipolazione dei container. Proseguirà anche la costruzione dell’infrastruttura stradale e ferroviaria verso l’area portuale e la trasformazione della sua gestione in digitale. Quest’anno il Porto di Capodistria ha avviato importanti progetti di investimento. È partito l’ampliamento del primo molo, che consentirà a lungo termine di aumentare la capacità del terminal container e si sta rafforzando anche la capacità del terminal auto. L’ex preside della Facoltà di studi marittimi di Portorose, Elen Twrdy, intervistata dall’agenzia STA, ritiene che questi investimenti siano necessari, ma le procedure risulterebbero troppo lente per ottenere i vari permessi a livello comunale e statale. L’estensione del primo molo e delle rive operative di 100 metri sono contrassegnate come il progetto di sviluppo interno più importante. L’investimento, che dovrebbe essere completato nel marzo del prossimo anno, consentirà l’ormeggio di più navi contemporaneamente. Il progetto proseguirà con la realizzazione di aree di stoccaggio nell’entroterra costiero fino all’autunno del 2022, che aumenteranno di ben 28.000 metri quadrati la metà meridionale del primo molo, occupato dal terminal container. “Con questo e ulteriori miglioramenti, aumenteremo la capacità annuale del terminal container a 1,5 milioni di unità container, garantendo così la possibilità di crescita nel gruppo delle merci d’importanza strategica”, hanno rilevato i vertici del Porto di Capodistria.

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Tra i progetti già completati, invece, un altro ormeggio ro-ro nel terzo bacino e un nuovo gruppo di binari nell’entroterra di questo stesso terminal. Entrambi i progetti sono legati al comparto automobilistico che, oltre ad aumentare la capacità della banchina operativa, quest’anno è diventato il più grande del Mediterraneo. L’acquisizione è importante anche in termini di aumento della produttività e riduzione dei costi, accorciando le rotte di trasporto interno. All’area delle auto è necessario aggiungere un garage per 6.000 veicoli, che dovrebbe essere completato nel primo trimestre del prossimo anno. C’è anche un nuovo, terzo ingresso per i camion, che è in costruzione alla rotonda delle strade di accesso tra Bertocchi e Ancarano. Sarà destinato principalmente al traffico dei container. A Capodistria, l’arrivo di investitori stranieri nei vicini porti di Trieste e Fiume è visto come un riconoscimento della crescente importanza della rotta di trasporto meridionale attraverso l’Adriatico. “Da questo punto di vista, è nell’interesse di tutti i Porti della regione aumentare le nostre capacità e rafforzare la nostra competitività rispetto agli scali del nord Europa”, sono convinti al Porto di Capodistria. Rispetto a Trieste e Fiume, il Porto di Capodistria ha molto più spazio per espandersi nell’entroterra, più precisamente nella bonifica di Ancarano. Se lo scalo si doterà di un moderno ed efficiente collegamento ferroviario con l’entroterra entro il termine stabilito, potrà certamente mantenere la sua competitività. Nel contesto Elen Twrdy ritiene che “Luka Koper” debba assolutamente continuare con gli investimenti se vuole rimanere sulla mappa dei Porti di successo. A suo avviso è un buon segno la recente firma di un accordo tra lo Stato e il Comune di Ancarano con il quale il primo ha acquisito, sebbene con grande ritardo, maggiori spazi per le esigenze del Porto. Per quanto riguarda la concorrenza di Fiume e Trieste, la Twrdy è dell’opinione che sia utile e negativa al tempo stesso. “Da un lato ciò promuoverà e aumenterà il traffico verso gli scali dell’Adriatico settentrionale, dall’altro i vicini di Capodistria sono un po’ più aggressivi, il che può anche essere attribuito a un diverso sistema di gestione dei Porti. Ecco perché lo Stato, da buon proprietario, dovrebbe investire da solo e cercare modi per sviluppare Capodistria più velocemente dei suoi vicini”.

Koper, Luka Koper. Kontejnerski terminal, pristanisce, tovor, dvigalo, ladja. Foto: Stanko Gruden/STA

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