Non una commemorazione formale ma un incontro vivo tra parole, documenti storici e musica. Con questo spirito il Coordinamento Tartini ha inaugurato le celebrazioni per il 130° anniversario della posa, nell’omonima piazza, della statua dedicata al “Maestro delle Nazioni”, Giuseppe Tartini. La serata di sabato, interamente dedicata alla vita e all’opera del grande violinista piranese, si è aperta con i saluti del moderatore Andrej Rojec e con un momento di particolare rilievo istituzionale: la firma del contratto di collaborazione tra i soggetti coinvolti nel progetto. A illustrarne le finalità è stato il vicesindaco Christian Poletti, responsabile tra l’altro del Coordinamento Tartini 130, seguito dagli interventi di Patricija Gržinič per l’Ente turistico di Portorose e di Kristjan Knez, presidente della Comunità degli Italiani. L’accordo punta a valorizzare ulteriormente Casa Tartini, già percorso museale di riferimento e sede del sodalizio, trasformandolo in un centro ancora più dinamico di promozione culturale. Nato l’8 aprile 1692 da Antonio Tartini, fiorentino al servizio della Serenissima e dalla piranese Caterina Zangrando, il compositore barocco è stato raccontato in tre momenti centrali della serata, a partire dalla presentazione del volume “Giuseppe Tartini, genio dell’arco”, edito da Zecchini. A guidare il pubblico nell’opera è stato l’autore Mirko Schipilliti, musicista e medico, che nelle oltre 500 pagine restituisce a Tartini una dimensione profondamente umana, inserendolo nel contesto culturale del Settecento europeo. Celebre violinista in tutta Europa, compositore, teorico e filosofo del suono, Tartini emerge dagli studi di Schipilliti come innovatore della teoria musicale e della tecnica violinistica. Dal celebre “terzo suono” ai trattati che indagano ritmica, melodia e armonia, la sua produzione testimonia una modernità sorprendente. Il volume – che giunge a 80 anni dall’ultima monografia dedicata al maestro – rilegge anche la leggenda legata alla nascita della sua opera più famosa, “Il Trillo del Diavolo”, sottraendola al mito per restituirla a una più solida analisi storico-critica. La serata non si è limitata alla presentazione editoriale. Casa Tartini ha aperto le porte del laboratorio dello studioso grazie alla direttrice dell’Archivio regionale di Capodistria, Nada Čibej e all’archivista Matej Muzenič che hanno mostrato quattro manoscritti scientifici originali del compositore, conservati a Pirano. Un patrimonio prezioso, composto da 14 faldoni ereditati dal nipote, inventariati in sette capitoli e oggi digitalizzati per la consultazione degli studiosi. Un traguardo di straordinaria importanza è stato annunciato nel corso dell’incontro: i carteggi tartiniani e il primo Statuto originale di Pirano del 1307 sono stati iscritti nel registro dell’Unesco, entrando così a far parte del patrimonio documentario tutelato a livello internazionale. A suggellare la serata, la musica. Schipilliti al clavicembalo, affiancato da Giulio Plotino al violino, ha proposto un percorso attraverso quattro Sonate, tra le quali la “Didone abbandonata” e il leggendario “Trillo”. Un viaggio nell’arte compositiva del maestro dove, come è stato sottolineato, “il racconto ha rischiarato la musica e le note hanno ridato vita al racconto”. L’iniziativa, sostenuta tra gli altri dalla CAN e dalla CI di Pirano, culminerà il 2 agosto con una manifestazione celebrativa che rievocherà l’inaugurazione del monumento avvenuta nel 1896. Con l’appoggio del Comune, dell’Auditorio, del Museo del Mare e di numerose istituzioni e associazioni, il percorso dedicato al virtuoso dell’archetto si avvia così verso una nuova tappa di pregio per l’intera regione transfrontaliera e per l’Europa musicale.


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