Pirano. Riflessione su memoria e dimensione interiore

In Casa Tartini la «Marea» delle vicende jugoslave nel dopoguerra

0
Pirano. Riflessione su memoria e dimensione interiore
Zudic Antonic, Likar e Betocchi. Foto AIA

Come l’andare e venire dei flussi del mare, così si muovono le vicende e lo stile narrativo del romanzo “Marea” di Mirana Likar, ambientato nel complesso periodo della Jugoslavia nel secondo dopoguerra. A Pirano, è stata presentata martedì sera la novella versione italiana dell’opera, in un incontro in cui si è parlato di storia, letteratura, traduzione e stampa. La serata è stata condotta dalla professoressa Nives Zudič Antonič e ha visto la presenza dell’autrice, della traduttrice Darja Betocchi e dei rappresentanti della Casa editrice Qudulibri, Patrizia Dughero e Simone Cuva. A organizzare l’incontro sono state la CAN di Pirano, la CI “Giuseppe Tartini” e l’Università del Litorale di Capodistria. Il pubblico, tra il quale era presente anche il deputato della CNI al Parlamento sloveno, Felice Ziza, è stato calorosamente accolto in Casa Tartini dalla coordinatrice culturale Agnese Babič.

Il romanzo, che in Slovenia è uscito nel 2018 per l’editore Modrijan con il titolo originale “Bibavica”, è arrivato al pubblico italiano grazie all’interesse di Zudič Antonič, che, dopo aver letto l’opera, ha proposto la traduzione a Betocchi, insegnante e rinomata traduttrice slovena di Trieste, impegnata nella diffusione della letteratura slovena in Italia. È stata lei, forte di un rapporto di fiducia costruito con altre pubblicazioni, a proporre il romanzo all’editore di Gorizia. “Marea” è un racconto stratificato su una vicenda individuale, che riflette sul potere della memoria, sul dolore del ricordo e sulla forza della dimensione interiore. Al centro della narrazione vi è Marija Rotta Korošec, nata in una famiglia aristocratica piranese trasferitasi a Lubiana nel dopoguerra, dove riceve la visita del giovane musicologo Elia, interessato a Giuseppe Tartini. Da questo incontro si sviluppa un intreccio di piani temporali e narrativi che, proprio come il movimento delle maree, oscillano tra Pirano e Lubiana, tra arte e politica, tra dittatura fascista e regime jugoslavo, ma anche tra un registro poetico e uno colloquiale, tra frasi brevi e periodi complessi.

L’incontro in Casa Tartini. Foto: AIA

Il pubblico ha avuto la possibilità di averne un assaggio, grazie agli estratti che Dughero ha selezionato e poi letto con la sua calda voce. Come ha sottolineato Zudič Antonič, che è anche autrice della postfazione, il romanzo affonda le sue radici in un periodo “segnato da rovine materiali e morali ma anche da una forte spinta alla ricostruzione”. In questo contesto l’arte, in particolare la scultura, diventa spazio di conflitto, di ideologia e al tempo stesso di libertà. La protagonista, scultrice ai margini del sistema, incarna una forma di resistenza silenziosa, anticipando i fermenti artistici che emergeranno negli anni successivi. Per accompagnare i lettori d’oltreconfine ignari di questa realtà peculiare, il libro è corredato da alcune note e spiegazioni. Likar, autrice tra le più apprezzate della scena slovena contemporanea, ha raccontato come la scrittura del romanzo sia nata da un intenso lavoro di ricerca e ascolto. Pur trattandosi di un’opera di finzione, la storia mescola realtà e immaginazione: l’autrice si è liberamente ispirata anche alla figura reale della scultrice Maria Benedetti, conosciuta attraverso racconti familiari e incontri personali, lunghe conversazioni e testimonianze dirette. Pirano, con la sua storia segnata dall’esodo, dalle intimidazioni e da figure simboliche come Giuseppe Tartini, diventa così un luogo reale e metaforico, un mosaico di “pietrine” narrative che insieme compongono un’immagine più ampia, affidabile e umana. La trasposizione in lingua italiana è stata descritta da colei che l’ha firmata come un lavoro complesso e meticoloso, ma anche irresistibile.

Betocchi ha raccontato di aver dovuto consultare anche archivi, esperti e fonti storiche, per rendere con precisione riferimenti linguistici, poetici e persino numismatici presenti nel testo. Dughero e Cuva hanno sottolineato come la pubblicazione di “Marea” in Italia rappresenti una scelta editoriale coraggiosa ma necessaria, soprattutto in un anno “vorticoso” segnato dagli eventi della Capitale europea della cultura GO25!. Proprio per questo, o forse grazie a questo, innamorandosi dello stile della scrittura e fidandosi della qualità della traduzione, gli editori hanno deciso di portare il romanzo al pubblico italiano entro l’anno, un po’ come un regalo di Natale.

Se la figura di Maria Benedetti ha ispirato la finzione del romanzo, comunque, la sua biografia e la sua produzione saranno al centro della mostra “La luce prende forma. Alla riscoperta dell’opera scultorea di Maria Benedetti Back” che sarà inaugurata domani, venerdì, in Casa Tartini.

Patrizia Dughero legge alcuni passi del romanzo. Foto: AIA

Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.

L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.

No posts to display