Pirano, respiro veneziano del centro storico

Nell’ambito delle Giornate europee del patrimonio inaugurato il bastione restaurato in Punta Madonna, preceduto dalla passeggiata tematica a cura di Daniela Paliaga

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Pirano, respiro veneziano  del centro storico
La partenza in Piazza San Rocco. Foto AIA

Nell’ambito delle Giornate europee del patrimonio, a Pirano si è tenuto l’evento “Oltre il leone marciano: il respiro veneziano di Pirano”, articolato in due momenti: la passeggiata tematica “Venezia, la Serenissima, è dovunque a Pirano” e l’inaugurazione ufficiale del bastione restaurato in Punta Madonna. L’iniziativa è stata promossa dalla Comunità degli Italiani “Giuseppe Tartini” e dalla CAN locale, con il patrocinio della municipalità piranese.

percorso iniziale, guidato dagli studiosi Daniela Paliaga Janković e Andrej Preložnik, è partito dalla chiesa di San Rocco, piccolo scrigno barocco del XVII secolo, già menzionata però per la prima volta nel 1557. Nell’occasione la Paliaga ha riportato il racconto di un connazionale che ricorda una vivace tradizione popolare ormai scomparsa, ovvero la festa di San Rocco con palloncini, globi colorati, messa solenne e processione che un tempo riuniva contadini e cittadini in un gioioso incontro tra il mondo rurale e quello urbano.

Da San Rocco, la passeggiata si è snodata tra calli e piazzette, alla ricerca dei simboli che ancora raccontano i secoli di dominazione veneziana: bassorilievi, stemmi e, soprattutto, i leoni di San Marco, ciascuno testimone di un’epoca e di un significato. Come hanno spiegato le guide, le rappresentazioni appartengono a tre tipologie principali: il leone “andante” con la zampa poggiata sul libro, il “rampante” ritto e armato di spada e, infine, il “leone in moléca” accovacciato frontalmente con le ali spiegate. Il gruppo ha sostato poi davanti ad alcune antiche porte della città, distinguendo tra quelle ufficiali e le cosiddette “bastarde”, aperte dai cittadini in periodi di particolare tranquillità.

Il bastione in Punta Madonna.
Foto AIA

Una tappa speciale ha avuto luogo nella chiesa della Madonna della Consolazione, aperta per l’occasione dal parroco don Zorko Bajc. Al suo interno è custodita un’icona bizantina del XIV secolo raffigurante la Madonna con il Bambino, singolare per la presenza del ciuccio nella bocca del piccolo Gesù. L’opera, danneggiata e trafugata in passato, è oggi nuovamente visibile sull’altare maggiore, dopo un attento restauro. Secondo una tradizione, nel 1692, anno in cui nacque Giuseppe Tartini, l’icona avrebbe “sudato”, destando grande commozione tra i fedeli, tra cui sua madre Caterina Zangrando. Sebbene la documentazione d’archivio non confermi pienamente l’episodio, resta il valore devozionale che nel tempo ha legato la comunità piranese a questa sacra immagine. La passeggiata si è conclusa alla Punta Madonna, dove si è tenuta l’inaugurazione ufficiale del bastione restaurato, parte del progetto “Restauro e valorizzazione delle opere di difesa veneziane a Pirano” cofinanziato dalla Regione Veneto. L’evento è stato presentato da Kris Dassena, rappresentante municipale, che ha introdotto gli interventi istituzionali e illustrato l’importanza del progetto nel quadro della valorizzazione del patrimonio veneziano diffuso lungo le coste dell’Adriatico.

A dare il benvenuto sono stati i vicesindaci del Comune, Manuela Rojec e Christian Poletti, mentre la cerimonia è stata arricchita dall’esibizione del coro misto “Tartini”, guidato da Barbara Barać. Presenti anche la rappresentante della Regione Veneto, Tatiana Topal e i partner sloveni e italiani del progetto. Poletti ha sottolineato come il restauro “non sia un lusso, ma una responsabilità condivisa che unisce Pirano a Venezia, un impegno che riguarda ogni cittadino che chiama questa città casa”. Il vicepresidente del sodalizio “Giuseppe Tartini”, Kristjan Knez, ha ricordato “la fortuna di vivere in una città ricca di storia, tradizioni e beni culturali. Opere molto interessanti se prese singolarmente ma che, se considerate nell’insieme, raccontano il retaggio della civiltà veneziana”. A illustrare nel dettaglio gli aspetti tecnici è intervenuta la conservatrice Vanja Prohinar dell’Istituto nazionale per la tutela del patrimonio culturale che ha descritto le varie fasi di restauro del bastione e del faro.

Tra aprile e luglio 2025 sono stati eseguiti lavori di consolidamento del rivestimento in pietra arenaria: rimozione dei giunti cementizi, riparazione delle crepe, iniezione di malte e inserimento di nuove pietre, con rifinitura accurata delle fughe. Sono stati inoltre restaurati il cornicione e la lastra araldica, rinnovati i canali di scolo e migliorato il sistema di drenaggio per proteggere la struttura dall’erosione marina. L’intervento ha restituito al bastione la solidità originaria e una nuova leggibilità architettonica, nel pieno rispetto delle tecniche e dei materiali storici. Il prossimo passo prevede il restauro dell’alloggio del fanalista che completerà e valorizzerà l’intero complesso monumentale, il tutto inteso a rafforzare ulteriormente i legami culturali tra Pirano e Venezia.

Il vicesindaco Poletti saluta i presenti.
Foto AIA

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