La Corte costituzionale slovena ha accolto la richiesta di valutazione della costituzionalità e della legittimità del Piano urbanistico per Santa Lucia, con il quale il Comune di Pirano prevedeva la costruzione di sei palazzine residenziali per un totale di circa 120 appartamenti a equo canone. In attesa della decisione finale, la Corte ha disposto la sospensione dell’esecuzione della delibera municipale. L’iniziativa è stata presentata dal consigliere comunale Davorin Petaros, secondo il quale il Consiglio comunale avrebbe approvato alla fine di maggio 2024, in modo illegittimo, una delibera volta a “riattivare” un atto urbanistico già precedentemente annullato. Il decreto prevedeva inoltre la sistemazione dell’area di Campolino, sopra Santa Lucia, come prosecuzione di un piano di lottizzazione risalente al 1975, sulla base del quale furono costruite villette a schiera e abitazioni familiari. Una parte del Piano urbanistico, tuttavia, non fu mai realizzata. Nel 1998 vennero approvate modifiche al progetto che lo posero in contrasto con il programma di sviluppo a lungo termine del Comune. Tali incongruenze furono successivamente sancite con delibere del 1999 e del 2001, nelle quali si affermava, tra l’altro, che il Piano di lottizzazione era da considerarsi completamente attuato. Gli amministratori del Comune di Pirano sostengono che la parte relativa a Campolino, mai realizzata, dovrebbe rimanere parzialmente valida. Petaros, invece, ritiene che l’atto non sia conforme alla vigente normativa urbanistica e non rispecchi la reale situazione del territorio. Secondo la Corte costituzionale, la richiesta solleva questioni rilevanti sulla legittimità della riattivazione di un Piano urbanistico comunale precedentemente annullato e sulla compatibilità di tale procedura con le garanzie procedurali previste dalla legge, inclusa la consultazione pubblica. Sino alla delibera definitiva della Corte, non potranno essere avviate né concluse le procedure per il rilascio di licenze edilizie. Il sindaco di Pirano, Andrej Korenika, ha espresso sul proprio profilo facebook, profonda delusione per la sentenza che impedisce di risolvere la sistemazione di numerose famiglie a basso reddito, che è sempre stata una priorità della sua amministrazione. Per questo motivo ha annunciato che alla prossima seduta del Consiglio comunale proporrà di revocare la delibera bloccata dai giudici e di cercare un’altra soluzione per la costruzione degli alloggi a equo canone.
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