Il primo incontro istriano del Festival internazionale “Palabra en el Mundo/Parola nel Mondo”, ha aperto la 20esima edizione della rassegna in versi. L’accorato appello alla pace affidato alla forza universale della poesia, è stato organizzato, per il quarto anno consecutivo, dalla Comunità autogestita della nazionalità italiana di Pirano. In Casa Tartini il suggestivo appuntamento, tra poesie declamate e musicate, ha dato forma a temi capaci di intrecciare desideri, vissuti ed emozioni, toccando profondamente il pubblico presente. A rappresentare un’importante occasione di espressione culturale attraverso la creatività, nel mese di maggio la rassegna propone letture poetiche e momenti interdisciplinari e promuove valori di “pace e fratellanza”. Nel segno del dialogo tra i popoli, in 47 lingue diverse in tutto il mondo, la sessione piranese – una delle circa tremila manifestazioni previste – ha riunito autori di differenti sensibilità espressive, offrendo spazio a letture e riflessioni condivise. A dar voce alla “Palabra piranese ‘26” sono stati Roberto Dedenaro, Paolo Di Giorgio abbracciato alla sua chitarra, Ondina Lusa, Roberto Maestri, Eleonora Marangi, Marino Maurel, Alexandra Mitakidis, autrice pure del logo diffuso in tutte le sedi del festival di quest’anno, Vanja Pegan e Tjaša Stanič. Moderati dal direttore artistico Enzo Santese, intervenuto con alcuni testi propri, le letture proposte in italiano, sloveno e dialetto istroveneto, sono state introdotte dal saluto del presidente della CAN comunale, Andrea Bartole. Particolarmente sentito l’applauso rivolto in collegamento streaming a Tito Alvarado, tra i fondatori dell’iniziativa insieme a Gabriel Impaglione che, nel 2002, diedero vita al progetto nato nell’ambito del Festival internazionale di poesia dell’Avana, promosso dal “Proyecto Cultural SUR Internacional” della rivista spagnola Isla Negra. Nel tempo, “Palabra en el Mundo” è diventato un veicolo di messaggi umani che attraversano letteratura, musica, danza, arte e cinema, coinvolgendo oggi quasi mille località in 75 Paesi. Un percorso espressivo che richiama valori come l’amore per la natura, il rispetto reciproco e l’apprezzamento delle diversità. Le parole nate dal cuore hanno intrecciato emozioni, ricordi e speranze. Tra mare, radici e memoria nei poeti locali è emersa una volta ancora l’immagine di una Pirano nostalgica alla ricerca delle proprie origini ma capace di superare confini e differenze nella convivenza quotidiana del territorio. In un’epoca segnata da tensioni e conflitti globali, il linguaggio poetico continua a rappresentare uno spazio autentico di puntuale antitesi. I versi, accompagnati dalla fisarmonica di Marsell Marinšek, hanno unito parole, musica e sentimento in un’unica esperienza condivisa. Accomunato dall’intento di diffondere valori universali di pace e libertà, l’incontro di Pirano ha aperto il calendario delle successive tappe del festival, già previste prossimamente a Capodistria e Grisignana.

Foto AIA

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