Alla Cantina Mahnič di Dragogna si è svolta la XXXV edizione della “Festa del vin”, appuntamento conviviale promosso dalla CI “Giuseppe Tartini” in collaborazione con la CAN di Pirano. L’evento ha riunito soci, attivisti e simpatizzanti di lunga data “carighi de morbin”. La serata si è aperta con i saluti di Kristjan Knez, presidente del sodalizio, introdotti dalla coordinatrice culturale Agnese Babič, mentre Francesca Rosso ha curato la consegna dei doni. Il programma culturale, ricco e articolato, ha visto alternarsi momenti musicali e teatrali che hanno animato l’ampio spazio gremito di pubblico. Protagonista musicale della serata Piero Pocecco, artista di lunga carriera, che ha proposto un coinvolgente revival sonoro dagli anni Sessanta ai Novanta, tra brani originali e rivisitazioni del repertorio italiano e internazionale, invitando il pubblico a scendere in pista. Tra gli ospiti anche la klapa San Lorenzo, affiancata dalle esibizioni dei gruppi della CI “Tartini”: dalla filodrammatica, con uno sketch a tema “vin”, al coro, che ha dato voce al folklore istroveneto e marinaresco. Immutabile e attesissimo il momento della Tombola in piranese, condotta con puntuale brio da Ondina Lusa, affiancata da Laura a garanzia della regolarità delle estrazioni. Numero dopo numero, tra sorrisi e battute, sono stati assegnati ambi, terne, quaterne, cinquine e il “tombolon”, vinto da Zdravko, mentre Stefano si è aggiudicato il premio principale: una borsa griffata, offerta grazie al contributo degli sponsor. Cuore della manifestazione la selezione dei migliori vini del territorio. La raccolta delle bottiglie, curata da Onelio Bernetič e Alberto Manzin (con il ringraziamento all’assente Gianfranco Giassi), ha portato alla valutazione a voto segreto di 25 vini bianchi e 8 rossi, affidata alla commissione presieduta da Ingrid Mahnič. Tra i rossi ha conquistato il primo posto Branko Leban, seguito da Claudio Korenika e Dario Slama. Nei bianchi da uve uniche, vittoria per Evelino Špeh, davanti a Franko e Sibil Špeh, confermando la qualità produttiva di famiglia. Nel suo intervento, Mahnič ha sottolineato il calo del comparto vitivinicolo locale, dovuto alla mancanza di manodopera e alla concorrenza delle grandi aziende, auspicando per il futuro il ritorno alle 50 bottiglie dei fasti passati della manifestazione. Proclamati anche i vincitori dei dolci a tema carnascialesco. Sul podio le “fritole istrovenete” di Maria Sorgo Brec, seguita da Loredana Ruzzier con i “crostoli de famea” e da Luca Bartole con una “ricetta segreta”. A completare la serata, l’allestimento a tema “vino” all’ingresso della cantina, i profumi del “vecio fogoler” e la cena conviviale a base di “luganighe, capuzi e patate in tecia”, accompagnata dai vini in degustazione. Nel ringraziare istituzioni, ospiti e volontari, Agnese Babič ha espresso le congratulazioni a tutti i premiati, sottolineando come la “Festa del vin” resti un momento simbolico di aggregazione e di valorizzazione delle tradizioni.

Foto AIA

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