Pirano. Archeologia industriale da scoprire e rivalutare

L’importanza di tutelare le antiche strutture imprenditoriali è stata ribadita all’evento sulla piattaforma Zoom che ha ottenuto molti consensi

Visita dell’esposizione al Faro

Il viaggio fotografico nel tempo alla riscoperta dell’archeologia industriale di Pirano, continua ad appassionare il pubblico. Quasi una trentina gli spettatori virtuali dell’incontro di lunedì sera via Zoom, preparato dalla Comunità degli Italiani “Giuseppe Tartini”, in collaborazione con la scuola elementare “Vincenzo e Diego De Castro” nell’ambito del progetto “Istria”, l’iniziativa pilota pluridecennale dell’istituto. L’ultima edizione, conclusasi a ottobre 2020, era stata curata dall’insegnante di storia, Massimo Medeot, con il contributo di Kristjan Knez, dei numerosi connazionali e non che hanno collaborato con materiale fotografico. L’attuale preside della “De Castro” Nadia Zigante e la ex dirigente scolastica, Marisa Rogič, hanno presentato l’evolversi del progetto nel corso dei decenni, dalle prime edizioni incentrate sulla penisola istriana in senso ampio a quelle recenti che si concentrano su singoli aspetti del Piranese. “I primi anni ’90 portano nuova realtà nell’Istria, che si ritrova divisa. La nascita del confine poteva far percepire ai ragazzi il territorio come due realtà diverse ma cosi non è”, ha spiegato la Rogič, ricordando e ringraziando le persone che hanno fatto nascere il percorso, ossia Adelia Biasiol Škoti, Milada Monica, Liliana Stipanov, Mirela Arzenšek e Giordana Bačić. Il successo e l’utilità del progetto “Istria”, culminato in numerose pubblicazioni, ha portato anche il riconoscimento a livello ministeriale, mentre la collaborazione dell’Unione Italiana e dell’Università popolare di Trieste ha permesso di bandire ogni anno un concorso per scuole elementari e medie dell’Istria e di Fiume. Con l’ultima edizione, che ha visto protagoniste le fabbriche Salvetti di Fornace e quella di tegole a Fiesso, c’è stato modo di far conoscere ai ragazzi piranesi il passato della loro cittadina che vantava importanti stabilimenti industriali, dove intere generazioni si sono guadagnate da vivere. Il lavoro è stato oggetto di lode in diverse occasioni, aspetto che invoglia ulteriormente l’Istituto a portare avanti il progetto.

Un’immagine d’epoca dello stabilimaento di Fiesso

L’esposizione presso la Biblioteca civica di Pirano, seguita a quella sul Faro, curata da Medeot, con l’aiuto dell’insegnante di arte, Lusi Breulj, ha dato modo anche agli adulti di dare un’occhiata al glorioso passato della cittadina. “I ragazzi non si capacitavano del fatto che ci fossero stati gli stabilimenti, specialmente a Fiesso che conoscono come luogo turistico e di svago”, ha illustrato Medeot. Gli aspetti caratteristici dei siti sono, infatti, completamente spariti e rimangono solo i laghi artificiali.

Una delle pibblicazioni passate

Questi, così Medeot, non compaiono nelle cartografie austriache, ma combaciano col periodo di costruzione della fabbrica di tegole. Anche la zona della Salvetti di Fornace oggi si presenta in veste del tutto diversa rispetto all’epoca dei detersivi venduti in tutto il Vecchio continente, della vetreria e del resto della prolifica attività salvettiana. I partecipanti hanno avuto l’occasione di curiosare anche nei ruderi dello studio cinematografico, oggi di proprietà della “Viba film”.

Prospettiva aerea di Fornace

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