Palazzo Tarsia sarà una casa della CNI

L’edificio sarà acquistato dal governo e poi ceduto in proprietà alla CAN Costiera, che metterà gli spazi a disposizione della minoranza

Palazzo Tarsia

La Comunità Nazionale Italiana sta portando a termine l’acquisizione di Palazzo Tarsia. Attualmente sede del quotidiano “Primorske novice”, l’edificio è al centro delle trattative per il suo acquisto da parte del governo sloveno, con i mezzi già messi a bilancio per il 2022, con l’intenzione di cederlo poi in proprietà alla CAN Costiera, come previsto nell’accordo di collaborazione sottoscritto con l’Esecutivo di Lubiana dal deputato della CNI al Parlamento sloveno, Felice Žiža. “I preparativi sono già a buon punto e confidiamo di concludere la vertenza entro poche settimane. Il progetto prevede che nelle sale dello storico palazzo, situato in Via OF (già Calle degli Orti grandi), a due passi dal centro radiotelevisivo e della Comunità degli Italiani, trovino posto le istituzioni minoritarie attualmente dislocate in vari punti della città e costrette a pagare alti affitti per gli uffici che occupano. Radunate sotto lo stesso tetto vedrebbero facilitate le comunicazioni e potenziate le sinergie. Opererebbero a contatto di gomito oltre alla CAN Costiera con i suoi uffici, compresi quello nuovo per il bilinguismo, la CAN di Capodistria, il Centro culturale e di promozione “Carlo Combi”, l’AIAS-Associazione italiana arte e spettacolo, l’Agenzia AIA, l’ufficio di rappresentanza del deputato e non è escluso che possano aggiungersi altri enti. Con l’Istituto per l’istruzione stiamo valutando, ad esempio, di spostare nella nuova sede anche i quattro Consulenti pedagogici per le scuole italiane. Le porte saranno aperte pure per altre associazioni della CNI, anche di Ancarano, Isola, e Pirano, che esprimeranno interesse. Da rilevare che i mezzi risparmiati per gli affitti potrebbero essere investiti, oltre che per la manutenzione del palazzo, anche per altre iniziative. Palazzo Tarsia è, comunque, in ottime condizioni essendo stato restaurato una trentina d’anni fa” rileva il deputato Žiža. La documentazione per la compravendita viene prodotta in questi giorni e sarà trasferita poi all’Ufficio governativo per le nazionalità. “L’incartamento richiesto è praticamente completo. È nostro desiderio recuperare uno splendido palazzo capodistriano, finito in mani private che in questo modo tornerebbe di proprietà pubblica. Avremmo la possibilità di tutelare una parte del patrimonio culturale della città, rappresentato oltre che dall’edificio anche dalla figura e dall’opera del compositore Antonio Tarsia, la cui famiglia fu proprietaria del palazzo. Abbiamo in piano l’allestimento di una sala ricordo in onore del musicista, che rappresenterebbe un’offerta aggiuntiva per i visitatori, che in zona tra breve potranno visitare anche il Museo multimediale della Comunità Nazionale Italiana, in fase di costruzione poco lontano, nell’ambito del progetto “Primis”, che vede nel ruolo di lead partner l’Unione Italiana e la partecipazione di altri soggetti tra i quali la CAN Costiera. L’atrio del palazzo stesso potrebbe essere adibito anche a spazio espositivo oppure ospitare conferenze e convegni. Ci sarà ancora tempo, in ogni caso, per esaminare i contenuti culturali, che certamente proporremo” ha dichiarato il presidente della CAN Costiera, Alberto Scheriani. Una volta acquistato l’immobile bisognerà attendere il trasferimento in altra sede del quotidiano “Primorske novice”.

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