Ospedale di Isola, l’epidemia incide sulla gestione

Il passivo d’inizio anno è stato parzialmente ridotto ma pesa la mancata attuazione del Piano 2020

L'Ospedale generale di Isola

Al Consiglio dell’Ospedale generale di Isola è stata esaminata la gestione del nosocomio in questi difficili periodi di Covid-19. Come riferito al termine della riunione dal direttore amministrativo, Radivoj Nardin, nell’ultimo trimestre il passivo è stato ridotto di 200mila euro. Agli inizi dell’anno ammontava a 1,8 milioni di euro quale conseguenza della mancata realizzazione del Piano di lavoro 2020. L’epidemia ha ostacolato il regolare funzionamento degli ambulatori specialistici e l’Assicurazione sanitaria versa gli indennizzi soltanto per gli interventi e le visite effettuate. Sul Bilancio dello scorso anno hanno gravato anche alcuni investimenti, del resto necessari per migliorare il livello di assistenza. Da una quindicina di giorni è nuovamente attivo il reparto Covid, il che probabilmente causerà attese più lunghe da parte dei pazienti per curare altre malattie. Sono stati allestiti 20 letti per i contagiati che non presentano un decorso grave, nonché altri 4 posti in terapia intensiva. Un problema aggiuntivo potrebbe essere il diffondersi del virus tra i dipendenti, sebbene il 75 per cento sia stato vaccinato. Negli ultimi giorni è salito l’interesse per l’immunizzazione anche tra quelli che finora hanno rifiutato il vaccino e pertanto la situazione migliorerà ulteriormente. Nardin ha rilevato inoltre che non si registrano nuove epidemie nelle Case di riposo per anziani. Dalle strutture costiere è stato ricoverato un solo paziente e anche lui non vaccinato. L’età media di chi ha bisogno delle cure ospedaliere per Covid è scesa dai 70 ai 60 anni. Il paziente più giovane assistito a Isola è stato un 41.enne. Dai dati disponibili, il Consiglio dell’Ospedale ha stabilito che l’ente può essere gestito con successo in condizioni normali, ma che non può compensare le perdite causate dall’epidemia.

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